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Alleanza tra Università e Conservatorio

Balarm
La redazione
  • 17 ottobre 2005

Svolta storica nei rapporti tra l’Università ed il Conservatorio di musica "Vincenzo Bellini" di Palermo, i quali collaboreranno a filo doppio avviando un connubio che si registra come primo caso del genere in Italia e che è stato salutato come esempio di "buona pratica" alla Conferenza de Rettori di Roma. Le novità sono state comunicate alla stampa, lo scorso sabato 14 ottobre 2005, dal rettore Giuseppe Silvestri e dal direttore del conservatorio Carmelo Caruso nel corso della cerimonia di firma della convenzione svoltasi nella Sala Scarlatti del Conservatorio di via Squarcialupo, aperta da un applauditissimo concerto del giovane pianista palermitano Davide Cirrito, all’insegna di musiche di Chopin e di Bach-Busoni. «Questa convenzione - ha detto Silvestri - è importante nel merito, ma soprattutto per i principi che la ispirano. Punto di partenza è che le due istituzioni sono paritetiche e complementari, principio che dirime una vecchia controversia su chi abbia il maggior peso nella formazione musicale. Bisogna combattere il gene della competizione tra istituzioni culturali che sta invadendo il nostro Paese, gene che fa parte di una logica di merce e di prodotto. La cultura è un’altra cosa, lo spirito giusto è quello dell’emulazione che spinge ciascuno a dare il meglio di sé». Dal canto suo Carmelo Caruso ha dichiarato che «la spinta impressa dal rettore è stata capace di abbattere gli steccati tra due mondi accademici che in passato hanno vissuto momenti di conflitto inutili e improduttivi» e si è augurato che l’iniziativa di Palermo possa essere seguita anche in altre realtà.
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Si tratta di una convenzione, di durata triennale e rinnovabile, che consente non solo lo scambio di docenti, ma anche la creazione di corsi comuni fra studenti del Conservatorio e dell’Università, nonché una fattiva collaborazione nei corsi destinati a formare i futuri docenti di educazione musicale, la Scuola di didattica della musica per il Conservatorio, ed il Sissis per l’Università. Nello specifico, il Conservatorio metterà a disposizione i propri docenti, previo loro consenso e senza alcun onere finanziario per l'Università, sulla base delle esigenze di insegnamento. Ai docenti in possesso di adeguati titoli scientifici nell’ambito delle discipline in questione l'Università affiderà corsi propedeutici, integrativi, laboratori, corsi ufficiali e moduli di corsi. Dal conto proprio l'Università parteciperà alle attività didattiche del Conservatorio con specifici interventi dei suoi docenti, previo loro consenso e previo nulla osta dei Consigli di facoltà, anche qui senza oneri finanziari per alcuno. Tale "intercambiabilità" varrà pure per gli studenti iscritti ai corsi dell’Ateneo e del Conservatorio, i quali potranno frequentare indistintamente certuni insegnamenti dell’una o dell’altra istituzione - che verranno presto individuati dagli organi competenti delle due Istituzioni - e sostenere anche gli esami di profitto, così che gli studenti possano accedere, senza più steccati, tanto alle opportunità di formazione teorica offerte dall’ateneo quanto a quelle pratico-artistiche che fanno riferimento al Conservatorio. An.Te.

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