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Part of Me e Planh, tutta la durezza del decennio passato

  • 11 luglio 2005

Band: Part of Me
Titolo: My Bloody Migraine Ep
Anno: 2004
Etichetta: autoproduzione

Tra i fenomeni più interessanti comparsi nel panorama musicale negli anni Novanta, merita un posto di rilievo il cosiddetto "crossover". Nato letteralmente come fusione di generi tra loro diversi, è passato col tempo a indicare una precisa categoria evolutiva del metal e dell’hard rock, facendo anche in qualche modo da "termine-contenitore" e identificandosi in alcuni gruppi fondamentali (Korn, Rage Against the Machine, Tool ecc.), pur con le notevoli differenze di stile che emergono qua e là (fino a certe derive commerciali che somigliano più a plastificate boyband che altro). Il genere ha fatto numerosi proseliti anche in Italia, mostrando di non essere una moda passeggera. Da Monghidoro, in provincia di Bologna, provengono i Part of Me, quartetto (Fabio Santachiara voce, Carlos Pambianchi basso, Anthony Mariano chitarra, Andrea Commissari batteria) formatosi nel 2001 che ha dato alla luce tre anni più tardi il "My Bloody Migraine Ep". Si tratta di un ep autoprodotto che contiene tre brani, più una versione live della title track registrata a Radio Fujiko, un’emittente bolognese. Proprio "My Bloody Migraine" esemplifica al massimo l’amore che il gruppo nutre per le sonorità dure del decennio precedente, compreso lo stoner e il prog metal. In questo pezzo i Part of Me pagano il loro tributo a una band come i Tool: inizio cupo e torbido con accenni psych e ritornello pesantissimo, condito da un cantato che ricorre spesso al "growling" e da liriche in inglese che evocano scenari di morte. Gli altri due brani si collocano sulla stessa scia, anche se in una direzione più progressive, come denotano il tempo composto scandito dal basso in "Judas Tree" e l’assolo di chitarra in "To Be".
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Band: Planh
Titolo: PsychoStonerRock
Anno: 2004
Etichetta: autoproduzione

E’ invece di origine campana, ma in realtà di provenienza cosmopolita, la band dei Planh, anch’essa composta da quattro elementi (Valerio De Martino voce e chitarra, Charlie Boraley basso e voce, Ciro Troisi batteria, Ale Papa suoni e rumori) e i cui esordi sono datati ormai 1999. Entrati in studio nei primi mesi del 2003 per registrare alcuni pezzi, quello che era inizialmente un trio si è arricchito dell’apporto creativo dell’ex fonico del gruppo, Ale Papa, per definire il proprio organico e terminare con alcuni pezzi suonati dal vivo nel febbraio 2004 al Fuze di Tivoli la realizzazione di un Ep autoprodotto dal titolo più che programmatico: "PsychoStonerRock". Cinque pezzi in bilico tra vari generi, cantati in italiano, in cui hanno sfogo furore hardcore (si veda il ritornello di "D.a.s."), attitudine progressiva e accenni psichedelici. Da segnalare l’ottima "Superuomo", che fa parte del lotto dei pezzi live e richiama alla mente i System of a Down.
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