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Non è uno sport ma ti fa muovere lo stesso: cosa è e perché conviene il "Carpooling"

Se avete sentito parlare di "blablacar" siete già un passo avanti: il carpooling è un modo nuovo di viaggiare ma anche di spostarsi per lavoro, conoscendo gente nuova

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 19 marzo 2018

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È forse la modalità di spostamento che genera più diffidenza nell’utente finale, ma è potenzialmente quella più veloce ed economica.

Non ci sono aziende o enti di riferimento ma sono gli utenti stessi ad essere gestori e fruitori del servizio.

Si chiama “Carpooling” e la maggior parte dei cittadini lo confonde o lo associa erroneamente al Car Sharing (di cui parliamo qua). Ecco, sfatiamo il primo tabù: sono due servizi diversi, nel nome, nelle modalità di utilizzo e nei costi.

Il Carpooling è una tipologia di trasporto che si basa sulla condivisione delle auto private di un gruppo di persone.

Come funziona? Un lavoratore pendolare ogni giorno percorre il medesimo percorso casa-lavoro e, al fine di abbattere i costi degli spostamenti, decide di mettere a disposizione la sua auto per accogliere altre persone che si muovono sulla stessa direzione.

"Io ci metto l’auto, voi mi riconoscete una quota per il carburante". Tutti risparmiano e arrivano a destinazione rispettando le condizioni del conducente.

Niente di più semplice e immediato, una modalità che ricalca il "conto alla romana" quando si è a cena fuori con amici. Con la differenza che nel carpooling, solitamente, si ha a che fare con sconosciuti.

Ed è per questo motivo che nell’incipit di questo articolo abbiamo accennato alla diffidenza che a volte è il vero ostacolo alla diffusione di questa esperienza.

A prescindere da questa sfaccettatura culturale, come si entra in contatto con altri soggetti disposti a fare carpooling?

Negli anni sono nati diversi portali che mettono in contatto domanda e offerta di passaggi. Il più famoso è sicuramente BlaBlaCar, che ha ormai spopolato in diverse nazioni europee.

In pochi istanti ci si iscrive alle piattaforme di riferimento e si può avviare la ricerca del passaggio che fa al caso nostro in una data stabilita.

Allo stesso tempo ci si può registrare come “driver”, ovvero come un tizio che dispone di un auto e intende ricercare altri compagni per il suo viaggio.

Una volta concordato il passaggio, il driver comunica ai passeggeri orario e luogo dell’appuntamento e poi, via!

È evidente che il carpooling si presta soprattutto a spostamenti di medio e lungo raggio, laddove la ripartizione dei costi è conveniente per tutti i partecipanti.

Le occasioni per utilizzarlo possono essere davvero tante: recarsi ad eventi in città più o meno vicine, raggiungere altre località senza ricorrere ad aerei o treni, andare e tornare da lavoro giornalmente con altre persone che percorrono in parte o in toto la stessa tratta.

L’aspetto interessante è anche l’esperienza in auto: si conosce gente nuova, si chiacchiera durante il viaggio. Se non siete rimasti soddisfatti della compagnia avrete a disposizione un sistema di feedback per segnalare eventuali brutte esperienze o premiare chi ha condiviso piacevolmente il viaggio con voi.

Il prezzo del viaggio chi lo stabilisce? Ovviamente chi mette a disposizione l’auto. Ma state pur certi che risparmierete rispetto a viaggiare autonomamente e con il vostro mezzo privato.

Lasciatevi incuriosire da questa “mobilità” alternativa, andate a sbirciare su questi portali e magari prima o poi proverete anche voi. In tanti già lo fanno e altrettanti hanno già acquisito ottime reputazioni, quindi di loro vi potete fidare.

E non dimenticate che il carpooling non è il Car Sharing.

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