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Gibellina, nuovo allestimento per il Museo delle Trame

  • 25 settembre 2006

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Creare, progettare, piuttosto che distruggere, in una situazione di disfacimento, attentati, terrorismo sempre più dilagante; tessere delle trame, unire i fili, individuare elementi di unione tra le culture: ha ribadito questo messaggio il presidente della Camera Fausto Bertinotti che domenica 24 settembre ha inaugurato a Gibellina il nuovo allestimento del Museo delle Trame Mediterranee, presso le Case di Stefano, in occasione del venticinquennale della Fondazione Orestiadi.

È tutta imbastita all’insegna del dialogo, dei confronti, delle suggestioni la ricca collezione del Museo riallestito da Enzo Fiammetta, valorizzata da restauri e nuove acquisizioni e articolata in sezioni – archeologia, arte contemporanea, tessuti e abiti, laboratori, macchine sceniche – nei vari spazi del baglio, tra il Granaio e il piano superiore. Percorrendo le sale emerge l’humus culturale che sta alla base del progetto di Ludovico Corrao, l’ex sindaco di Gibellina che ne promosse la ricostruzione in chiave contemporanea e artistica dopo il tremendo terremoto del Belice del 1968: un’interculturalità, un’ideale, a tratti utopica unione tra le varie sponde del Mediterraneo attraverso la coabitazione dentro i medesimi spazi di opere d’arte, manufatti, ricami, tessuti, metalli lavorati, anfore e installazioni.



La collezione del Museo vanta, infatti, un’articolata presenza di pezzi di artisti di oggi, da Carla Accardi a Pietro Consagra (al quale è stato dedicato un monumento, scoperto da Bertinotti, posto davanti la tomba presso il cimitero di Gibellina), da Emilio Isgrò a Mario Schifano, passando per Alighiero Boetti, autore di un magnifico prisenti, un drappo devozionale che campeggia nella grande sala del Granaio, a cui fanno da contraltare le imponenti macchine sceniche create da Pomodoro per alcune rappresentazioni teatrali delle Orestiadi e simbolo dell’interscambio affascinante che può attuarsi tra le arti.

Inaugurata domenica anche la mostra “La tela di Aracne” (fino al 30 gennaio 2007), che presenta i prodotti nati dalla collaborazione di artisti, designer e artigiane come le donne del laboratorio Amal di Mazara del Vallo, in una serie di laboratori sperimentali tenutisi tra il febbraio e il maggio 2006, all’interno di un progetto che coinvolge varie realtà regionali italiane, musei come quello del tessuto di Prato e fondazioni straniere, dal Marocco alla Grecia e alla Francia. Contemporaneamente, ha preso il via anche l’installazione scenica “Libro V” di Andrea Cusimano (Palermo, 1973), dai toni fortemente teatrali.

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