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La madre migrante diventa murales: a Ballarò l'opera dello street artist messicano

Si chiama "Mi negrita bonita" e si trova in via Albergheria a Palermo: l'artista, noto in Messico, è German Mancilla Landin che ha dipinto con l'aiuto di Igor Scalisi Palminteri

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 20 settembre 2018

Il murales a Palermo di German Mancilla Landin

«Palermo è una città magica, la sua architettura, l’arte, le sue strade che nascondono tesori, vestigia del passato e del presente. Questa città è come la "Torre di Babele" dove convivono e vivono diverse nazionalità e io sento di farne parte».

Sono le parole dello street artist di Colima, Messico, German Mancilla Landin, autore di numerose opere di grafica urbana e graffiti.

Adesso se ne potrà ammirare anche uno a Palermo, precisamente Ballarò in via Albergheria.

L'artista messicano ha trascorso qualche giorno nel capoluogo isolano grazie a "Spago", il format realizzato da Roberta Paolucci e Alessandro Sartori che parla di viaggi, creatività e apertura mentale ma soprattutto crea connessioni in tutto il mondo.

Così capita che un artista messicano venga a Ballarò a confrontarsi con un artista locale come Igor Scalisi Palminteri che proprio a Ballarò ha realizzato già dei murales come San Benedetto il Moro e Santa Rosalia.

German ha voluto omaggiare la città di Palermo che lo ha piacevolmente colpito con una sua opera: il volto di una donna di colore, titolo dell'opera: "Mi negrita bonita".

«Ho adorato il quartiere di Ballarò, mi ha ricordato molti quartieri popolari in Messico, - continua l'artista - tante ersone che provengono da città, nazioni e costumi diversi, ma quello che mi è piaciuto di più è che il quartiere ha molte storie ed è tangibile l’energia delle persone disposte a dare tutto per salvare e difendere la propria terra».

E aggiunge: «Vicino al mio muro nella stessa strada dell’Albergheria era stata dipinta l’immagine di Santa Maria Madre del Salvatore».

«Ci sono molte madri migranti che soffrono allo stesso modo per la perdita di un figlio, ma che nessuno dipinge - continua - volevo creare un contrasto tra queste due immagini, quelle di due donne di razza e colore diversi in un quartiere che ospita differenti nazionalità, culture e storie».

Questo è uno dei suou lavori preferiti: «Volevo lasciare un messaggio inclusivo grazie al quale cui tutti possiamo vivere e condividere lo stesso spazio».

German è stato aiutato e supportato dagli artisti Igor Scalisi Palminteri, Antonio Curcio e da B1 che gli hanno donato i colori e aiutato a trovare lo spazio adatto, ma è stato accolto anche dal comitato di quartiere Sos Ballarò.

«Sono molto grato di venire dall'altra parte del mondo - conclude German - e aver incontrato persone gentili che hanno condiviso con me il loro spazio, il cibo, la birra, il loro impegno per cambiare il modo di pensare, la loro gioia. Tutto quello che ho provato l’ho trasformato in colore ed è stato grazie a questo che è nata la "Mi negrita bonita"».

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