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Al Kalhesa jazz per palati fini

  • 26 novembre 2006

La Palermo del jazz ha sofferto abbastanza in questo statico avvio di stagione 2006-2007, ma finalmente qualcosa ha iniziato a muoversi. Alle annunciate stagioni del Brass Group e del Metropolitan, quest’anno si aggiunge una importante novità: il Kursaal Kalhesa (Foro Umberto I, 92) inaugura infatti una serie di undici concerti di notevole livello, portando in città grandi artisti della scena statunitense all’interno della rassegna "Jazz Vanguard", organizzata da Ars Nova e Caleidoscopio (per tutti i concerti inizio alle ore 21, ingresso libero). Dopo il primo appuntamento di lunedì 27 novembre con Adam Kolker e John Abercrombie, si svolgerà un concerto che vedrà sul palco, martedì 4 dicembre, il quartetto di Dick Oatts, uno dei più apprezzati sassofonisti del modern mainstream sulla scena internazionale che, sia con il sax contralto che con il soprano, sa produrre sonorità affascinanti ed improvvisazioni raffinate e generose. Sarà accompagnato da Pietro Condorelli alla chitarra, Marc Abrams al contrabbasso ed Enzo Carpentieri alla batteria. Si continua, poi, martedì 19 dicembre, con il trio del pianista Jean Michel Pilc, nato a Parigi ma residente a New York, e del batterista Ari Hoenig, in un concerto che si distingue per la modernità dell’approccio improvvisativo.

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Passate le feste, si ricomincia martedì 23 gennaio con il trio di Kevin Hays, pianista nato nel 1968 che sa abilmente far convergere sapienza tecnica ed espressività artistica verso esiti essenziali e coinvolgenti. Arrivano poi gli Human Feel (lunedì 29 gennaio), quartetto jazz d’avanguardia formato da Andrew D'Angelo (sax alto, clarinetto basso), Chris Speed (sax tenore, clarinetto), Kurt Rosenwinkel (chitarra) e Jim Black (batteria). Febbraio ci porta il quartetto del giovane pianista Aaron Parks che ha dato prova di un talento eccezionalmente precoce ed ha già inciso quattro cd (domenica 18). I concerti di marzo saranno tre. Si inizia giovedì 1 con il grande sassofonista Seamus Blake in quartetto, tocca poi al trio di Phil Markovitz, uno dei più completi e raffinati pianisti statunitensi di jazz moderno (martedì 13) ed infine, domenica 25, arriva la prima vocalist di questa rassegna, Carmen Lundy, in quintetto.

Nell’unico concerto in programma per aprile (giovedì 12) si esibirà il quintetto del contrabbassista e compositore israeliano, ma anche lui residente negli Usa, Omer Avital con il suo jazz ricco di influenze etniche. La conclusione della rassegna, interamente dominata da artisti provenienti dalla scena statunitense, è affidata al trio del nostro Salvatore Bonafede, pianista affermato in Italia e non solo, che sa ben coniugare le sonorità jazz d’oltreoceano con le sue radici culturali, in una sintesi di grande creatività ed originalità espressiva (martedì 1 maggio).

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