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Qui si prendono cura dei grani siciliani dal 1927: la Banca del germoplasma nel bosco di Santo Pietro

La Stazione sperimentale di granicoltura in cui si trova "la banca" conserva circa 300 tipi di semi diversi, un importante avamposto della salvaguardia della biodiversità siciliana

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 11 aprile 2021

Si trova all'interno dell’antico bosco di Santo Pietro, a Caltagirone, ed è uno dei più importanti centri di conservazione e studio delle varietà di grano (e non solo)

La "Stazione sperimentale di granicoltura per la Sicilia" è stata costruita nel 1927, conserva il germoplasma di molte varietà storiche di cereali e legumi e si occupa del loro miglioramento genetico con una particolare attenzione all'agricoltura in climi aridi, com’è quello siciliano. La sperimentazione poi continua nei campi circostanti, dove vengono coltivate le diverse varietà.

Da un po' di anni tutti abbiamo iniziato a parlare di grano di Tumminia o Russello, a sceglierli per l'impasto delle pizze e conoscerne il valore, a riconoscerne le caratteristiche nutrizionali ma soprattutto organolettiche come superiori rispetto ai prodotti di importazione e, dal punto di vista salutistico, l'assenza di micotossine.

Ma non è sempre stato così e la Stazione sperimentale di granicoltura ha rappresentato un importante avamposto della salvaguardia della biodiversità siciliana.



All'inizio della sua istituzione un ricercatore che era anche il direttore dell'ente, Ugo de Cillis raccolse e catalogò la biodiversità di quel momento. Venne fuori un libro in cui sono descritte sia morfologicamente che anche da un punto di vista merceologico e di adattabilità ambientale circa una cinquantina di varietà di frumento che erano in particolari luoghi della Sicilia. Da qualche anno gli agricoltori hanno cominciato a desiderare di coltivare di nuovo quelle varietà per caratterizzare i loro prodotti e il materiale raccolto allora è stato utilissimo a questo scopo.

«Oggi la Stazione sperimentale conserva nella “Banca del germoplasma” circa 300 tipi di semi diversi - spiega uno dei tecnici della struttura Nello Blangiforti. - Di questi molti sono stati reperiti negli ultimi anni nei cinque ambienti caratteristici ella sicilia: alta montagna, alta collina, collina, pianura e pianura sud insulare e costiera.

Attraverso questa Banca del germoplasma la stazione nel passato recente ha donato poche centinaia di grammi agli agricoltori che li hanno reintrodotti nei propri campi».

All'interno della Stazione sperimentale di granicoltura praticamente, oltre a diversi laboratori di analisi, ci sono delle celle dove viene conservato il patrimonio raccolto in tutta l'isola.

Più di 50 varietà di frumenti antichi siciliani sui quali si stanno intraprendendo attività di filiera corta che consentono la loro valorizzazione. Attorno invece ci sono 65 ettari coltivati a frumento, leguminose e maggese, la classica rotazione triennale che è anche la migliore che si può applicare in Sicilia.

Il Simeto, la varietà di grano più coltivata in Italia e nel bacino del Mediterraneo, è frutto di un lavoro di miglioramento genetico svolto proprio qui negli anni Ottanta, e concluso nel 1989 con la registrazione della varietà.

Oggi la Stazione sperimentale di granicoltura per la Sicilia è impegnata in un lavoro di ricerca sulle varietà di canapa, per la realizzazione di una filiera della Canapa in Sicilia, ad uso alimentare, tessile e tecnico, che vede lo storico Molino Crisafulli come soggetto capofila del progetto “SEMinCANTA, dal SEMe di CANapa alla TAvola" e vuole porre le basi per le corrette pratiche agronomiche e per la migliore gestione e trasformazione del seme di canapa.
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