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Lo Zingaro e i suoi tre sentieri (aperti a tutti): breve guida per una passeggiata rigenerante

La sua riapertura, dopo i mesi di chiusura forzata a causa di un devastante incendio, è un toccasana per gli appassionati di mare ma anche per gli amanti del trekking

Claudia Rizzo
TV producer
  • 30 aprile 2021

Riserva dello Zingaro

Una camminata all'aria aperta, in particolare in periodi come questi, è proprio quello che ci vuole. Se poi lo si fa immergendosi in una natura senza tempo, incontaminata e selvaggia, dove presente e passato si fondono armoniosamente, è ancora meglio.

Non c’è bisogno di sognare per farlo perché in Sicilia esiste un tratto di costa, da San Vito Lo Capo a Castellammare del Golfo, che è un vero e proprio paradiso terrestre.

Stiamo parlando della Riserva naturale dello Zingaro, una delle meraviglie naturalistiche più amate dell’isola, che si sviluppa per sette chilometri in uno dei pochi lembi di terra non ancora intaccati dall’uomo. Qui, dove le montagne si innalzano dal mare, si può vivere il litorale come era secoli fa.

A parte qualche casa rurale, non c'è quasi traccia di civiltà: non c'è una strada, non passano auto, non ci sono rumori di sottofondo se non quello delle onde che s'infrangono sulle rocce.



Tra i profumi della macchia mediterranea e l’acqua cristallina, che dal verde smeraldo raggiunge i toni del blu cobalto a seconda della luce, la Riserva è un luogo unico in cui vale la pena perdersi almeno una volta nella vita.

La notizia della sua riapertura, dopo otto mesi di chiusura forzata a causa del devastante incendio della scorsa estate, è un toccasana per gli appassionati di mare ma anche per gli amanti del trekking.

Oltre a delle nuotate rigeneranti, questo luogo magico offre infatti la possibilità di percorrere dei sentieri dai quali scoprire paesaggi di una bellezza mozzafiato. Per quanto non ancora tutti accessibili interamente, proviamo ad attraversarli insieme.

Prima di farlo, però, il consiglio per camminare in sicurezza è di indossare scarpe da trekking o da ginnastica e pantaloni lunghi (non si può entrare con ciabatte, infradito o scarpe inadeguate), portare riserve d’acqua e una crema solare e, infine, proteggere la testa con un cappello.

Ovviamente, nel rispetto delle norme anti-Covid, è obbligatorio accedere muniti di mascherina da utilizzare all’ingresso e in tutte quelle circostanze in cui non è possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Dopo tutte queste accortezze, siete pronti per scoprirli?

Iniziamo col dire che la Riserva dello Zingaro è fruibile da tutti, anche da bambini se abituati a camminare, e che sono tre i percorsi classici: il primo corre lungo la costa da un ingresso all’altro, è il più conosciuto e il meno impegnativo; il secondo è un po’ più faticoso, perché incrocia la costa e le vette; il terzo è riservato ai più sportivi e praticamente attraversa lo Zingaro dall’alto al basso.

Sentiero costiero.
Il più battuto dai visitatori, è il sentiero principale della Riserva e collega l’ingresso di Scopello (ingresso Sud) a quello di San Vito Lo Capo (ingresso Nord). Si snoda per 7 km ed è percorribile in due ore (solo andata), essendo il più semplice e il meno scosceso. Ovviamente la durata del percorso può variare a seconda del numero di calette che si desiderano visitare.

Sono sette, ma al momento il sentiero è l’unico non del tutto accessibile (anche se a partire da giugno dovrebbe ritornare a esserlo). Se si entra da nord, si può quindi arrivare fino a Cala dell’Uzzo (la prima caletta che di solito è anche quella più affollata) e alla Grotta dell’Uzzo, concedendosi lungo il tragitto una visita al Museo delle Attività Marinare.

Se invece si entra da sud, il sentiero è percorribile fino a Cala Capreria (anche in questo caso si tratta della prima caletta) e durante il tragitto si può fare una tappa al Museo Naturalistico. Il percorso costiero offre uno spettacolo visivo non da poco: i riflessi turchesi che incontrano la roccia brillante, con il verde delle palme nane a contorno, rendono il paesaggio incantevole. Il cinguettio degli uccelli e il suono delle onde fanno tutto il resto.

Percorso di mezza costa.
Di media difficoltà e con una durata di circa quattro ore per un totale di 8,5 km, è il sentiero più panoramico e percorre la riserva da sud a nord parallelamente a quello costiero.

In primavera è ancora più bello perché fioriscono numerose specie di orchidee (anche se quest’anno, a causa dell’incendio, purtroppo ne sono state avvistate meno rispetto al passato). Entrando dall’ingresso Sud (a 1 km da Scopello), una volta raggiunto il Centro visitatori, l’inizio del percorso è a circa 300 metri.

