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Dieci anni di "Pensiero stupendo" per Rockit

Rockit, il noto portale dedicato alla musica italiana, festeggia i suoi dieci anni di vita tra musica, pensieri e parole, e lo fa con un viaggio itinerante di dieci feste lungo lo stivale, da Pordenone a Palermo. Dieci concerti-evento che, in onore alla tradizione italiana, prenderanno il nome di "Pensiero stupendo". L’8 marzo, Rockit, festeggerà a Palermo, nei locali dello Zsa Zsa Mon Amour (via Filippo Angelitti 32, angolo piazza Campolo, ore 21, ingresso 7 euro), con degli animatori d’eccezione: sul palco saliranno nell’ordine, Moque, Herself e Giardini di Mirò. È un onore, per il capoluogo siculo, poter ospitare i Giardini di Mirò, emblema dell’indie rock italiano esportato in tutta Europa. Uno dei pochi gruppi italiani a potersi dichiarare veterani, con dieci anni di carriera, tre cd e molti Ep alle spalle. La band di Cavriago ha mutato con gli anni il suo approccio alla musica, dal post rock strumentale degli esordi di "Rise and Fall of Academic Drifting" (2001) alla svolta "cantata" dell’indie rock di "Punk… Not Diet!" (2003). Il loro ultimo lavoro, "Dividing opinions", è il risultato della maturità acquisita dalla band di Jukka Reverberi e Corrado Nuccini. Quattro anni sono serviti a migliorare il suono (adesso più arioso e vario) e la scrittura, e sorpassate le possibili influenze mogwaiane, rimangono gli orizzonti opachi, le tristezze infinite e il gusto musicale, introspettivo anche se istintivo: un album intenso, suggestivo e violento. Niente più paragoni dunque, il suono di queste canzoni rimane impresso con un solo unico riferimento: i Giardini di Mirò stessi. Un disco che dividerà le opinioni degli ascoltatori, che si ama o si odia: ma va bene così.

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Prima di loro salirà sul palco Gioele Valenti, alias Herself. Il songwriter palermitano dal talento indiscusso aveva incuriosito le maggiori testate con "Please please please leave now" (2005) e ha riconfermato le attese alla fine del 2006 con "God is a major" uscito per la Jestrai, la label dei Verdena. Un disco che è inevitabilmente e visceralmente indie e che è stato accolto dalla stampa musicale con l’entusiasmo delle grandi scoperte. Brani semplici per voce e chitarra acustica, ogni tanto giusto qualche rumore increspa la calma. Gioele è un narratore di ambienti interiori e accadimenti esistenziali. Seduto nella sua cameretta semivuota, trasfigura paesaggi immaginari delimitati da sensazioni fragili. Sussura parole alla sua chitarra e mette in fila canzoni folk a bassa fedeltà, interpretandole con l’aria romantica e crepuscolare di chi è innamorato della propria intimità. Arpeggi fragili e melodie malinconiche si intrecciano sulla sua voce timida ma passionale, con una scrupolosa attenzione per i dettagli, nonostante le atmosfere da improvvisazione casalinga. Ma i primi a scaldare il pubblico saranno i Moque, altra band nostrana indie-rock dalle molteplici sfumature: Elena Fazio alla voce, Alberto Pezzati al basso, Alessandro Maniscalco e Manfredi Lamartina alle chitarre e Agostino Burgio alla batteria riescono a far capire chiaramente le loro potenzialità, e nonostante alcuni schemi siano derivativi, i testi in italiano e le particolari linee del cantato contribuiscono molto all’originalità della proposta del gruppo. Un loro brano è stato scelto per la compilation "Un’altra musica", uscita in supporto della candidatura di Rita Borsellino alle elezioni regionali siciliane del 2006.

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