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CinquePerDue, che il sentimento sia

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 20 dicembre 2004

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CinquePerDue - Frammenti di vita amorosa (5x2)
Francia 2004
Di François Ozon
Con Valeria Bruni Tedeschi, Stéphane Freiss, Géraldine Pailhas, Françoise Fabian, Michael Lonsdale

Solo uno sguardo attento può mostrarci le asperità apparentemente incomprensibili della realtà dei sentimenti mantenendo il distacco e l’acutezza dell’analisi e questo è quanto riesce a fare il bravo cineasta francese François Ozon con il suo ultimo film “CinquePerDue - Frammenti di vita amorosa”, il cui titolo originale è molto più semplicemente “5x2”, presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia. Le modalità poi con le quali il racconto si sviluppa (i momenti cruciali di una storia d'amore come tante vengono raccontati a ritroso nel tempo in ordine capovolto, cominciando dalla fine per concludersi con l'inizio del rapporto d’amore), conferiscono ulteriore fascino al raffinato film dell’acuto regista parigino. Quel che vediamo è il desolato svilimento di un sentimento che sin dal suo primo apparire ci viene presentato come qualcosa di assai caduco. E l’occhio del regista sembra quasi si diverta a mostrare tutte le debolezze di questo che più che “essere” in realtà “occorre che sia” un sentimento, ad opera di un essere umano (uomo o donna, è lo stesso) che nella sua piccolezza vive da inetto alla stessa stregua tanto i grandi amori (come potrebbe essere quello fra i genitori di lei, pur se logorato dal tempo e dalla noia) quanto legami meno profondi (come appare quello fra i due protagonisti).



La prima sequenza, la lettura delle norme che regoleranno il divorzio fra i due, nel suo lungo protrarsi, regala per intero quel senso di vuoto, pur se misto ad una sorta di liberazione, proprio di quel momento, confermato a seguire dallo squallido rapporto amoroso fra i due ex-coniugi consumato in una stanza d’albergo. Quindi una cena con gli amici, la nascita di un figlio, il matrimonio e infine il loro primo incontro, ma tutto con un retrogusto di amaro che mostra per intero quante ombre e dubbi siano incombenti sulla vita affettiva della coppia. Insomma il film ci appare quale cinico (ma di un cinismo più che giustificato, e tra l’altro tipico del regista, sul quale concordiamo pienamente) divertissement intorno all’amore, condito egregiamente da un’ottima colonna sonora composta da canzoni italiane molto belle degli anni “60 (Tenco, Bobby Solo, Nico Fidenco) per passare poi al tanto caro ai francesi (ma non solo) Paolo Conte, scelte che confermano la spiccata sensibilità musicale di Ozon già apprezzata in un altro suo film, peraltro del tutto “musicale” nella forma, “8 donne e un mistero”. Molto bravi tutti gli attori ed in particolare Valeria Bruni Tedeschi per la quale riteniamo questa essere una delle sue interpretazioni migliori.

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