ATTUALITÀ

HomeNewsAttualità

Riapre a Palermo lo storico Villino Florio

Dopo l’incendio che lo danneggiò nel 1962, riapre il Villino progettato da Ernesto Basile. Per l’occasione una mostra sulla storica targa automobilistica

  • 12 dicembre 2009

Dopo aver subito parecchi danni a causa di un incendio doloso nel 1962, e dopo un accuratissimo intervento di restauro filologico, riapre a Palermo lo storico Villino Florio all’Olivuzza (via Franz Fischietti, anglo con via Dante), disegnato dall’architetto Ernesto Basile, e di proprietà della famiglia Florio. Per celebrare l’evento, al Villino sarà esposta da giovedi 10 dicembre a domenica 10 gennaio la mostra ”I Florio e la Targa”, curata dalla Biblioteca Centrale della Regione Sicilia, e organizzata dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e Ambientali, in collaborazione con la Fondazione Florio. Durante la cerimonia di inaugurazione di entrambi gli avvenimenti, prevista per giovedi 10 dicembre alle ore 12 al numero 38 di viale Regina Margherita (Palermo), interverrano Nicola Leanza (Assessore Regionale ai Beni Culturali), Adele Mormino (Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo), Gaetano Gullo (Direttore della Biblioteca Regionale della Regione Sicilia), e Antonio Marasco (presidente della Fondazione Targa Florio).

Adv
Il Villino Florio ritorna in tutto il suo antico splendore agli occhi di un pubblico, che dal 1962 aveva potuto apprezzarne la magnificenza solo in parte. Infatti dopo l’incendio che lo aveva danneggiato parecchio, il Villino in tutti questi anni, è stato oggetto di numerosi restauri (sia a livello architettonico che decorativo), l’ultimo dei quali (finanziato dall’Unione Europea grazie ai fondi di Agenda 2000), si è concluso in queste settimane, grazie al lavoro costante di uno staff di studiosi ed esperti di restauro guidati dal soprintendente ai Beni Culturali di Palermo Adele Mormino, riportando alla luce soprattutto legni e stoffe, irrimediabilmente danneggiate dal fuoco, e riprodotte fedelmente grazie a fotografie e documenti d’epoca, e anche grazie a storiche seterie come quella di Caserta (già fornitrice della famiglia Borbone).

La mostra ”I Florio e la Targa”, propone svariati contenuti, infatti oltre alla selezione di opere d’arte dei primi del '900 (tra le quali ricordiamo “La Dama e il cagnolino” di Francesco Anastasi, “All’inseguimento” di Frederick Gordon Crosby, e “Epopea Targa Florio” di Domenico Liggio), ai cimeli (fra tutti, il trofeo che Vincenzo Florio fece realizzare per la prima corsa al celebre orafo francese Renè Lalique, e il celebre “logo” progettato da Duilio Cambellotti, emblema della Targa Florio e trofeo tuttora in utilizzo nelle attuali competizioni) fino alle foto inedite (fra le quali spicca quella di Elisabeth Juneck, una delle prime donne pilota, che posa accanto a Vincenzo Florio e alla Bugatti tipo 35 TC gialla, con cui nel 1928 arrivò 5° nel difficile percorso delle Madonie, o quella di Tazio Nuvolari e Achille Varzi alla corsa motocilcistica degli Assi in Palermo).

Si continua con i documenti patrimonio della Fondazione, e, per la gioia degli appassionati, sarà possibile ammirare alcune prestigiose auto d’epoca, tra le quali spiccano due Barchette degli anni '50, una Bugatti e La Ford T. Sono queste, che hanno scritto la storia delle corse automobilistiche, rendendo celebre la più antica corsa d’auto del mondo, realizzata sul circuito delle Madonie, ovviamente sulla base dell’intuito di Vincenzo Florio, del quale quest’anno inoltre ricorre il 51° anniversario della sua scomparsa. Inoltre verrà portato in omaggio al progettista del Villino Ernesto Basile, un pregiatissimo vaso Liberty in lega bronzea, realizzato dallo stesso architetto. Sarà possibile visitare la mostra al Villino Florio, dal martedi alla domenica dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.fondazionetargaflorio.eu o telefonare al numero 091.7071403.

Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI