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Niente strumenti, solo voce: Lucina Lanzara con "Isòla" racconta Salina e la Sicilia

"Isòla" nasce dalle musiche del documentario “Il resto dell’anno”, sulla vita a Salina dopo l'estate: descrive immagini e stati d’animo usando il potere evocativo della musica

Fabrizio Arena
Ascoltatore instancabile
  • 7 maggio 2018

Presentato il 2 maggio all'ex Noviziato di San Mattia ai Crociferi di Palermo, "Isòla" nasce dalle musiche composte per il documentario “Il resto dell’anno”, che racconta la vita sull’isola di Salina dopo la stagione estiva. Un disco che descrive immagini e stati d’animo, mettendo da parte le parole e utilizzando la musica in tutto il suo potere evocativo.

Cinque anni fa, mentre il documentario “Il resto dell’anno” di Michele Di Salle e Luca Papaleo girava fra i più importanti festival internazionali, la cantautrice e compositrice siciliana Lucina Lanzara, autrice delle musiche, decise di rielaborare il materiale creato per la colonna sonora, dando vita a una serie di brani profondi, descrittivi, a tratti sperimentali, ma allo stesso tempo incredibilmente diretti.

«Non mi interessava metterli online immediatamente - racconta - volevo che il disco prendesse vita coi suoi tempi, per questo ho lanciato una campagna di crowdfunding per la produzione e questo ha creato la giusta attenzione, senza però disperdere lo spirito con cui era stato pensato».

Così, cinque anni dopo, esce "Isòla", il cui titolo rimanda a un gioco di parole fra un luogo fisico e uno stato d’animo. La solitudine intesa come completezza; l’isola come luogo concreto, che deve trovare in sé tutto il necessario per esistere.

«Non mi riferisco solo a una piccola isola come Salina, la Sicilia è la piena rappresentazione di quest’immagine - continua - abbiamo tutto: storia, tradizioni, cucina, musica, natura, arte. La Sicilia è un luogo completo, nel suo essere isola.»

Il disco è caratterizzato da una voce usata come strumento, senza l’uso di testi. «Ufficialmente sono una cantautrice, ma mi considero una compositrice mediterranea. Lascio le parole alle persone. Del resto, questi brani nascono dalle musiche di un documentario senza voce narrante, che racconta un’isola con la sola forza delle immagini. Allo stesso modo, questo disco descrive immagini e luoghi senza bisogno di ricorrere alle parole».

Protagonisti di tutti i brani sono un sax (Stefano D’Anna) e un basso a sette corde (Daniele Camarda) in loop con un algoritmo irriproducibile, che rende quindi l’esperienza sonora di volta in volta sempre diversa.

I brani di Isòla descrivono atmosfere, paesaggi, sensazioni, spaziando dalla New Age al Jazz alla World Music, in piena continuità con la produzione musicale di Lucina Lanzara, che si è sempre distinta per il suo carattere eclettico e poliedrico, per le contaminazioni musicali, per la ricerca costante di nuove sonorità e l’attitudine all’improvvisazione estemporanea. E "Isòla" racchiude tutte queste peculiarità in una sintesi tanto intima e ricercata quanto potente ed evocativa.

Il disco, che sarà in distribuzione digitale nei prossimi giorni, è stato presentato con l'intervento della direttrice della Biennale di Arte Sacra Contemporanea Chiara Modica Donà Dalle Rose, il compositore Marco Betta e il giornalista di Repubblica Gigi Razete, oltre a diversi altri ospiti in collegamento video da Genova, Milano e Roma.

La performance “Isòla, Porta dell’Anima” si tiene invece il 24 maggio alle 21 sempre ai Crociferi. «Non un concerto, ma una performance partecipativa», ci tiene a specificare Lucina Lanzara, che per l’occasione sarà accompagnata da Giovanni Mattaliano al clarinetto improvvisato e loop station, Massimo Patti al contrabbasso e Rosellina Guzzo all’arpa celtica.

Durante la performance saranno proiettate le foto di Salvo Gravano, Stefania Rallo, Giorgia Görner Enrile, Valeria D’Avossa, Francesco Dragotto e Anna Vicentini, che hanno partecipato al crowdfunding con un photocontest.

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