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Non era uno spogliarello ma tutti volevano vederla: Rosita e il cinema Vicari di Piana

A Piana degli Albanesi, il palco del Cinema Vicari un tempo è stato luogo di un certo tipo di eventi oggi considerati insoliti e anacronistici ma molto in voga in quegli anni

Mario Calivà
Scrittore e drammaturgo
  • 4 febbraio 2021

Il Cinema Vicari di Piana degli Albanesi negli anni '50

A Piana degli Albanesi (in provincia di Palermo) il palco del famoso Cinema Vicari un tempo è stato luogo di un certo tipo di eventi oggi considerati insoliti e anacronistici ma di voga negli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.

Lo storico proprietario del cinema, Paolo Li Cauli (ricordando i racconti del nonno Paolo Vicari, fondatore dell'omonimo cinema) ci parla di una donna, una certa Rosita, che due o tre volte l'anno veniva invitata al cinema, non per cantare o recitare ma per mostrare le sue fattezze. Non si trattava di uno spogliarello, ma la donna era molto famosa in tutta la Sicilia a causa della sua estrema obesità.

Rosita pesava più di duecento chili. Quando giungeva nei teatri dei paesini la gente lasciava a metà le proprie attività quotidiane per andare ad osservarla da vicino. In quel periodo, date le scarse possibilità economiche in cui versava gran parte della popolazione, era raro incontrare persone di un certo peso e quindi, il corpo di Rosita rappresentava qualcosa di straordinario che lasciava tutti a bocca aperta.



La gente si chiedeva, probabilmente, come ci si dovesse sentire con tutto quel grasso addosso e se il cibo settimanale di una famiglia normale fosse sufficiente per nutrire Rosita per un solo giorno. Quindi, per soddisfare la curiosità le persone versavano felicemente l'obolo.

Ma quando la gente osservava Rosita muoversi goffamente e con non poca difficoltà, presumibilmente tornava a casa un po' più soddisfatta della propria condizione fisica debilitata e faceva pace con la fame che attanagliava lo stomaco.

Con gli occhi di oggi, giustamente, potrebbe apparire ingiusto sfruttare i problemi di salute di qualcuno per rincorrere dio denaro. Ed è comprensibile la rabbia e l'indignazione che ne consegue. Tuttavia, in quel periodo era tutto normale.

Abbiamo incontrato Paolo Li Cauli il quale ci ha parlato della sua gestione del cinema iniziata nel 1953.

«Da quel periodo in poi la gente ha cominciato a venire a fiumi. E non solo per Rosita. I film erano ormai in sonoro. Ricordo i film di Giacomo Rondinella, che ebbero un grande successo. Di soldi ne giravano pochi, però la gente non mancava mai. Dopo il 1957 rimodernai il cinema, aumentai la capienza.

La gente veniva a passare il tempo. Molti venivano per imparare l’italiano. I miei compaesani uscivano di casa per venire a passare due ore al cinema. Non c’era altro. Quindi, a livello sociale ha avuto un compito importante. In quel periodo era l’unico passatempo. La gente veniva e si sentiva a casa. Forse meglio, perché al cinema dimenticava i propri problemi e faceva almeno due risate».

Ma c'è dell'altro.

Il Cinema Vicari, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha ospitato numerosi sfollati che avevano perso le loro case a seguito dei bombardamenti subiti dalla città di Palermo. Pare che Rosita appartenesse a una famiglia che proprio in quei mesi trovò rifugio dentro il cinema.

Purtroppo, oggi il cinema non svolge più la sua attività. Non a causa del Covid, poiché i suoi battenti sono chiusi da circa 30 anni. Il tempo logora la memoria, infatti sembra che tutti si siano dimenticati del ruolo sociale e culturale svolto dignitosamente dal Cinema Vicari per quasi un secolo.
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