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Emma Dante profeta in patria col nuovo spettacolo

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 30 ottobre 2006

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Da qualche anno il teatro che cerca «la verità e per raccontarla si serve di bugie», questo teatro italiano, ma anche europeo, parla palermitano. È il teatro di Emma Dante, e sue sono le parole qui riportate a proposito del suo ultimo lavoro “Cani di bancata”. Un teatro che nel giro di pochi anni si è imposto sulla scena italiana, e non solo, per il suo linguaggio forte, dal ritmo incalzante, fatto di corpi in continuo movimento che danno voce ad anime urlanti. E che sia la famiglia di “’mPalermu”, il travestito "Michelle" o la protagonista di “Carnezzeria”, o altro ancora, poco importa.

Quella voce che “vediamo” sul palco è di Palermo, è vero, ma da lì si muove per dare corpo alle voci di tutti gli ultimi del mondo, a tutte le Palermo sparse per il globo che sulla scena prendono vita cercando quella verità che Emma Dante, palermitana, col suo teatro insegue. E ora finalmente è la sua città, Palermo, città da lei vissuta con amore e con rabbia, ad ospitare un debutto in prima nazionale di un suo spettacolo. Un’opera «pensata, costruita e ideata» negli spazi del Nuovo Montevergini, e senza dubbio molto attesa: questo è “Cani di bancata”.



Un debutto in casa, dicevamo, e per l’artista non è cosa che accada molto spesso, nonostante (o... a causa di?) fama e consensi ottenuti in Italia e all’estero. “Cani di bancata”, testo e regia della Dante, una produzione del Nuovo Montevergini insieme con il CTR - Centro di ricerca per il teatro di Milano, sarà in scena dal 7 al 10 novembre a Palermo al Nuovo Montevergini (in piazza Montevergini) per la seconda stagione del “Palermo teatro festival”, neonata rassegna sulla drammaturgia isolana. In scena gli attori della compagnia Sud Costa Occidentale (Sabino Civilleri, Sandro Maria Campagna, Salvatore D’ Onofrio, Ugo Giacomazzi, Fabrizio Lombardo, Manuela Lo Sicco, Carmine Maringola, Stefano Miglio, Alessio Piazza, Antonio Puccia, Michele Riondino), assistente alla regia Elisa Di Liberato, scene di Emma Dante e Carmine Maringola, costumi della stessa regista, disegno luci di Cristian Zucaro.

Lo spettacolo, dopo Palermo, andrà a Milano al teatro dell’Arte (dal 14 al 26 novembre), quindi al Palladium di Roma (dal 28 novembre al 9 dicembre) per tornare poi a febbraio in Sicilia a Catania al teatro Ambasciatori. L’energia creativa prorompente sulla scena, che talvolta rischia di far passare questo vitale dinamismo per ricerca di effettismo ad ogni costo (ma è solo eccesso di vitalità espressa con furore), e la forza espressiva alle quali la regista ci ha reso avvezzi con la peculiarità innovativa del suo linguaggio, attingono adesso da una realtà nera e pesante quale è la mafia e il tessuto culturale dal quale essa nasce e cresce e va.

Uno spettacolo nel quale « La mafia è una femmina-cagna che mostra i denti prima di aprire le cosce», così Emma Dante racconta il suo spettacolo, e ancora « La mafia femmina-cagna schifa se stessa e chiede ai suoi figli di rinnegarla. (…) Col sangue di vittime innocenti li ha nutriti, li ha fatti studiare, li ha nobilitati. Ora i figli sono diventati importanti. Ricoprono alte cariche. La cagna dona ai figli l’Italia capovolta e divisa, fatta di "isuliddi c’un fannu capo a nuddu". In questa nuova cartina geografica, la Sicilia è al nord. La cagna non si preoccupa più di punire la verità, quella che costò la vita a Peppino Impastato (…) In un’isola del nord di un’Italia capovolta c’è una città madrìce, un luogo primario, dove un popolo silenzioso, seduto attorno a una tavola imbandita, si spartisce l’Italia e se la mangia a carne cruda».

Immagini forti che danno vita ad un disegno nel quale troviamo ben tratteggiati i contorni di una genia, quella mafiosa, oggi come sempre in vita. Al Montevergini ancora uno spettacolo sulla mafia dunque, il terzo per essere precisi (gli altri andati in scena sono “Pazzo”di Roberto Salemi e “La ballata delle balate” di Vincenzo Pirrotta). D’altronde l’arte, per chi in essa crede e con essa comunica, quale sicura arma, colpisce al cuore e diventa anche lei ennesimo strumento di crescita civile e sociale per l’uomo. O almeno così ci piace credere.

Come di consueto, lo spettacolo ha inizio alle ore 21.15 e il biglietto di ingresso costa 5 euro; prevendita al Box Office presso il Ricordi Media Store di Palermo (in via Cavour, 113) ovvero al botteghino del teatro, dal martedì alla domenica dalle 20. Piccola nota sul finire: per chi volesse saperne di più sul teatro di Emma Dante, proprio in questi giorni è stato presentato a Palermo il libro “Palermo Dentro. Il Teatro di Emma Dante”, a cura di Andrea Porcheddu - Editrice Zona, una riflessione a più voci sulla complessità e sulla ricchezza del mondo creativo di Emma Dante, con le analisi di studiosi, critici e scrittori quali Elena Stancanelli, Rodolfo di Giammarco, Gerardo Guccini, Cristina Valenti, Renato Palazzi, Goffredo Fofi, Patrizia Bologna.

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