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Pino Daniele, un concerto inedito per palati molto raffinati

Non sono molti i musicisti italiani in grado di spaziare dal pop leggero all’intimismo d’autore, dal jazz al blues e perfino al canto corale rinascimentale: uno di questi è Pino Daniele, il cui tour “Pino Daniele Ensemble in concert”, che è partito il 5 maggio da Bologna e proseguirà in tutta Italia fino a settembre, ha fatto tappa venerdì 30 luglio a Palermo al Teatro di Verdura. Il cantautore napoletano ha presentato un concerto particolare, inedito, per palati molto raffinati, sulla scia dell’ultima produzione discografica “Passi d’autore”, nella quale ha realizzato con la collaborazione del maestro Gianluca Podio un’idea musicale alla quale lavorava da tempo. Al pubblico palermitano ha riproposto brani antichi e recenti del suo repertorio rivisitati attraverso prospettive musicali nuove, che fondono il classico e il moderno. Dal suo amore per il canto rinascimentale sono nate le suggestive versioni a cappella di “Quando”, “Napule è” e “Anna verrà”, interpretate con le voci del contralto Rossella Ruini (già apprezzata l’anno scorso accanto a Grazia Di Michele) e del basso Fabrizio Palma, mentre i virtuosismi jazz di un quintetto nel quale spiccavano la pianista Rita Marcotulli e il contrabbassista Rino Zurzolo hanno creato un intenso tessuto ritmico per “Dubbi non ho”, “Mareluna” e “Un’altra vita”.



Con lo spirito libero ed anticonformista che da sempre lo contraddistingue, lo stesso cantautore ha annunciato “Medina”, un inno contro tutte le guerre e le prepotenze nel mondo, dalle spiccate sonorità etniche ed africaneggianti. Ancora la magia del nuovo album con “Dammi una seconda vita”, “Sofia” sulle note scritta per la figlia, “Isola grande” dedicata a Che Guevara e “Nuages” sulle note in omaggio al chitarrista Django Reinhardt. I primi applausi convinti di un pubblico che non gradisce troppo le sperimentazioni sonore arrivano con la ballata Pigro, successo del momento, e con i collaudati successi “Un cielo senza nuvole”, “Sara”, “Io per lei” e “Che Dio ti benedica”. Nell’alternanza fra canto corale, jazz e blues nel tipico stile di Daniele, il concerto si chiude sulla medley finale di “Quanno chiove” e “Yes I know my way”, applaudite pietre miliari della trentennale carriera di un artista sincero ed indiscutibile, sempre capace di incantarci con le sue melodie dal fascino mediterraneo e le sue raffinate sperimentazioni musicali fra passato e presente.

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