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Orari, strumenti, metodi e (curiosità): è tempo di vendemmia in Sicilia, cosa c'è da sapere

Un tempo era un’attività che soprattutto i giovani facevano, spinti dai genitori magari (perché il lavoro era ed è tutt’ora impegnativo tra i filari), come esperienza di vita

Balarm
La redazione
  • 13 settembre 2021

I grappoli d'uva pronti per la vendemmia

Travagghiu di vinnigna, ti ‘signa, ti sgrigna, t’alligna e ti spigna”.

La saggezza popolare non sbaglia mai e duole, ai giorni d’oggi, constatare che questa antichissima tradizione sia quasi desueta tra i giovani che non abbiamo scelto la vita dei campi come professione.

Perché la vendemmia, un tempo, era un’attività che soprattutto i giovani facevano, spinti dai genitori magari (perché il lavoro era ed è tutt’ora impegnativo tra i filari), come esperienza di vita.

Si radunavano, infatti, nel periodo della raccolta dell’uva, periodo atteso con trepidazione, amici e parenti per lavorare insieme e condividere a fine lavoro cene e momenti conviviali (tipico di alcune zone dell’Isola era cuocere una pecora intera, con l’antica ricetta, da condividere poi tutti insieme).

Proprio in queste settimane in Sicilia è iniziata la raccolta di questi acini preziosissimi legati alla tradizione contadina e non solo. Per questo motivo vogliamo portarvi alla scoperta di alcune curiosità legate a questa attività.



I fattori che influenzano i periodi di raccolta

Forse vi sarete chiesti perché si vendemmia in diversi periodi, per la precisione da agosto ad ottobre: detto fatto. In Sicilia le uve a maturazione precoce, quelle utilizzate per produrre spumanti o quelle destinate ad alcuni passiti, che appassiranno sui graticci, si raccolgono tra agosto e settembre.

Tra settembre e ottobre si vendemmia la maggior parte dell’uva e, tra ottobre e novembre, in alcuni casi anche a dicembre, si raccolgono le uve a maturazione tardiva.

I modi di vendemmiare

Sostanzialmente, ai giorni d’oggi, esistono due tipi di raccolta dei grappoli: a mano, che sarebbe il metodo tradizionale, o meccanizzato, cioè con una macchina vendemmiatrice che aspira gli acini o scuote i rami.

Orari per procedere alla raccolta

Vi sarà capitato, passando tra le campagne, in questo periodo di sentire un gran brusio di sottofondo oppure vedere code di trattori in fila nei pressi di qualche cantina dell’entroterra.

Questo perché anche l’orario di raccolta influenza il risultato finale. Si procede solitamente molto presto, al mattino oppure alla sera: il momento ideale per evitare fermentazioni indesiderate.

C’è da sottolineare a tal proposito che, rispetto a decenni fa, per l’innalzamento delle temperature, la vendemmia si inizia circa un mese prima proprio per evitare la fermentazione anticipata.

Il passaggio fondamentali per una buona vendemmia

I contadini lo sanno bene: il primo passo, l’indispensabile, per assicurarsi una vendemmia di qualità è quello di portare in canina grappoli sani, non schiacciati né bagnati, prima che inizi il processo di fermentazione.

Qui, viene pulita e selezionata per dare avvio al processo di vinificazione.

Si può partecipare alla vendemmia pur non essendo dei contadini di professione

Proprio in virtù delle tradizioni che dicevamo prima alcune aziende agricole, da Nord a Sud, nel periodo di vendemmia offrono l’opportunità di partecipare alla raccolta, potendo coinvolgere anche i bambini in questa esperienza da tramandare e salvaguardare, soprattutto nella versione più tradizionale.

Tradizioni e strumenti antichi

Tra gli attrezzi della tradizione per la vendemmia di certo vanno citate le botti antiche, i vecchi recipienti che un tempo erano sacchi morbidi di stoffa, detti otre, che i contadini portavano in spalla (oggi sostituiti da bidoni in vetroresina).

Un ultimo nostalgico riferimento va fatto parlando del companatico che veniva dato ai contadini che lavoravano in vigna. Era costituito da sarde salate e cipolle o da formaggio, inoltre veniva garantito il pernottamento al podere e, la sera, un piatto di minestra.

La giornata cominciava e si concludeva lodando Dio, i vendemmiatori recitavano il rosario e subito iniziavano i canti e i balli per una o due ore, accompagnati da cembali, zufoli, pifferi e cornamuse.

Alla fine della vendemmia, il padrone regalava qualche grappolo d’uva da portare alle famiglie.
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