Pinete, colate laviche e "crateri spenti": com'è camminare sull'Etna in primavera
Suggestiva è la Grotta Cassone, un tunnel lavico da esplorare, per non parlare del Bosco della Cerrita, della Grotta di Piano della Noce e del Bosco Ragabo. Il tour
Un'escursione sull'Etna in primavera
C’è qualcosa di profondamente diverso nel salire sull’Etna in primavera. Non è solo una questione di clima o di colori, ma di ritmo. La neve è quasi scomparsa, le piste da sci chiuse e il vulcano sembra rallentare. È in questa stagione che le escursioni diventano un’esperienza più intima, quasi personale, lontana dalla frenesia invernale. Sui sentieri del Monte Etna, la primavera offre una varietà sorprendente. Si parte spesso da quote più basse, dove i boschi di querce e castagni iniziano a risvegliarsi, e si attraversano paesaggi che cambiano nel giro di pochi chilometri.
Camminando, si passa dal verde tenero delle nuove foglie al nero profondo delle colate laviche, ancora segnate da crepe e forme irregolari. È come sfogliare un libro geologico a cielo aperto. Le escursioni più accessibili sono perfette anche per chi non è un esperto.
Sentieri ben segnati conducono verso i cosiddetti “crateri spenti”, piccoli coni vulcanici ormai silenziosi, dove si può camminare lungo i bordi e osservare il paesaggio dall’alto. I percorsi che si possono percorrere sul Monte Etna sono diversi ma tutti caratterizzati da pinete, colate laviche e paesaggi sorprendenti come nel cuore di Etna Nord, a Piano delle Quaglie, sulla Schiena dell'Asino e sulla Valle del Bove.
Suggestiva è la Grotta Cassone, un tunnel lavico da esplorare, per non parlare del Bosco della Cerrita, della Grotta di Piano della Noce e del Bosco Ragabo uno dei più belli dell'Etna Nord. Sono diverse le attività che si possono svolgere sul Monte Etna ad esempio, nella Grotta Corruccio è possibile lasciarsi andare ad una sessione di yoga mentre chi vuole vivere l’adrenalina potrà continuare l’escursione su di un quad, mentre tanti scelgono di degustare un buon vino osservando il tramonto sull’Etna.
Qui il silenzio è quasi totale, interrotto solo dal vento o dal rumore dei passi sulla terra vulcanica, leggera e friabile sotto le scarpe. In primavera le temperature sono ancora miti e permettono di affrontare percorsi più lunghi senza l’afa estiva.
Le guide raccontano il vulcano, lo spiegano, lo rendono vivo in ogni dettaglio. Uno degli aspetti più affascinanti delle escursioni primaverili è la luce. Le giornate si allungano, ma non sono ancora abbaglianti come in estate. Questo permette di camminare con calma, fermarsi spesso, osservare. I contrasti tra la neve residua e la roccia scura creano scenari quasi irreali, mentre più in basso iniziano a comparire fiori spontanei che resistono su un terreno apparentemente ostile.
E poi c’è la sensazione, difficile da descrivere, di trovarsi su qualcosa di vivo. L’Etna non è una montagna qualsiasi ed ogni passo è sopra strati di storia recente, a volte recentissima. Durante le escursioni si incontrano colate che hanno pochi anni, ancora prive di vegetazione, accanto a zone dove la natura ha già ripreso il sopravvento.
Questo continuo dialogo tra distruzione e rinascita è ciò che rende ogni camminata diversa dalla precedente. In primavera, tutto questo si percepisce meglio. Meno persone, meno rumore, più spazio per ascoltare. Camminare sull’Etna in questa stagione non è solo un’attività all’aria aperta in quanto è un modo per entrare in contatto con un paesaggio che cambia, respira e si trasforma sotto i propri occhi. E forse è proprio questo il motivo per cui, una volta tornati a valle, resta la sensazione di aver visto qualcosa di raro, difficile da replicare altrove.
Camminando, si passa dal verde tenero delle nuove foglie al nero profondo delle colate laviche, ancora segnate da crepe e forme irregolari. È come sfogliare un libro geologico a cielo aperto. Le escursioni più accessibili sono perfette anche per chi non è un esperto.
Sentieri ben segnati conducono verso i cosiddetti “crateri spenti”, piccoli coni vulcanici ormai silenziosi, dove si può camminare lungo i bordi e osservare il paesaggio dall’alto. I percorsi che si possono percorrere sul Monte Etna sono diversi ma tutti caratterizzati da pinete, colate laviche e paesaggi sorprendenti come nel cuore di Etna Nord, a Piano delle Quaglie, sulla Schiena dell'Asino e sulla Valle del Bove.
Suggestiva è la Grotta Cassone, un tunnel lavico da esplorare, per non parlare del Bosco della Cerrita, della Grotta di Piano della Noce e del Bosco Ragabo uno dei più belli dell'Etna Nord. Sono diverse le attività che si possono svolgere sul Monte Etna ad esempio, nella Grotta Corruccio è possibile lasciarsi andare ad una sessione di yoga mentre chi vuole vivere l’adrenalina potrà continuare l’escursione su di un quad, mentre tanti scelgono di degustare un buon vino osservando il tramonto sull’Etna.
Qui il silenzio è quasi totale, interrotto solo dal vento o dal rumore dei passi sulla terra vulcanica, leggera e friabile sotto le scarpe. In primavera le temperature sono ancora miti e permettono di affrontare percorsi più lunghi senza l’afa estiva.
Le guide raccontano il vulcano, lo spiegano, lo rendono vivo in ogni dettaglio. Uno degli aspetti più affascinanti delle escursioni primaverili è la luce. Le giornate si allungano, ma non sono ancora abbaglianti come in estate. Questo permette di camminare con calma, fermarsi spesso, osservare. I contrasti tra la neve residua e la roccia scura creano scenari quasi irreali, mentre più in basso iniziano a comparire fiori spontanei che resistono su un terreno apparentemente ostile.
E poi c’è la sensazione, difficile da descrivere, di trovarsi su qualcosa di vivo. L’Etna non è una montagna qualsiasi ed ogni passo è sopra strati di storia recente, a volte recentissima. Durante le escursioni si incontrano colate che hanno pochi anni, ancora prive di vegetazione, accanto a zone dove la natura ha già ripreso il sopravvento.
Questo continuo dialogo tra distruzione e rinascita è ciò che rende ogni camminata diversa dalla precedente. In primavera, tutto questo si percepisce meglio. Meno persone, meno rumore, più spazio per ascoltare. Camminare sull’Etna in questa stagione non è solo un’attività all’aria aperta in quanto è un modo per entrare in contatto con un paesaggio che cambia, respira e si trasforma sotto i propri occhi. E forse è proprio questo il motivo per cui, una volta tornati a valle, resta la sensazione di aver visto qualcosa di raro, difficile da replicare altrove.
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