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Madame Royale e il mistero del quadro di Palermo: figlia di Luigi XVI, sfuggì alla morte

Il ritratto di Maria Teresa di Borbone è stato riscoperto in una stanza di Palazzo delle Aquile, sede del Comune, dalla storica dell’arte Maria Antonietta Spadaro

Maria Oliveri
Storica, saggista e operatrice culturale
  • 28 ottobre 2022

Charlotte de France, olio su tela

Il ritratto di Maria Teresa Carlotta di Borbone è giunto a Palermo a causa del susseguirsi di eventi storici complessi. A interessarsi per la prima volta della tela, che si trovava al Palazzo delle Aquile, attuale sede del Comune di Palermo, è stata nel 2004 Maria Antonietta Spadaro, storica dell’arte, che appassionandosi "al caso" ha condotto alcune ricerche e ha formulato diverse ipotesi.

Ma chi era Maria Teresa? E perché il suo ritratto si trova nel capoluogo siciliano? Chi ne è l’autore? Maria Teresa Carlotta, conosciuta come “Madame Royale”, era nata il 19 Dicembre 1778 a Versailles, dopo 8 anni di matrimonio ed era la figlia primogenita del sovrano Luigi XVI di Francia e della consorte Maria Antonietta: fu la sola sopravvissuta della famiglia reale dopo gli eventi della rivoluzione francese.

Soprannominata dalla madre Mousseline la serieuse, rivelò crescendo una personalità forte, tenace, ribelle. Numerosi scritti, soprattutto le memorie della baronessa d'Oberkirch, testimoniano il carattere orgoglioso della giovane principessa, che Maria Antonietta cercò di correggere, facendole frequentare un'umile contadina, divenuta sua compagna di giochi.
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Charlotte (la principessa veniva chiamata sempre con il suo terzo nome) non ebbe di certo un’esistenza facile, né felice: venne allevata da bambina nello sfarzo della corte di Versailles e fu testimone degli ultimi scampoli dello splendore della monarchia; ma al tempo stesso a soli dieci anni, ancora bambina, si trovò a confrontarsi con le violenze e l’orrore sanguinario della rivoluzione francese e ne rimase profondamente segnata.

Il 13 Luglio del 1792 il re Luigi XVI venne arrestato insieme a tutta la sua famiglia e condotto nella Torre del Tempio. Giudicato colpevole di cospirazione contro la libertà, fu condannato a morte. Dopo la sua esecuzione, avvenuta il 21 gennaio 1793, anche Maria Antonietta il 16 ottobre dello stesso anno, venne ghigliottinata.

La giovane principessa Charlotte rimase in prigione con la zia paterna, la giovane Madame Elisabetta, di 28 anni e venne separata da suo fratello Luigi, di 8 anni. Il 10 maggio 1794 anche Madame Elisabetta veniva giustiziata e l'8 giugno 1795 il giovane Delfino moriva all'età di 10 anni, in seguito a maltrattamenti e alla tubercolosi. Dopo la morte di suo fratello, Charlotte, divenne per tutti l'Orfanella del Tempio e l'eroina delle canzoni, dei poemi e delle recite di quel tempo, che avevano come protagonista la storia triste e lacrimevole della ragazzina orfana, non facendo mai riferimento alle sue origini.

Diventata politicamente scomoda, la principessa venne usata come merce di scambio: fu liberata in cambio di sei prigionieri francesi detenuti in Austria. Il 19 Dicembre 1795, giorno in cui compiva diciassette anni, ella lasciò di notte la prigione del Tempio. La fanciulla iniziò così a peregrinare per l'Europa, rifugiandosi a Vienna, presso la famiglia materna, alla corte del cugino Francesco I.

Ebbe qualche difficoltà a integrarsi con i nobili francesi che erano fuggiti in Austria, perché li considerava di fatto dei traditori. Per rispettare i desideri dei suoi genitori nel 1799 sposò il cugino, Luigi Antonio di Borbone Francia, duca d’Angouleme, figlio dello zio conte d’Artois, che un giorno sarebbe divenuto re nel 1824, con il nome di Carlo X.

Il matrimonio di Madame Royale (che incarnava l’immagine di "martire della Rivoluzione") fu celebrato da molti come simbolo di speranza. Tra i doveri di questa regina, priva di titolo e di regno, vi era ovviamente quello di perpetuare la dinastia, perché Charlotte era l'ultima portatrice del sangue di Luigi XVI, ma dal momento che il duca di Angoulême era impotente, ella non ebbe mai figli.

La sua esistenza, come delfina di Francia, si concretizzò in un esilio lunghissimo che toccò varie località europee dopo Vienna e fu intervallato soltanto dal ritorno in Francia in concomitanza della prima e seconda Restaurazione. Nel 1830 il suocero Carlo X abdicò in favore di suo figlio Luigi Antonio.

Maria Teresa divenne, agli occhi dei legittimisti, la nuova regina di Francia e di Navarra, moglie di un virtuale Luigi XIX che però non salì mai su alcun trono. Il marito abdicò infatti immediatamente in favore del nipote Enrico, duca di Bordeaux, conte di Chambord.

Cacciata con l'arrivo al potere di Luigi Filippo di Francia il 16 agosto 1830, la duchessa d'Angoulême partì per l'Inghilterra, insieme all'ex re Carlo X e al marito Luigi Antonio di Borbone-Francia. Dopo un breve soggiorno in Scozia, dal 1832 la famiglia reale visse nel castello di Praga e nel maggio 1836 si trasferì a Gorizia, a quell'epoca parte dell'Impero asburgico.

Il 3 giugno 1844 moriva il marito di Maria Teresa; la principessa spirò a sua volta alcuni anni dopo, nel 1851, a causa di una polmonite.

Tornando al dipinto di Palermo, esso raffigura Charlotte a diciotto anni, in lutto per la morte dei genitori, mentre regge il testamento del re suo padre. A sinistra sono poste due urne con le effigi dei sovrani Maria Antonietta e Luigi XVI; a destra vi è un’ampia cortina.

Maria Antonietta Spadaro ha formulato l’ipotesi che la tela, che raffigura Maria Teresa da ragazzina, sia stata dipinta a Vienna, primo rifugio di Charlotte dopo la prigionia e che solo successivamente sia giunta a Palermo. Potrebbe essere stata trasportata sull’isola, insieme ad altri beni e masserizie, durante l’esilio siciliano della regina Maria Carolina, sorella di Maria Antonietta e zia proprio di Maria Teresa.

Maria Carolina e Ferdinando, re delle due Sicilie, erano infatti fuggiti in Sicilia dopo l'invasione francese della parte continentale del regno, quando era stata proclamata la Repubblica Napoletana, nel gennaio del 1799.

Esiste anche una copia di questo ritratto negli uffici della questura di Caserta, firmata J.F. Pascucci 1796. Afferma la restauratrice Ambra Lauriano, che ha lavorato alla tela durante l’operazione di restauro nel 2019: "È una copia perché è dipinta in modo accademico e ragionato, mentre la pennellata del quadro di Palermo è fluida".

Un altro ritratto di Maria Teresa, molto simile a quello che è in Sicilia, fu dipinto da Heinrich Friedrich Füger e si trova a Vienna: sarebbe interessante secondo Maria Antonietta Spadaro confrontare le due opere, quella di Vienna e quella di Palermo, per verificare se l’autore possa essere lo stesso.
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