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Piste ciclabili (fantasma) e dove trovarle: il caso delle "corsie promiscue" a Palermo

Chi percorre via Goethe a Palermo in questi giorni potrebbe pensare a un errore o a un lavoro lasciato a metà: ecco che è successo e cosa dice la Consulta delle Biciclette

Alice Marchese
Giornalista
  • 16 gennaio 2026

Chi percorre via Goethe a Palermo in questi giorni potrebbe pensare a un errore o a un lavoro lasciato a metà: di recente è "spuntato" sull'asfalto il simbolo inconfondibile che richiama la pista ciclabile, ma senza delimitazioni o cordoli. La domanda sorge spontanea e ci si chiede se effettivamente sia una ciclovia da ultimare o un segnale di partenza dei lavori di una nuova ciclabile proprio a pochi passi dal tribunale.

In passato questi pittogrammi che raffigurano la bicicletta su strada a Palermo hanno rappresentato la "corsia promiscua", ovvero un tratto della via che possono percorrere sia biciclette che mezzi di trasporto pubblico locale. Una condizione che recentemente, secondo le norme di circolazione, ha subito dei cambiamenti.

«Il nuovo codice della strada ha recentemente vietato l'istituzione di nuove corsie promiscue tra trasporto pubblico locale e biciclette, però rimangono legali e vigenti le corsie precedentemente istituite come promiscue - racconta a Balarm il presidente di VIII Circoscrizione Marcello Longo -. A Palermo ce ne sono tante, anche in via Puglisi Bertolino e quella di via Goethe».

Gli scatti (quello di via Goethe di sera è di Marco Negrì del "Gruppo Urbanistica e Mobilità Sostenibile per Palermo") sono inequivocabili e uno sguardo attento noterà la segnaletica verticale nascosta tra gli alberi: «Il cartello verticale c'è da tempo, ma non veniva manutenzionata la segnaletica orizzontale relativa alla corsia preferenziale - dichiara Dario Stellino, portavoce della Consulta delle Biciclette del Comune di Palermo -.

Da tempo noi come Consulta delle biciclette abbiamo sollecitato (e continuiamo a farlo) il Comune di Palermo e Amat per il rifacimento della segnaletica orizzontale, forse qualcosa si sta muovendo perché è stata abbandonata per anni. Prima c'era anche la linea gialla che delimitava la corsia per le auto da quella preferenziale degli autobus, ma è scomparsa e chiediamo che venga ripristinata perché è davvero pericoloso, oltre al caos che si genera».

Quel tratto in particolare di via Goethe è ostaggio del traffico e inevitabilmente i veicoli ostruiscono la vista del simbolo della ciclabile sull'asfalto e il cartello resta un ricordo, tranne per chi lo nota perché illuminato dai fari della sua stessa auto. Perché purtroppo lì (come in gran parte della città), l'illuminazione pubblica scarseggia e si brancola nel buio.

Pochi giorni fa è stata rifatta anche in via Duca della Verdura e sono evidenti, anche se un po' sbiadite, le strisce bianche e gialle che delimitano la corsia.

Ma non solo lì: «Le corsie promiscue sono in gran parte della città. Parte da piazza Sturzo fino a piazza Don Bosco, molto difficile da gestire e anche pericoloso. In particolare in via Marchese di Villabianca c'è una situazione disastrosa: la corsia preferenziale promiscua con un minimo di 12 auto parcheggiate in doppia fila e ovviamente i ciclisti sono costretti a immettersi nella corsia principale, stessa cosa per gli autobus. Una sosta selvaggia di cui tutti ne pagano le conseguenze.

Anche in via Dante in direzione verso il Politeama perché a salire c'è pista ciclabile, ma anche in corso Tukory, viale Strasburgo, via Empedocle Restivo, via Dalla Chiesa e via Del Giardino sono presenti le piste ciclabili promiscue. A breve dovrà essere necessario il nuovo tracciamento delle linee che delimitano le corsie bianche e gialle e noi continuiamo a sollecitare».

Abbiamo chiesto all'assessore Maurizio Carta di più sulle corsie promiscue, ma attendiamo una replica.

Nel frattempo se tutto procede, entro la fine del 2026 Palermo avrà le sue piste ciclabili. Un nuovo cantiere è stato avviato il 7 gennaio in via Cosimo Aleo e via Nina Siciliana, a pochi passi dal parcheggio degli Emiri: un'opera che punta a promuovere la mobilità sostenibile in un'ampia parte del capoluogo.

Secondo l'ordinanza dell'Ufficio Traffico del Comune n.1860 del 5 dicembre 2025, è stato dato il via ai lavori per la realizzazione delle ciclovie: da corso Calatafimi a piazza Turba, da via Papireto a corso Finocchiaro Aprile e ancora, da via Paolo Paternostro a via Monti Iblei.

A eseguire i lavori è la Ditta Camedil Costruzioni, obbligata ad allestire i cantieri impegnando metà carreggiata per volta e in due periodi distinti e separati al fine di garantire sempre e comunque la circolazione stradale specialmente quella del trasporto pubblico locale (autobus, tram e pullman).

È una Palermo che sta cambiando e che spesso fa fatica a cambiare e la mobilità sostenibile non può vivere di simboli isolati o di corsie invisibili, nascoste dal traffico e dall’incuria, ma forse qualcosa si sta muovendo.
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