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Vino olio e viaggi, dieci itinerari turistico-culturali

  • 29 agosto 2005

Uva e olive della terra del sole, impervia e sofferta, vini e oli che sono il frutto delle mani forti dei contadini facce scure, che prima dei moderni macchinari hanno prodotto da sè due delle espressioni più caratteristiche e orgogliose della nostra isola.
Con “Vini DOC e Oli DOP di Sicilia” (ed. Letteralmente, euro 4) Claudia Di Pasquale celebra questa ricchezza, accompagnando i lettori della pratica guida attraverso dieci itinerari nelle nove provincie siciliane, unendo alle informazioni sui vini e sugli oli prodotti (come le accurate schede tecniche), accenni storici e consigli turistici sulle zone mostrate, tra gusto e paesaggio, odori e colori. L'intera guida inoltre è tradotta in inglese, contiene foto a colori ed illustra ogni itinerario con una mappa, chiaro invito a percorrere le strade provinciali che sbirciano curve i vigneti e gli ulivi, e magari a sostare in una delle tante case vinicole o aziende olearie, che offrono visite guidate e degustazioni - c'è chi addirittura propone veri e propri tour in jeep tra i vigneti e gli uliveti. Ci siamo fatti raccontare da Claudia qualcosa in più su questa guida “compagna di viaggio”:

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Qual è il lettore che hai immaginato quando hai creato la guida?
«Ho immaginato un turista amante della cultura e del buon vino, sensibile, pronto a lasciarsi stupire dalla bellezza di un paesaggio o di un piccolo centro storico, curioso e deciso a farsi sedurre dai sapori e dagli odori della cucina tradizionale siciliana. Può essere un turista straniero o italiano, guidato dallo spirito più autentico del “viaggiatore”, ma anche un siciliano che desidera scoprire la propria terra, le contrade coltivate a vigneti e uliveti, il fascino di masserie, abbazie medievali e bagli settecenteschi, divenuti oggi sede di cantine e aziende olearie. Non a caso i dieci itinerari suggeriti traversano soltanto strade statali, provinciali e comunali che seguendo la morfologia del territorio permettono di conoscere la Sicilia più vera e i suoi paesaggi “culturali”. Tra la degustazione di un buon vino DOC e la visita di un antico frantoio, l'armonia silenziosa dei luoghi s'incontra con i segni lasciati dalle civiltà che hanno costruito l'identità storica della Sicilia».

Secondo te la promozione dei vini e degli oli della nostra terra è efficace?
«Negli ultimi anni il settore vinicolo ha dimostrato la capacità di mettere in atto una politica aziendale, particolarmente attenta all’uso di strategie di comunicazione efficaci. Dalle etichette dei vini al sito web all’organizzazione di eventi, le aziende vinicole hanno curato la promozione attraverso campagne di marketing e comunicazione, in grado di restituire un’immagine raffinata dei vini siciliani a livello nazionale e internazionale. L’enoturismo rientra in questo spirito. In un bicchiere di vino si mescolano l’alta qualità dei vigneti e dei processi produttivi, la bellezza dei paesaggi siciliani e la storia della cultura rurale. Dall’altra parte il settore oleario appare, a mio avviso, un po’ indietro rispetto a quello vinicolo. Soprattutto a livello di comunicazione, non tutte le aziende curano nei particolari la loro immagine, pur essendo proiettate verso i mercati esteri. Per fortuna anche tra i produttori di olio si sta sempre più diffondendo il desiderio di promuovere “la cultura dell’olio”, attraverso l’organizzazione di visite e degustazioni».

Un progetto che unisce il gusto di alcuni prodotti tipici della Sicilia alla sua storia e ai suoi paesaggi cela passione, quanta ce n’è nella guida che ci hai proposto?
«Questa guida nasce dall’incontro di tante passioni, non solo della mia. La passione per il mondo del vino di Diego Maggio, presidente dei "Paladini dei Vini di Sicilia" e consigliere delegato del Consorzio volontario per la tutela del vino Marsala DOC, autore della prefazione e sostenitore entusiasta dell’enoturismo. L’amore per i vini di Roberto Di Trapani, autore delle schede tecniche sui vini DOC, ritornato di recente da una lunga permanenza in Nuova Zelanda, dove è stato responsabile della vendemmia notturna presso una cantina. La curiosità per le tradizioni e le feste siciliane di Elisabetta Affatigato, che ha curato la rubrica sulle sagre del vino e dell’olio. La passione per la Sicilia, la sua storia e le sue strade di Francesco Di Trapani, autore delle mappe, che insieme a me ha realizzato gli itinerari proposti a cavallo di una vecchia motocicletta del 1982, ormai nota come la “maestosa”. Infine il mio sogno per ogni weekend: passeggiata alla scoperta di nuovi centri storici, monumenti e parchi, ricompensata da una gustosa cena accompagnata da un vino rosso siciliano di qualità e dall’immancabile olio siciliano, di cui una volta scoperto il sapore non si può più fare a meno».

Dopo vino e olio hai già pensato ad altri prodotti tipici che potresti “schedare” e raccontare?
«In questo momento si prospettano più progetti, destinati a target diversi. Letteralmente, che è la casa editrice della guida, ha in cantiere dei progetti editoriali sia per i turisti che per le scuole. Il filo conduttore sarà sempre quello della valorizzazione del territorio attraverso la presentazione dei prodotti tipici. Per scaramanzia preferisco tuttavia non dire altro. Sicuramente tra qualche mese una volta definiti i tempi delle pubblicazioni, potrò essere meno antipatica».

Per maggiori info: http://www.letteralmente.com/vini_oli.htm

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