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Nascosta tra le botteghe di frutta a Ballarò: chi trova questa chiesa, trova un tesoro

All'interno del mercato storico di Palermo sono tante le costruzioni che narrano dei tempi passati: per scovarle a volte serve alzare lo sguardo verso il cielo

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 29 aprile 2020

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Un particolare della chiesa delle Anime Sante a Ballarò

Quando il mercato di Ballarò è in pieno fermento, bisogna fare caso alla presenza di questa chiesa ormai sconsacrata ed usata come rivendita di frutta secca. Ma, sollevando lo sguardo in via Collegio di Maria al Carmine, si nota una piccola loggia priva di campane al di sotto della quale - oltre una finestra rotonda - sono scolpiti in pietra degli elementi religiosi inequivocabili.

Nell'ovale centrale si trova una Croce che si eleva su una moltitudine di anime purganti; mentre ai lati due riquadri raffiguranti l'uno il Volto di Cristo e l'altro una figura femminile che regge una Croce, probabilmente la Vergine. In basso, terminano il complesso rappresentativo un teschio a sinistra ed un calice a destra.

Lateralmente all'entrata della bottega, da cui un tempo si accedeva al tempio, si trova un'edicola votiva sempre illuminata che contiene un Ecce Homo. Si tratta della chiesa della Congregazione delle Anime Sante del Purgatorio e della Natività di Maria Vergine al Carmine, sotto il titolo del Santissimo Crocifisso, detta del Venerdì poiché i congregati si riunivano in quel giorno della settimana.



Non si hanno molte notizie di questa fabbrica; tranne che fu edificata nel 1735, secondo l'atto pubblico del notaro Giuseppe Rizzo del 31 agosto 1735. La congregazione nacque in una data imprecisata dopo il 1670 "in un oratorio dentro il chiostro del convento del Carmine", così come riportato da Francesco Maria Emanuele e Gaetani marchese di Villabianca. I padri carmelitani concessero questo spazio ai congregati fino a che essi stessi non ne ebbero la necessità, per ampliare il loro chiostro. A questo punto la congregazione si vide costretta a trasferirsi e, trovato un terreno ceduto a censo nei pressi del piano del Carmine, vi costruirono la loro chiesa.

Era un periodo storico nel quale, se non si fosse verificata questa esigenza, probabilmente la chiesa non sarebbe sorta in questi luoghi. Infatti, dopo il terremoto del 1726, il centro storico a livello edilizio fu come abbandonato dalle autorità cittadine dell'epoca, che preferirono dirigere la loro attenzione fuori dalle mura di Palermo ed in particolar modo verso la Piana dei Colli. I capitoli della congregazione, che furono riconfermati il 19 dicembre 1744, prevedevano essenzialmente quanto espresso nella loro denominazione.

Ossia la celebrazione delle messe per le anime del Purgatorio ed i vari suffragi, come preghiere o elemosine. Nella serie delle Opere Pie dell'Archivio Generale della Prefettura, che in età borbonica era costituito da tre serie, viene riportata in elenco l'esistenza, dal 1869 al 1881, della congregazione delle Anime Sante del Purgatorio, sotto il titolo del Venerdì, in "piazzetta del Carmine". Per quanto riguarda le ragioni dell'abbandono della chiesa, non è dato sapersi. Alcuni residenti ricordano, a torto o a ragione, che per un certo periodo ospitò i padri mercedari.

Tuttavia la congregazione risulterebbe ancora in essere, secondo l'annuario del territorio dell'Arcidiocesi di Palermo. Sicuramente, nel tempo in cui la chiesa e la congregazione furono attive, entrambe rivestirono una certa importanza. Ne sono prova le notizie dell'epoca relative al forno "Stella" dell'attiguo ed antico panificio Lo Coco, fondato nel 1850, che veniva anch'esso denominato "del venerdì", appunto per via della vicinanza alla congregazione delle Anime Sante del Purgatorio.
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