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Molla tutto (in Sicilia) e va 12 mesi in giro per il mondo: Alma, vent'anni e un camper

​​​​​​​Crescere a San Cataldo tra le colline della provincia nissena può avere l’effetto propulsivo per spingersi oltre e scoprire cosa possa offrire il mondo

Anna Rita Donisi
Appassionata di cultura e comunicazione
  • 18 agosto 2021

Mollo tutto e vado 12 mesi in giro per il mondo magari a scoprire un continente. Per nulla una frase fatta, o un modo di dire per chi da dreamer pragmatico poi lo fa davvero.

E se in più a vivere questa eccezionale esperienza è una ragazza, siciliana, ventenne dal sorriso luminoso e le idee chiare, la storia diventa ancora più interessante.

Alma Giorgio è sancataldese ed è lei che dalla provincia nissena ha deciso di intraprendere uno dei viaggi che ha definito tra le cose più belle mai vissute fino ad ora.

Sono molte le cose che ci racconta durante una lunga chiacchierata tra interminabili bicchieri di tè ghiacciato. In una canzone di Bennato il testo diceva che le ragazze fanno grandi sogni ed ora più che mai le giovani donne della generazione 2000 hanno aperto le ali e spiccato il volo concretizzandoli.

Alma ha la sua visione, aspirazione, determinazione ed esperienza da poter raccontare e condividere.

Crescere a San Cataldo tra le colline della provincia nissena può avere l’effetto propulsivo per spingersi oltre e scoprire cosa possa offrire il mondo. Così dopo il diploma in scienze umane decide di fare l'esperienza di intercultura che la porta per 10 mesi a Panama e poi un anno dopo matura la scelta di stabilirsi come ragazza alla pari per 10 mesi tra il 2019 e il 2020 in Australia.



Ci ha raccontato come ha vissuto l’inizio della pandemia dall'altra parte del mondo, ma in quei mesi ha anche avuto la possibilità di girare in camper il continente australiano coast to coast con altri suoi amici ed amiche.

«Lavorando 5 giorni su 7 era difficile visitare l'Australia - dice -, è nata un po' da lì l'idea di voler prendere questo camper e con la mia amica inglese che quest’estate è qui in Sicilia. Abbiamo viaggiato di tappa in tappa per un mese abbiamo attraversato tutto il Queensland e visto così tanti posti, tra laghi, cascate, spiagge.

Tutti posti bellissimi indimenticabili. Esplorare la Daintree Rainforest, che è tra i siti Patrimonio dell'umanità, visitare le città di Cairns e Perth, affascinanti perché piene di vita e poi fare snorkeling proprio nella Grande Barriera Corallina e a Ningaloo Reef. I paesaggi sono davvero strepitosi, tra le foreste pluviali tropicali e le spiagge scintillanti immense dove lo sguardo sembra perdersi nell’orizzonte c'è così tanta bellezza.

Abbiamo percorso anche più dei 6.416 chilometri circa 3.987 miglia, previsti per chi fa il classico percorso e abbiamo fatto questa esperienza nel periodo ideale per visitare Cairns ovvero durante la stagione secca. Mi ha spinto a fare questa esperienza la mia curiosità verso il nuovo, ma anche un forte senso di noia rispetto ciò che mi circondava, la vita di provincia mi sta stretta quasi da sempre. Così finita la scuola ho pensato che prendermi del tempo per me sfidandomi a non stare con le mani in mano sarebbe stato un gran modo per conoscermi meglio».

Annualmente pre-pandemia, sono stati da sempre molti i giovani che puntano all’Australia per lavorare come au pair durante il loro anno sabbatico o le vacanze estive. Si può soggiornare per un massimo di tre mesi sia con un visto eVisitor che con un’ETA Australia.

Ambedue soluzioni ottimali per permanenze brevi.

Però, per lavorare come au pair in Australia è necessario un visto Working Holiday.

Fare amicizie internazionali, sperimentare la vita quotidiana in un Paese completamente diverso, ammirare il bellissimo paesaggio in prima persona e guadagnare soldi allo stesso momento di migliorare il loro inglese e diventare più indipendenti.

Il lavoro di un au pair consiste principalmente nel fare da babysitter, ma anche aiutare i bambini a fare i compiti o fare altre faccende come cucinare può fare parte del lavoro.

Quasi tutte le persone tra i 18 e i 30 anni possono diventare au pair. Tuttavia, la maggior parte delle agenzie richiede una comprovata esperienza con i bambini, spesso di circa 200 ore.

«Il lavoro era impegnativo - spiega - dovevo seguire nelle attività quotidiane due bambine».

Visto che la sua esperienza può essere d’ispirazione per altri abbiamo chiesto ad Alma cosa direbbe alle sue coetanee e coetanei che vorrebbero intraprendere lo stesso percorso, lei senza alcuna esitazione ci ha risposto: «Buttarsi! Perché una volta che lo farà non vedrà più ostacoli e allo stesso tempo si sentirà più sicura di sé, imparerà una nuova lingua ed incontrerà tanta gente da tutto il mondo e soprattutto avrà visto coi suoi occhi dei posti incredibili!».

Lei si dice fiera e soprattutto felice perché sa di avere messo a frutto il suo tempo nel modo migliore.

Oltre i viaggi tra le sue passioni ci sono la fotografia e i social, oggi è una studentessa di Scienze politiche internazionali a Pavia ed ha un grande sogno nel cassetto, intraprendere la carriera diplomatica o per l'ONU e quello che sa per certo è che l'Australia è stata solo il trampolino per i suoi prossimi viaggi.
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