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Mai sentito parlare di Palazzo Mango a Palermo? Abitato da santi, politici e artisti

È Palazzo Mango di Casalgerardo, oggi Martinez Tagliavia, dal nome della famiglia che nel 1992 l’acquistò salvandolo dall'abbandono degli anni bui del centro storico

Sofia Li Pira
Contemporary Art Lover
  • 23 aprile 2018

Palazzo Mango di Casalgerardo a Palermo

Una storia che intreccia le vicende di nobili e feudatari, clero e ordini religiosi, "grands commis" del passato, dal Medioevo fino ai giorni nostri. È la storia di palazzo Mango di Casalgerardo, oggi palazzo Martinez Tagliavia, dal nome della famiglia che nel 1992 l’acquistò salvandolo dall’abbandono degli anni bui del centro storico di Palermo.

Il palazzo sorge nel cosiddetto Cassaro Alto il tratto della via Vittorio Emanuele che va da piazza Vittoria a piazza Bologni, luogo delle residenze aristocratiche da sempre il più ricco e animato.

Qui nel Sedicesimo secolo abitavano i maggiori esponenti dell’economia e della politica della città: i Castrone, gli Afflitto, gli Emanuele, i Bologna. Tra questi anche i Mastiani, ricca famiglia di mercanti di origine pisana che abitò palazzo Mango facendone seguire la ristrutturazione che ne ha determinato la struttura ancora oggi esistente.

Lo storico siciliano Vincenzo di Giovanni scrive infatti che Paolo Mastiani, all’epoca Governatore della Tavola e del Monte di Pietà fece unificare in un unico edificio due preesistenti costruzioni, una delle quali era appartenuta al celebre scultore e architetto Antonello Gagini, straordinario protagonista del Cinquecento siciliano, il quale giunto da Messina a Palermo qui stabilì la sua Magna Domus.

Secondo un’antica tradizione abitò a palazzo Mango anche Santa Oliva protettrice della città, come risulta anche da uno scritto di Don Carlo Tomasi che nei suoi "Collibeti Teologici" dedicati a Pietro Martinez Rubio Arcivescovo di Palermo, lo esortava a ricercare nel sito di questo palazzo il corpo della Santa.

Ma un altro protagonista della storia siciliana è passato da palazzo: Francesco Crispi dopo le combattute giornate del 27, 28 e 29 maggio 1860 seguite all’ingresso di Garibaldi in città, soggiornò in uno degli appartamenti dello stabile, come testimonia la lapide murata tuttora esistente nel prospetto ad angolo con via delle Scuole.

Tuttavia se l’odierna struttura dell’edificio sembra dare a palazzo Mango l’impronta della dimora magnatizia cinquecentesca, le sue poderose mura perimetrali fanno invece pensare a un’origine ben più antica che resta ancora imprecisata.

Il ritrovamento al di sotto del manto stradale di piazza Sett’Angeli davanti al Convitto Nazionale dei resti di una pavimentazione a mosaico di epoca romana farebbe infatti pensare che l’odierno palazzo potesse all’epoca far parte di un’unica grande villa romana.

Virginia Fatta della Fratta, l’attuale proprietaria, archeologa e autrice di vari studi sulla Sicilia antica, sin dall’acquisto si è impegnata insieme al marito Gaetano Martinez Tagliavia, nel restauro dell’immobile per riportarlo alle antiche strutture e ha promosso anche uno scavo archeologico al di sotto dei pianterreni della proprietà.

«Con la sovraintendenza abbiamo fatto dei saggi di uno scavo i cui risultati devono ancora essere resi noti e che hanno portato alla luce delle testimonianze di cultura materiale, tasselli di mosaico e ceramiche risalenti alla fase più antica di Palermo - racconta - Mentre il resto è purtroppo andato distrutto dalle costruzioni successive e soprattutto dalla costruzione della cinta muraria trecentesca».

Il progetto nel prossimo futuro è di aprire i pianterreni del palazzo per rendere visibili queste importanti testimonianze delle origini storiche della nostra città

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