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Ute Lemper, l’antidiva che ricorda Marlene Dietrich

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 15 maggio 2006

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Massima interprete di Kurt Weill, al fascino della voce associa un corpo statuario ed elegante, cantante e ballerina di qualità, non per nulla ha lavorato con il Tanztheater di Pina Bausch e Maurice Béjàrt ha creato apposta per lei il balletto "La mort subite", attrice oltre che di teatro anche di cinema (fra gli altri ricordiamo “L’Autrichienne” di Pierre Granier-Deferre, “Prospero’s books” di Peter Greenaway, “Moscow Parade” di Ivan Dikhovichni, “Pret à Porter” di Robert Altman, “Bogus” di Norman Jewison e le più recenti interprepetazioni in “Combat de Fauves” di Benoit Lamy, “A River made to Drown In” di James). Stiamo parlando di Ute Lemper, versatile donna da palcoscenico di gran talento (ha ricevuto come Miglior Attrice di Musical il premio Molière per il ruolo di Sally Bowles nel "Jerome Savary’s Cabaret" a Parigi e il premio Olivier, per il ruolo di Velma Kelly nella produzione londinese di "Chicago" di Kandar ed Ebb), protagonista dello spettacolo “Voyage”, un vero e proprio viaggio attraverso un raffinato universo culturale: Kurt Weill, i Lieder di un’Europa a lungo dimenticata (quella slava, quella araba, quella ebraica), Jacques Brel, il tango d’autore.



Essenziale l’accompagnamento musicale da lei scelto, un quartetto moderno e leggero, costituito da pianoforte, batteria, basso e chitarra, per questo spettacolo che è l’ultimo appuntamento del cartellone del Teatro Biondo Stabile di Palermo (via Roma, 258) per la stagione di quest’anno, in scena fino al 28 maggio. Da molti considerata l’erede di Marlene Dietrich, la Lemper, tedesca ma nell’animo cittadina del mondo (vive fra New York e Parigi), ha sempre saputo rinnovarsi collaborando con artisti come Michael Nyman ("Songbook”), Nick Cave e molti altri (“Punishing Kiss”, che include canzoni composte per lei da Elvis Costello, Tom Waits, Philip Glass e Nick Cave, quindi l’ultimo album, “But One Day”, uscito in Italia nel 2002, basato su sue composizioni). Straordinaria interprete del musical e del cabaret berlinese, capace di ridare vita, animandoli peraltro di nuova linfa interpretativa, ai miti della Piaf e della Dietrich appunto, ha mietuto successi sin dagli inizi della sua carriera (ha debuttato con l’originale produzione viennese di "Cats", dove impersonava i ruoli di Grizabella e di Bombalurina). Prestigiosi poi i suoi concerti da solista (il "Recital di Kurt Weill", "Illusions", "City of Strangers" e "Berlin Cabaret Evening") presentati in tutto il mondo presso i migliori teatri, e le molteplici produzioni discografiche.

Ma la Lemper alla voce straordinaria e al talento interpretativo associa anche una forte personalità e un carattere da antidiva per eccellenza, cose che l’hanno resa protagonista di piccoli grandi scandali: l’aver cantato qualche anno fa in televisione l’inno nazionale tedesco cambiando il testo e inserendovi parole antirazziste (cosa che le è costata l’allontanamento dal mondo dello spettacolo del suo paese), ovvero l’interpretazione per il grande schermo nel citato “Pret à Porter” di Robert Altman, quale sconvolgente top model in sfilata con un bouquet di fiori sul pancione del suo settimo mese di gravidanza e nulla più. Un’antidiva appunto che pervade la propria arte di significati sempre nuovi e mai banali, alla continua ricerca e riscoperta del passato rivisto nell’oggi. E a proposito del citato "But One Day", suo ultimo album, lei stessa dice: «Questo disco è molto intimo e parla in maniera diretta.Tutte le canzoni del repertorio sono registrate dal vivo, insieme alla band o all’orchestra, e provengono direttamente dal mio cuore. Nel punto in cui mi trovo le scelte della mia vita sono state prese. Questo è quello a cui tengo veramente. E la ricerca del nuovo, con dedizione al reale, continua. Continuo a percorrere la Weill Side, ma mi ritrovo ubriaca nelle strade parallele». Per lo spettacolo in scena a Palermo è possibile chiedere informazioni e prenotare telefonando allo 091.7434341 oppure visitando il sito www.teatrobiondo.it.

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