Da qui si potrà cominciare a camminare fino a contrada Sughero, dove alcuni caseggiati rurali sono adibiti a rifugio. Sono molto spartani e il pozzo è provvisto solo di acqua non potabile per rinfrescarsi, ma ricreano un’atmosfera antica e indimenticabile: per via dell’emergenza sanitaria al momento non è possibile usufruirne, ma di solito sono concessi per qualche notte nel periodo che va da ottobre a maggio previa richiesta alla direzione della Riserva. Superata la contrada, si continua quindi il percorso fino al famoso Borgo Cusenza, chiamato in passato “Bagghiu di l’Acci”.

Si tratta di un piccolo borgo rurale a circa 400 mt sul livello del mare dove, fino ai primi decenni del Novecento, 14 famiglie vivevano in modo del tutto autonomo e autosufficiente, coltivando cereali, tumminia, olive, uva e ortaggi, producendo vino e allevando animali utili sia per il latte e la carne che come mezzo di trasporto.

Fino al 16 maggio la Riserva collabora con la sezione di Alcamo della LIPU per attivare una stazione temporanea di inanellamento dei volatili proprio al Borgo, per cui avrete anche modo di assistere all’attività e conoscere gli inanellatori. Dal Borgo, in genere, si può raggiungere il circuito dei sentieri alti oppure percorrere in discesa il Canalone delle Grotte di Mastro Peppe Siino e incrociare il sentiero costiero che conduce all’uscita Nord.

Quest’anno, però, il Canalone è interdetto, per cui bisogna tornare indietro.

Percorso alto.
È il sentiero più impegnativo e permette di raggiungere le zone più selvagge della Riserva dello Zingaro. Non essendo presenti punti di ristoro, lo si consiglia principalmente a escursionisti esperti e nei mesi non troppo caldi: in autunno o in primavera è l’ideale.

Lungo circa 8 km e percorribile in 4 ore, il punto di partenza è l’ingresso sud, dietro il Centro Visitatori, e il punto di arrivo è la casa forestale.

Da nord a sud si percorrono le cime di Monte Speziale e Monta Scardina e, circondati dal verde incontaminato, non è difficile rimanere incantati davanti ai colori cangianti del mare cristallino in lontananza.

Vi è venuta voglia di provare uno dei tre sentieri? Abbiamo chiesto alcune informazioni che vi possono essere utili prima di incamminarvi.

Come raggiungere la Riserva naturale dello Zingaro e i suoi sentieri.
Come già anticipato, la Riserva presenta due ingressi: uno a sud, che dista circa un chilometro da Scopello, e uno a nord, che dista circa dodici chilometri da San Vito Lo Capo.

Per accedere in Riserva arrivando da Scopello, bisogna prendere l’Autostrada A29 Palermo - Mazara del Vallo e imboccare lo svincolo per Castellammare del Golfo, quindi proseguire sulla Strada Statale 187 in direzione Trapani. A circa 4 Km seguire le indicazioni per Scopello fino a raggiungere la costa.

Arrivati in località Guidaloca, seguire le indicazioni per la Tonnara di Scopello dove si possono ammirare i faraglioni. Superata la tonnara, dopo pochi chilometri si arriva al piazzale della Riserva. Qui si può lasciare l’automobile in un parcheggio gratuito e proseguire a piedi.

Se non doveste trovare posto, poco prima ci sono anche due parcheggi privati. Per accedere in Riserva arrivando da San Vito Lo Capo, invece, bisogna percorrere la Strada Statale 187 fino al bivio per San Vito Lo Capo e dal paese proseguire in direzione Villaggio Calampiso - Riserva Zingaro.

Qui non c’è un parcheggio a disposizione, ma se si arriva di mattina presto si può posteggiare nei pressi dell’ingresso. Attenzione, però, alla zona rimozione lungo la strada perché rischiate di non trovare l’auto al ritorno o di beccare una multa.

Biglietti e orari
Biglietto intero: 5 euro
Biglietto ridotto: 3 euro (ragazzi dai 10 ai 14 anni, studenti universitari e insegnanti)
Biglietto gratuito: per cittadini italiani di età superiore ai 65 anni, bambini di tutte le nazioni di età inferiore ai 10 anni, guide turistiche in servizio.

La Riserva e i suoi sentieri sono aperti dalle 8.00 alle 17.00, ma stanno lavorando per prolungare l’orario dalle 7.00 alle 19.30.

Per qualsiasi altra informazione e rimanere aggiornati sulla completa riapertura della Riserva (probabilmente a partire da giugno), basta seguire la pagina Facebook o andare sul sito della Riserva dello Zingaro.
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