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Siciliani in cartellone al Biondo

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 5 febbraio 2007

Tante le emergenze che possono presentarsi in un ambulatorio sanitario e, a seconda degli accadimenti occorsi, possono anche sorprendere, ma di certo nulla potrà mai essere più stupefacente di un'irruzione del fantastico in un ambiente così terribilmente reale. Questo è quanto accade nello spettacolo ”L’oro in bocca”, diretto da Luciano Roman, in scena nella sala Strehler del teatro Biondo di Palermo (via Roma, 258) dal 6 febbraio all’11 marzo, per il cartellone della stagione teatrale in corso (spettacolo in opzione a prenotazione obbligatoria), inquietante testo autobiografico scritto da Giuseppe Bonaviri, medico-scrittore siciliano. E se da un lato è di un’umanità sofferente ed emarginata che si racconta, dall’altro l’autore, grazie a questa impensabile intrusione, fa sì che la storia assuma toni allucinati tra raccapriccianti esperimenti, indicibili segreti e fughe visionarie. Ciò che sconvolge così inaspettatamente lo scenario di emergenze sanitarie e squallidi ambulatori è infatti l’arrivo di Don Chisciotte e Sancho Panza in quei tristi contesti di vita.



Da un siciliano scrittore passiamo ad un altro suo conterraneo attore, regista e autore, Vincenzo Pirrotta, e al suo spettacolo “Eumenidi”, anch’esso nel cartellone dello stabile palermitano. È in un cunto assai singolare che la passione istintuale del dialetto siciliano viene esaltata in quel gioco di scansioni impetuose e variazioni inattese che caratterizzano la fascinosa forma di narrazione in questione. Di un cunto singolare, dicevamo, che non narra di un guerreggiar moresco e di paladina memoria, come la tradizione epica siciliana ci ha tramandato, bensì di una drammatica fuga senza fine, quella del matricida Oreste, protagonista della terza tragedia del ciclo dell’Orestea di Eschilo, “Eumenidi”, qui rielaborata in un originale allestimento da Vincenzo Pirrotta, nello spettacolo omonimo in cartellone per la stagione del Teatro Biondo Stabile di Palermo, in scena al Teatro Bellini (in piazza Bellini) dal 13 al 18 febbraio (spettacolo a prenotazione obbligatoria). L’artista siciliano, partendo dalla traduzione di Pasolini, ci racconta così, nella scena essenziale di Pasquale De Cristofaro (un grande cubo di cristallo, che rimanda ad un dipinto di Francis Bacon), delle tribolazioni di Oreste che dopo avere assassinato la madre Clitennestra, è inseguito dalle Erinni.

Ma sarà un tribunale della polis a giudicare i crimini del fuggitivo (prima volta che agli uomini è concesso di amministrare la legge ed emettere sentenze), così ha stabilito la dea Atena (il contraltista Maurizio Rippa). A questo punto tutto verrà ridimensionato e anche le Erinni, placata la loro ira, si trasformeranno nelle più condiscendenti Eumenidi. Vincenzo Pirrotta ha curato l’adattamento, da Eschilo e dalla traduzione di Pier Paolo Pasolini, e ha diretto lo spettacolo con la collaborazione di Pasquale De Cristofaro. In scena con Pirrotta, Giovanni Calcagno, Salvatore Ragusa, Marcello Montalto e Maurizio Rippa (contraltista). Le musiche di Ramberto Ciammarughi sono eseguite dal vivo da Emanuele Esposito e Gianni Maestrucci (percussioni) e Angelo Lazzeri (chitarra). Con questo spettacolo (prodotto dal CTB Teatro Stabile di Brescia, dalla Biennale di Venezia, dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina e dal Teatro di Roma), Vincenzo Pirrotta ha ricevuto il premio dell'Associazione Nazionale Critici quale autore, attore e regista «per la prorompente fisicità attorale e la forza interpretativa che unisce nei suoi spettacoli allo stesso tempo tradizione e modernità». Per prenotazioni ed informazioni per entrambi gli spettacoli rivolgersi al botteghino del Teatro Biondo allo 091.7434341.

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