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Non è solo questione di estetica: alcune cose da sapere sulla "Rambla" di Palermo

Per esempio i dissuasori a cilindro che all'occorrenza si abbassano sono migliori delle campane di cemento e non dimentichiamo gli alberi: oltre a "fare verde" fanno ombra

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 19 aprile 2019

Il cantiere di via Emerico Amari a Palermo

Il nome "rambla" fa più effetto perchè ricorda la più famosa passeggiata spagnola, ma "passìo" mi sembra un termine più appropriato, autoctono.

Con l’avvento del neo-assessore alla mobilità Giusto Catania sembra che alcuni progetti dimenticati nel cassetto stiano per essere spolverati. Uno di questi è proprio “passìo”, un asse pedonale ricadente su parte di via Emerico Amari, tra via Crispi e via Principe di Scordia (leggi di più sul progetto).

L’idea di ricreare un piccolo salottino con vista porto è sicuramente affascinante, oltre che un miglior biglietto da visita per i tanti crocieristi. Dato che i lavori saranno operati in house, ovvero con maestranze comunali, confidiamo che si possa realizzare un’area pedonale degna di tale nome e che possa scongiurare alcune criticità riscontrabili altrove.

La pavimentazione, ad esempio: vista la leggera pendenza della via, sarebbe auspicabile un materiale che non diventi viscido in presenza di pioggia.

Le presenze arboree saranno fondamentali per arredare l’area ma anche per offrire zone d’ombra nei mesi più caldi.

Andrà assolutamente interdetta la piantumazione di quelle essenze che producono radici imponenti e che finirebbero per creare avvallamenti e buche. Può sembrare una notazione abbastanza ovvia, ma gran parte della nostra città piange ancora oggi le scelte folli fatte in passato.

È molto probabile che una volta terminati i lavori dell’Anello Ferroviario anche nell’altro tratto di via Amari, in futuro si possa estendere la pedonalizzazione verso piazza Ruggero Settimo. Sarebbe interessante sapere dall’assessore se già adesso si prevede questa estensione presso gli uffici comunali preposti.

Tornando al provvedimento, sarà prevista la carrabilità per residenti e scarico merci negli esercizi commerciali.

Siamo bravissimi a progettare, per niente capaci a effettuare una costante manutenzione dei luoghi. Vista la presenza di negozi e locali in zona, non è difficile prevedere tentativi di invasione della zona pedonale quando i parcheggi risulteranno insufficienti.

Questa situazione si verifica già oggi, con decine di auto e scooter che parcheggiano lungo il tratto che è già pedonale, ma solo a parole e privo di controlli.

Quindi l’appello che rivolgo ai progettisti è ricorrere a misure preventive e stabili che scongiurino in partenza questo fenomeno: in una sola parola, dissuasori mobili, ovvero cilindri in acciaio che scompaiono dalla pavimentazione solo quando ad accedere è un utente autorizzato.

Tante città li utilizzano e Palermo dovrebbe cominciare a farlo in modo decisamente più massiccio per dimostrare una volta per tutte che certe regole vanno rispettate, anche con la forza di un dissuasore.

Anche perchè, sebbene la loro installazione possa incrementare i costi dell’intervento, di sicuro diminuirà sensibilmente nel tempo la richiesta di vigilanza e controlli sul territorio.

In conclusione, l’istituzione del "passìo" può essere un’occasione interessante per rendere la città più bella e vivibile.

Dal punto di vista dei flussi veicolari, la chiusura protratta di via Amari in questi anni, ha reso al Comune un ottimo resoconto su come poter gestire una viabilità alternativa e le relative misure correttive.

I dettagli faranno la differenza, dalla panchina alle distanze per finire ai materiali. Vedremo se una volta ogni tanto potremo lodare i lavori senza ulteriori polemiche.

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