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"Orbite" arriva allo Spazio Franco: luogo di incontro tra creatività, cultura e arte

In attesa di Mercurio Festival, in programma a fine settembre, Spazio Franco continua a tracciare le nuove traiettorie del nostro tempo attraverso "Orbite"

Balarm
La redazione
  • 8 giugno 2026

In attesa del prossimo Mercurio Festival, la cui ottava edizione è in programma a fine settembre, Spazio Franco continua a tracciare le nuove traiettorie del nostro tempo attraverso Orbite: una nuova sezione del festival multidisciplinare - in programma dal 12 al 25 giugno 2026 - che nasce dal desiderio di collaborare e incrociare altre realtà festivaliere palermitane e siciliane, in uno continuo scambio di processi creativi culturali e artistici.

«"Orbite" è una nuova sezione del Mercurio Festival - spiega Giuseppe Provinzano, curatore del Mercurio Festival -. Più che un programma autonomo, è uno spazio di incontro che nasce dal desiderio di rafforzare il dialogo con altre realtà culturali e festivaliere di Palermo e della Sicilia, costruendo occasioni concrete di collaborazione, scambio e contaminazione tra artisti, linguaggi e comunità.

Ci piace pensare a "Mercurio" come a una piattaforma aperta, capace di generare relazioni oltre i confini del festival stesso, mettendo in connessione esperienze diverse ma accomunate da una stessa tensione verso la ricerca artistica e la partecipazione. Queste prime (di altre che vi saranno) collaborazioni raccontano un modo di intendere il lavoro culturale fondato sulla condivisione di visioni, competenze e risorse. In un tempo che tende a frammentare, crediamo sia importante costruire alleanze e immaginare percorsi comuni capaci di dare maggiore forza e continuità alle esperienze artistiche del territorio.

"Orbite" rappresenta quindi un primo movimento di avvicinamento alla prossima edizione di Mercurio Festival, che nelle prossime settimane svelerà ulteriori appuntamenti e nuove sorprese, confermando la propria vocazione a essere uno spazio multidisciplinare e contemporaneo di attraversamento, incontro e scoperta».

PROGRAMMA E BIGLIETTI
I biglietti sono acquistabili online sul sito di Mercurio Festival o fisicamente al botteghino dello Spazio Franco (Padiglione 18) ai Cantieri culturali alla Zisa la sera stessa degli spettacoli. Maggiori informazioni al numero 379 2876196.

Si comincia con il primo appuntamento - venerdì 12 e sabato 13 (alle 21.00) e domenica 14 giugno (alle 19.30), in collaborazione con Teatrialchemici Dadadàun, progetto teatrale inclusivo di Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi che firmano "Mezzi Sogni D’estate. Ovvero la crudelissima morte di Piramo e Tisbe" (costo biglietto: 6 euro).

Secondo capitolo della Trilogia della Luna ispirata a Shakespeare lo spettacolo - che arriva a Palermo dopo il debutto al Festival Orestiadi 2025 - si concentra sulla vicenda di una compagnia di “scomunicati” che, chiamati da Amleto con la scusa di dover mettere in scena La crudelissima tragedia di Piramo e Tisbe, rimangono preda degli spiriti in un sogno notturno di mezz’estate. L’intento riuscito è di farli cadere vittime del sentimento che da sempre conduce l’essere umano a vivere e morire per lui, l’Amore.

In collaborazione con Conformazioni Festival diretto da Giuseppe Muscarello, "Orbite" invita Stefania Tanzini, danzatrice, autrice e coreografa italiana, tra le più interessanti del panorama contemporaneo, Premio Ubu 2022 come Miglior performer Under 35. L’artista, nota per la sua ricerca sul corpo inteso come luogo di trasfigurazione e tensione, presenta - venerdì 19 giugno alle 21.15 - Studi per M / Madeleine, un progetto coreografico che indaga la relazione tra i luoghi e la figura umana approfondendo il rapporto tra corpo e ambiente (costo biglietto: 6 euro).

Tra gli spettacoli più attesi, c’è il ritorno in scena dopo il successo all’ultimo Mercurio Festival, di "Roberto Baggio" di Davide Enia giovedì 25 giugno alle 21.00 in collaborazione con il Festival “Palpitare di Nessi” (costo biglietto: 10 euro).

La pièce è un monologo scritto da Enia intervistando medici e infermieri di Emergency per raccontare di chi vive e lavora nelle zone di guerra, partendo dall’omonimia tra un medico anestesista e il calciatore. I gol di Roberto Baggio diventano metafore, spiragli di luce per ragionare e discutere sulle cose del mondo: la presenza del male, l’insensatezza della guerra, la fragilità del talento, la bellezza del gesto puro e assoluto.
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