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Palazzo Reale diventa un videogame: un viaggio virtuale tra storia e creature di altri tempi

Si tratta di un serious game, ossia di un gioco che spinge l’utente ad accrescere la propria cultura. Quindi non un gioco fine a se stesso. La protagonista dell’avventura è un' antropologa

Balarm
La redazione
  • 20 ottobre 2021

Un qānat di Palermo

Come conoscere la storia e giocare al tempo stesso, utilizzando la tecnologia più moderna: la risposta è nel progetto “Anna Belfiore - L’Intreccio dei qānat”, il gioco in realtà virtuale, che è un viaggio tra enigmi e insidie ambientata al Palazzo Reale di Palermo.

Il progetto, infatti, è frutto di una partnership tra la Fondazione Federico II e D-Service Italia, un’azienda siciliana innovativa, specializzata nel settore della realtà virtuale e aumentata, collaborazione nata nel segno della promozione e della conoscenza di uno dei siti museali più importanti e visitati al mondo, Palazzo Reale appunto.

La protagonista dell’avventura è l’antropologa Anna Belfiore (nome di fantasia) che si ritrova a viaggiare per scorci temporali e a confrontarsi con gli spettri e le creature di altri tempi imparando molto anche sul suo passato, il tutto calato in un gioco didattico ma anche emozionante, dall’alto impatto sensoriale.



Si tratta di un videogame che ha come fulcro il desiderio di conoscenza, di approfondimento utile approccio per risolvere gli enigmi che lo stesso propone. Il Palazzo non è riprodotto in modo didascalico ma è lasciato spazio alla creatività per stimolare il desiderio di conoscenza.

Con una trama accattivante la protagonista vive un viaggio che un’ avventura immaginaria e immaginifica attraverso leggende, cultura popolare, ricordi onirici e luoghi dal fascino secolare.

La protagonista si ritrova a viaggiare tra i ricordi confusi di entità che tramano nell’ombra. La logica e il ragionamento sono i protagonisti assoluti in un susseguirsi di indizi da scovare, enigmi da risolvere recuperando dati storici e artistici da riscoprire ed utilizzare per realizzare ulteriori step del gioco.

«Palazzo Reale è una meraviglia che non finisce mai di stupire. Con la Fondazione Federico II siamo riusciti in tre anni a rendere fruibili spazi, prima inaccessibili al pubblico, attraverso una ricerca continua e una progettualità sempre viva. Con questo videogame – dice Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II - sarà l’utente in prima persona a esplorare virtualmente lo spazio. Un modo per avvicinare le nuove generazioni alla storia del Palazzo e ai suoi contenuti culturali. Non un punto di arrivo ma l'inizio di un viaggio alla scoperta.

Si tratta di un serious game, ossia di un gioco che spinge l’utente ad accrescere la propria cultura. Quindi non un gioco fine a se stesso».

«La Fondazione Federico II tiene in considerazione anche i linguaggi contemporanei per narrare Palazzo Reale - spiega Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II - come leva per suscitare curiosità conoscitiva su uno degli attrattori culturali della nostra Isola.

In questo caso il videogioco diviene stimolo per approfondire la conoscenza per risolvere enigmi e per conoscere leggende e narrazioni della nostra tradizione. Il gioco elettronico non sostituisce i libri, i documentari ma contribuisce a suscitare l’interesse per la storia. L’arte e la cultura non sono confinati dentro le mura di Palazzo Reale ma si esprimono sotto forma di un’avventura coinvolgente ricca di enigmi e misteri e calata in luoghi suggestivi ricchi di storia e di bellezza».

“Anna Belfiore - L’Intreccio dei qanat” è studiato per Oculus Quest 2, HTC VIVE e Oculus Rift e una versione preliminare verrà distribuita su Oculus Store e Steam, oltre che al bookshop di Palazzo Reale. Il titolo si propone di essere il primo di una serie di giochi ambientati nel territorio siciliano.

Il videogame è prodotto, in Sicilia, da D-Service Italia, una giovane start-up, nata nel 2012, nel settore ICT e nelle new technologies, all’avanguardia nell’impiegare tutte le tecnologie disponibili sul mercato, e ad inventarne di nuove.

«Tra i nostri obiettivi – sottolinea l’amministratore delegato di D-Service Italia, Arduino Leone – c’è quello di raccontare i beni culturali e le destinazioni turistiche attraverso soluzioni tecnologiche moderne ed altamente avanzate coma la realtà aumentata e la realtà virtuale.

Condividere il patrimonio artistico e monumentale della nostra Sicilia attraverso un videogame in realtà virtuale è una logica nuova e dinamica: questa è la nostra mission. Anna Belfiore è un progetto della D-Service Italia che punta ad ampliare la riconoscibilità del brand “Palazzo Reale” attraverso un’esperienza videoludica.

La Fondazione Federico II ha sin da subito accolto l’idea-chiave di questo nostro approccio e ha costruito un modello di collaborazione che può diventare una best practice».
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