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Palermo e i pomeriggi passati da Ellepì: "Era uno dei negozi di dischi più forniti da Roma in giù"

Storia di uno «scrigno prezioso». Punto di riferimento per intere generazioni che, forte della varietà della sua offerta, raccoglieva la clientela più disparata

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 22 febbraio 2021

Le indimenticabili buste di Ellepì dischi a Palermo

«Passavamo da Ellepì interi pomeriggi. Eravamo un gruppo di amici e trovavamo in Alba il nostro punto fermo per incontrarci e socializzare parlando di tante cose, anche di musica. Che bei ricordi!». Ogni tanto su Facebook partono i momenti amarcord, spunta la foto di una delle più belle vetrine natalizie interamente dedicata ai Beatles dello storico negozio di dischi di Palermo ed esplode nei commenti la commozione e la nostalgia dei clienti di allora.

«Con Alba eravamo ormai amici… io, mia sorella e altri ragazzi andavamo spesso nel suo prestigioso negozio, apposta da Cefalù». E ancora «Che scrigno prezioso Ellepi», «bastava canticchiare il motivo e la signora Alba trovava subito il disco».
La signora Alba è Alba D’Accardi, descritta come “una quasi enciclopedia umana”, lavorava come commessa di “Ricordi”, la storica catena di negozi di dischi che a Palermo aveva sede sotto i portici di via Ruggero Settimo.



Nel 1973, con la sua immensa cultura musicale fornita dalla passione e dall’esperienza, e con la collaborazione di due giovani amici Gianni Di Pisa (che diventerà successivamente socio di “Master”) e Gaetano Milazzo (che poi aprirà “Track Dischi”) dà vita a un suo negozio in via Messina 4/A che passa alla storia e diventa una vera istituzione per gli amanti della musica in città.

«Ellepi non era solo un negozio era un posto di aggregazione», racconta Monica Blake, figlia di Alba cresciuta a pane e vinili, sempre lì come presenza fissa dal 1986 insieme al cugino Fausto D’Accardi, altra guida per gli appassionati di musica di cui tutta Palermo ha pianto la scomparsa qualche anno fa, fino alla chiusura. All’inizio dell’attività gli articoli principali che costituivano il negozio erano, manco a dirlo, gli ellepi, i vinili a 33 giri, e i 45 giri. Poi c’erano le cassette musicali, stereo7 e stereo8.

Era un punto di riferimento a Palermo che, forte della varietà della sua offerta, raccoglieva la clientela più disparata, dai ragazzini che lì si radunavano per parlare di musica ai cultori del jazz, fino agli appassionati di musica classica e operistica. Alba li conosceva tutti e di ciascuno sapeva gusti e ricordava acquisti.

«Negli anni Ottanta entrano in squadra due giovani che portano una ventata di aria nuova e introducono una clientela ancora più vasta - racconta Monica. - Sono Marcello Mandreucci e Fabrizio Puccio. Facevano anche programmi in radio private, passavano la musica di Ellepi e crescevamo parallelamente.

Poi abbiamo iniziato a collaborare con altre radio e tv locali. Fornivamo loro i dischi e sceglievamo le sigle dei programmi come "Io vedo CTS", con Ferruccio Barbera e Marcello Mordino, o radio indimenticabili come Radio Pal, Radio Cinema o Radio Studio Sicar».

Nel 1977 un’altra geniale intuizione contribuisce alla popolarità di Ellepì, dura pochi anni ma risulta determinante: nasce a Mondello Ellepì Mare che vive nelle stagioni estive e, grazie a un accordo con la società Mondello Italo Belga, la musica del negozio viene trasmessa in spiaggia.

Poi c’erano gli eventi che portavano i cantanti in città. «Ricordo un sabato pomeriggio con Gianni Morandi e Red Ronnie - racconta ancora Monica. - Gli incontri con Carboni, con Barbarossa, con Massimiliano Pani, il figlio di Mina, e tantissimi altri». Tutto ciò che ruotava attorno alla musica a Palermo in quel periodo aveva Ellepì come cardine.

L’avvento dei CD cambia il supporto fisico di ascolto della musica ma anche la quantità di articoli in negozio. Lo store di via Messina comincia a diventare troppo stretto e nel 1992 Ellepì si trasferisce in via Libertà. «Li è cambiato quasi tutto, i metri quadri innanzitutto, il personale, gli acquisti e le vendite tranne una cosa: il rapporto con i clienti - ricorda ancora Monica. - Quelli erano gli anni d'oro della musica ed Ellepì era il negozio di dischi più grande e fornito da Roma in giù».

Come ricordano bene tutti i clienti, c’era una scheda di affiliazione molto apprezzata: lì venivano caricati gli acquisti per poi ricevere un omaggio a propria scelta. Da Ellepì si andavano a comprare con gli amici i biglietti per i concerti che si tenevano in città, in Sicilia e in tutta Italia.

Il resto è storia nota, Internet ha segnato la fine dei tanti negozi di dischi nati in quegli anni in tutti i quartieri di Palermo, e ha cambiato il volto della città. Così sulla vetrina di Ellepì è apparsa la dolorosa scritta “Svendita totale per cessazione attività” e il 31 marzo del 2008 la saracinesca di Ellepì si è abbassata.

Rimangono nella memoria di Monica i “pizzini” dei clienti con gli pseudo-titoli da indovinare, le canzoni fischiettate per risalire al disco giusto come un’app Shazam ante litteram, la nostalgia di chi si è sentito orfano di un rifugio e che ancora oggi, chiede a Monica di riaprire.
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