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Niente canzoncine, il Natale quest'anno è pop

  • 16 dicembre 2006

Babbo Natale quest’anno sarà particolarmente generoso con Palermo. Nel suo sacco infatti reca in dono al capoluogo siculo ben cinque concerti di altrettanti artisti di altissima qualità: Caparezza, Cesare Basile, 24 Grana, Sodastream e il Capodanno in piazza con Gianna Nannini.

Il tour de force musicale avrà inizio il 22 dicembre alle ore 22.00 al Bier Garten (costo del biglietto 10 euro più diritti di prevendita) con il pugliese Caparezza. Michele Salvemini da Molfetta, in arte Caparezza, è un artista surreale, provocatorio, tra Woody Allen e Frank Zappa, che dopo quasi tre anni dal precedente successo discografico "Verità supposte", porta in tour le canzoni del suo nuovo e attesissimo cd "Habemus Capa". Ed è fumata bianca, bianchissima, per questo nuovo lavoro del polivalente e polifunzionale Caparezza che ormai è definitivamente uscito dal pubblico e che, come dimostra in ogni traccia di questo album, ha raggiunto una maturità espressiva totale, una sicurezza espressiva che lo porta ora a mandare alle stampe un album-affresco, un’opera completa e ampia (19 tracce anche se molte sono solo di raccordo) che investe l’ascoltatore con una varietà e un’intensità di situazioni che non lasciano scampo.

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Il Capa ha una grande arma: l’ironia. Il musicista, per esempio, mette in scena il proprio funerale in mondovisione in "Annunciatemi al pubblico" con la consueta e tagliente visionarietà: «Non mi piace la bara Versace mi piace la bara plebea, mia l’idea di comperarla all’Ikea». E ovviamente non mancano i giochi di parole. Il tutto si appoggia su un’elaborazione musicale che non si fa mancare nulla: le frequenze pulsanti del basso e le strutture degli archi, i cori e gli inserti rumoristici, i tempi e i controtempi, le variazioni di voce e le bande di paese. Insomma, Caparezza è definitivamente "uscito dal tunnel".

Di tutt’altro genere il concerto che Cesare Basile terrà il 25 dicembre alle 22.30 ai Candelai (via Candelai 65, ingresso 5 euro). La carriera discografica di Basile parte da Catania per arrivare a Milano, passando per Roma e Berlino. Dopo aver scritto alcune delle pagine più importanti del nuovo rock italiano con i suoi tre album "Stereoscope", "Closet Meraviglia" e "Gran Calavera Elettrica", Basile affronta ora le alte aspettative di pubblico e critica pubblicando "Hellequin Song" che si pone come l’inizio di una nuova era per l’artista, un’opera che parla di ombre nell’ombra che disprezzanti ci osservano dall’esterno delle nostre finestre chiuse.

La title-track, al contrario di quello che si può pensare, è una traccia in italiano. Una delle più belle canzoni che Basile abbia mai scritto e si conferma un ottimo cantastorie e uno dei migliori cantautori in circolazione. I testi densi e intimisti su musica minimale piaceranno agli estimatori di De Andrè. Un disco assolutamente vario e per niente etichettabile, probabilmente difficile e poco immediato, ma che ha dei picchi veramente molto alti, con brani che catturano tutta l’attenzione e s’insinuano sotto la pelle perché si accapponi.

Il 28 dicembre i 24 Grana suoneranno ai Candelai a scopo benefico con il concerto "24 Grana nel continente vero", inizio ore 22, ingresso 5 euro. L’iniziativa, organizzata dal CISS, Cooperazione Internazionale Sud Sud in collaborazione con Balarm, punta a raccogliere fondi per quattro città africane: Bassam (Costa d’Avorio), Il Cairo (Egitto), Kinshasa (Congo) e Casablanca (Marocco) per lo sviluppo di quattro progetti che aiutino i bambini a studiare, giocare e crescere anche in Africa. I napoletani 24 Grana – Francesco Di Bella (chitarra e voce), Armando Cotugno (basso), Renato Minale (batteria), Giuseppe Fontanella (chitarra) – possono ormai considerarsi una realtà non solo della scena musicale napoletana, ma anche di quella italiana.

Il loro sound cerca di unire l’energia tribale e la frenetica dinamicità del digitale, per descrivere e visualizzare gli aspetti del nostro tempo che ci circondano: la miscela generata dal dub, reggae, rock rende il loro sound speciale, qualcosa di unico. Il loro esordio discografico è avvenuto nella compilation "Napoli Sound System" nel 1995. Da quel momento hanno intrapreso un tour senza fine che li ha portati in centinaia di piazze italiane dove hanno cominciato a far conoscere la loro musica. Quest’anno, la loro casa discografica pubblica la seconda edizione della compilation che vide il loro esordio: "Napoli Sound System vol. 2" alla quale il gruppo partecipa con una rivisitazione del brano "Passover" dei Joy Division.

Sempre ai Candelai, il 29 dicembre alle 22.30, saranno gli australiani Sodastream a chiudere questo magico Natale all’insegna della buona musica. Karl Smith e Pete Cohen presentano "Reservation", il loro quarto album pubblicato in Italia dalla Homesleep, ennesima conferma di una discografia impeccabile. Questo album è forse più asciutto e meno orchestrale del suo predecessore (l’ottimo "A minor revival"), ma la differenza la fanno gli arrangiamenti particolarmente azzeccati, costruiti su quattro capelli di linee guida: basso, steel guitar, viola, piano e batteria.

Un sapore dolce-amaro permea tutto il lavoro, un pop acustico ombroso che si esprime in picchi di moderata intensità e conferisce sobrietà a canzoncine solari dal passo spedito ma per nulla stucchevoli (come "Twin Lakes"), oppure soffonde di un’impalpabile tristezza serene ballate bucoliche che, anche per i cori e l’alternanza vocale, possono far pensare alla declinazione in chiave minimale dell’ariosa orchestralità dei migliori Belle & Sebastian ("Anti"ne è un esempio), altresì richiamati dalla title-track, disinvolta pop-song che pure presenta una notevole varietà di momenti e una struttura relativamente più articolata dal punto di vista strumentale. I Sodastream si confermano melanconici cantori di gioie e dolori. Musica come passione pura ed esternazione di sentimenti autentici: questa è un’espressione invero abusata e spesso utilizzata a sproposito nel parlare di produzioni musicali contemporanee, ma che si adatta davvero alla perfezione al duo australiano.

L'appuntamento con la musica per brindare al 2007 quest'anno è con Gianna Nannini, ovviamente a piazza Politeama. La rocker italiana non ha certo bisogno di presentazioni, non foss'altro perché possiamo ormai considerarla di casa nel capoluogo e nella Sicilia tutta. Certo è che l'amministrazione comunale ha evidentemente voluto che il passaggio fra 2006 e 2007 fosse segnato dal ritmo e dallo spiegamento di voci a squarciagola per cantare i motivi della cantautrice senese.

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