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Per chi pensa ai regali proprio all'ultimo minuto: la Sicilia in 5 libri da non perdere

A Natale vuoi stupire un amante della lettura ma non hai idea di cosa mettere sotto l’albero? Ecco le nostre proposte per idee regalo originali, perfette per tutti

Balarm
La redazione
  • 23 dicembre 2023

C'è chi li ha già conclusi e chi invece penserà ai regali di Natale proprio all'ultimo secondo, magari facendo i migliori acquisti proprio all'ultimo secondo.

Insomma, manca poco al 25 dicembre, il giorno di Natale, e per chi è a corto di idee e vuole un piccolo aiuto abbiamo pensato a chi è alla ricerca di idee regalo per gli amanti dei libri.

Ecco 5 proposte che parlano di Sicilia, tutti "al femminile".

1. La saga dei Florio: L'Inverno dei Leoni e I Leoni di Sicilia, di Stefania Auci

Per la prima volta riuniti in uno splendido cofanetto, i due volumi della Saga dei Florio, uno dei più grandi fenomeni editoriali degli ultimi anni.

Intrecciando il percorso commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana, Stefania Auci racconta la parabola – esaltante e terribile, gloriosa e tragica – di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo.
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E ci mostra perché, dopo tanti anni, i Florio continuano a vivere, a far battere il cuore di un'isola e di una città. Unici e indimenticabili. La Saga dei Florio comprende: I Leoni di Sicilia e L’inverno dei Leoni. Contiene le cartine di Palermo all'epoca dei Florio.

2. Il conto delle minne, Giuseppina Torregrossa

Ogni anno nonna Agata vuole accanto a sé la nipote Agatina per insegnarle i segreti dei dolci in onore della Santa di cui entrambe portano il nome. Mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le "minne", la nonna racconta il martirio della Santuzza, cui il crudele console Quinziano, non sopportando di sentirsi respinto, fece tagliare le mammelle.

La drammatica vicenda rivela una delle regole del mondo maschile: "... devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane". Parte da qui il "cuntu", il racconto, della storia di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie.

Per ciascuna di loro, fino alla piccola Agatina che dovrà diventare grande, le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell'orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa.

3. La festa dei morti, Emma Dante

Le cinquanta favole che formano il libro sono state d’ispirazione per moltissimi lavori successivi. Favole, racconti, romanzi, film e film d’animazione hanno fatto sì che la fama e l’interesse per quest’opera non cessassero mai.

Emma Dante lavora da tempo sul testo di Basile per i suoi spettacoli teatrali, da questo suo interesse nasce “Chi sputa in cielo, gli torna in faccia”, tre novelle tra le più belle – “La scortecata”, “Pupo di zucchero” e “La chicchinella” – rilette, tradotte e reinterpretate da una grande autrice in grado di renderle accessibili a tutti, senza perdere la forza e l’irriverenza del linguaggio originale.

Un ulteriore profondità e valore al libro lo danno le splendide illustrazioni di Maria Cristina Costa, che torna a lavorare con Emma Dante “E tutte vissero felici e contente”. Il segno caratteristico di Maria Cristina Costa, il suo amore per le storie e per i dettagli danno al libro un’ulteriore dimensione e un fascino difficile da dimenticare.

4. La Mennulara, Simonetta Agnello Hornby

Una grande storia siciliana oggi ancora più ricca di fascino e dettagli: una gioia per i lettori che hanno amato La Mennulara – oltre un milione di copie vendute, tradotto in tutto il mondo –, un’occasione per i lettori che ancora non hanno incontrato questo classico contemporaneo.

Da quando La Mennulara fu data alle stampe nel 2002, Simonetta Agnello Hornby ha sempre pensato che sarebbe ritornata sul romanzo per un ulteriore lavoro di approfondimento e per aggiungere quelli che da allora ha chiamato “i capitoli perduti”, ovvero pagine andate effettivamente perdute ma popolate di immagini rimaste incise nella sua memoria: quelle pagine inedite sono state finalmente ricostruite e ora rafforzano la macchina della storia, l’atmosfera della narrazione, i profili di alcuni personaggi.

Roccacolomba, Sicilia, 23 settembre 1963. È morta la Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo, domestica della famiglia Alfallipe, del cui patrimonio è stata da sempre – e senza mai venir meno al ruolo subalterno – oculata amministratrice.

Tutti ne parlano perché si favoleggia della ricchezza che avrebbe accumulato, forse favorita dalle relazioni con la mafia locale. Tutti ne parlano perché sanno e non sanno, perché c’è chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine. In questa nuova edizione, interamente rivista dall’autrice, la Mennulara è più sensuale, crescono gli affondi di atmosfera e gli agganci alla società siciliana dei primi anni sessanta.

La spirale di commenti, post mortem, sulla buona o sulla mala condotta della Mennulara – vero motore della narrazione – si avvale di alcune voci in più, a sostegno della complessità psicologica della protagonista e della società in cui agisce.

5. Paradiso siciliano. La saga dei vulcani, di Palma Pellegrini Torre

È una piovosa giornata di ottobre del 1948 quando a Stromboli approda una giovane donna. Il suo nome è Ada Vittoria Valeri, e viene da Milano per ricoprire l'incarico di maestra elementare. Con sé porta solo una grossa valigia e un segreto altrettanto grande nel cuore. Nella piccola comunità di pescatori e contadini dell'isola, la presenza di una donna sola, attraente, suscita sussulti e dicerie.

Poi, una notte di primavera, mentre da Iddu, il vulcano, rimbomba l'urlo delle viscere della terra, dalla casa della maestra sale un grido lancinante. Qualcuno dei vicini accorre, forza la porta e... Quel che si scoprirà è solo il primo, strabiliante colpo di scena di una storia straordinaria, che davvero non è ancora cominciata. Perché intanto la vita dell'isola viene travolta dall'invasione di un pacifico esercito che da lì a poco attirerà l'attenzione del mondo intero.

Guidata da Roberto Rossellini, l'artefice di pellicole immortali come Roma città aperta e Paisà, è sbarcata a Stromboli una troupe per girare quello che già si annuncia come il nuovo capolavoro del genio del neorealismo.

Il set è anche sfondo dell'amore tra il maestro e la sua attrice principale, Ingrid Bergman, la musa bionda di Alfred Hitchcock e la stella del film più celebre dell'epoca d'oro di Hollywood, Casablanca. Un amore che suscita scandalo ovunque quello tra il regista italiano e l'attrice svedese, perché i due sono entrambi sposati e perché Rossellini per la Bergman ha appena lasciato un'altra diva, vulcanica e amatissima: Anna Magnani.

Un tradimento doppio per la passionale Anna, che è a pezzi e non fa niente per nasconderlo. Che ribolle di gelosia e di rabbia. Che medita e prepara la sua dolente vendetta. Nel giro di poche settimane, infatti, sulla vicina isola di Vulcano cominceranno le riprese dell'omonimo film prodotto dalla nuova società del principe siciliano Francesco Alliata di Villafranca, la Panaria, un kolossal che vedrà proprio la Magnani come protagonista.

Sarà «La guerra dei vulcani»: una corsa contro il tempo per due film l'uno contro l'altro armati e sempre più attesi. I paparazzi si trasferiscono in massa nelle Eolie, rimbalzando da un'isola all'altra, da un set all'altro: quell'estate, la torrida estate siciliana del 1949, al di là e al di qua dell'oceano non si parla d'altro. Ecco, ora i protagonisti sono sulla scena - quasi tutti, almeno - e la storia può davvero cominciare.
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