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Luisa Miller: un dramma al Teatro Massimo

La tormentata vicenda romantica impegna gli interpreti, ancor più più che in altri casi, ad essere oltre che cantanti, eccellenti attori

  • 15 gennaio 2004

Abbandonate le armi sindacali, il primo titolo operistico del 2004 per il Teatro Massimo di Palermo (debutto fissato per venerdì 16 gennaio alle ore 20.30 con repliche fino al 26 gennaio) è Luisa Miller, melodramma tragico in tre atti di Giuseppe Verdi, con libretto di Salvatore Cammarano elaborato su un dramma teatrale di Schiller. Secondo lavoro del grande operista italiano in scena a Palermo nel giro di alcuni mesi (dopo il Don Carlo inaugurale) Luisa Miller è un’importante opera di transizione tra il primo e il secondo periodo creativo del compositore italiano, immediatamente successivo ai cosiddetti “anni di galera”, in cui Verdi scrive tra gli altri I due Foscari, Giovanna d’Arco, Attila, Macbeth, I masnadieri, Il corsaro. La prima rappresentazione di Luisa Miller ebbe luogo al Teatro di San Carlo di Napoli l’8 dicembre 1849. Musicalmente, Luisa Miller rappresenta il ritorno ad una drammaturgia forte, ispirata al testo di uno scrittore amatissimo da Verdi, il quale cura questa partitura in modo puntigliosissimo, realizzando pagine di forte intensità espressiva: i personaggi vivono tutta la vicenda (abbastanza classica per le scene di un teatro: l’amore contrastato fra due giovani, famiglie rivali, nozze combinate, prigioni, tradimenti, avvelenamenti e morte finale degli amanti) con veemente passione.



I caratteri sono trattati dal compositore con mano matura e rivelano mille sfumature caratteriali. La tormentata vicenda romantica impegna gli interpreti, ancor più più che in altri casi, ad essere oltre che cantanti, eccellenti attori. Per questo nuovo allestimento il Teatro Massimo ha scelto di affidarsi all’inventiva del regista Lamberto Puggelli, noto artista capace di coniugare il rigore filologico con l’audacia della sperimentazione e della scenografa e costumista Luisa Spinatelli. La concertazione e direzione d’orchestra sono state affidate invece alla bacchetta di Donato Renzetti.  Nelle otto recite previste dal calendario (tutti i giorni eccetto il lunedì dal 16 al 26 gennaio) si alterneranno nel ruolo di Luisa i soprani Svetla Vassileva e Katia Pellegrino, in quello di Rodolfo il tenore palermitano Vincenzo La Scola, che torna attesissimo dal pubblico della sua città, e poi Giuseppe Gipali (vincitore dell’edizione 2003 del concorso canoro Operalia organizzato e presieduto da Placido Domingo); Miller sarà rispettivamente interpretato da Roberto Frontali e Carmelo Corrado Caruso, il Conte di Walter da Alastair Miles e da Alfredo Zanazzo, Wurm da Mario Luperi e Konstantin Gorny. E poi ancora Federica Proietti e Milena Storti (Federica), Elena Giammanco e Katia Ilardo (Laura), Francesco Polizzi e Giuseppe De Luca (Un contadino).

L’azione si svolge in un villaggio in Tirolo nella prima metà del XVII secolo. Luisa ama, ricambiata, Carlo, un giovane dalle origini sconosciute. Miller, il padre di Luisa, viene avvicinato dal cortigiano Wurm che, innamorato di Luisa e desideroso di sposarla; gli svela che Carlo è in realtà Rodolfo, figlio del Conte di Walter. Successivamente Wurm rivela l’amore segreto di Rodolfo anche al Conte, il quale comunque ha già deciso che il figlio dovrà sposare la nipote, duchessa Federica. Miller al contempo svela alla figlia l’identità di Carlo: questi, sopraggiunto, giura che il suo amore è sincero e, inginocchiandosi davanti a Miller, dichiara Luisa sua sposa. Improvvisamente entra il Conte che, accusando Luisa di inganno, ordina che venga arrestata insieme al padre. Rodolfo, dopo aver invano tentato di opporsi con ogni mezzo al padre, lo minaccia: se la fanciulla non verrà immediatamente liberata, egli stesso rivelerà il segreto del padre, divenuto conte con l’assassinio del cugino. Quest’ultimo, disorientato e confuso, ordina la liberazione di Luisa. All’inizio del secondo atto, Luisa riceve la visita del perfido Wurm. Questi le annuncia come prossima la condanna del padre, poiché ha tentato di sfidare il conte, e propone alla fanciulla un baratto: la libertà del padre in cambio di una lettera in cui ella dichiari il suo amore per lui e confessi di aver ingannato Rodolfo.

La fanciulla, dopo uno sdegnato rifiuto, cede e viene costretta da Wurm a seguirlo al castello, dove ripeterà la sua confessione davanti alla corte. Rodolfo nel mentre legge la lettera di Luisa ed esprime tutto il suo dolore per l’inganno subito. Il conte suggerisce al figlio di vendicarsi del suo amore tradito sposando Federica. All’inizio del terzo atto, mentre Rodolfo e Federica festeggiano le loro nozze, Luisa viene raggiunta dal padre, liberato dal carcere. La giovane confessa la sua intenzione di togliersi la vita, ma poi cede alle preghiere del padre e gli promette di restare con lui. Mentre Luisa, rimasta sola, continua a pregare, giunge Rodolfo che, senza farsi notare, versa del veleno nella brocca dell’acqua. Dopo aver chiesto a Luisa se la lettera di Wurm fosse sua, e aver ricevuto una risposta affermativa, Rodolfo beve l’acqua, e dopo aver porto lo stesso bicchiere a Luisa,le rivela che entrambi sono destinati a morire. La giovane rivela il tranello a Rodolfo che, disperato, assiste Luisa nei suoi ultimi istanti di vita insieme al vecchio Miller. Quando la fanciulla spira, entrano i contadini con il Conte e Wurm, il quale viene trafitto da Rodolfo prima che questi cada esanime. Il botteghino è aperto tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 16 e poi un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Info al numero verde 800655858 oppure sul sito www.teatromassimo.it

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