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Se ne va ma lascia la sua arte a Palermo: l'addio di Uwe, l'artista della Vucciria

Da quando è arrivato fino alla recente partenza, la storia dell'artista austriaco Uwe Jaentsch è fatta di polemiche, politica, costume e centro storico di Palermo

Sofia Li Pira
Contemporary Art Lover
  • 3 maggio 2018

L'artista austriaco Uwe Jaentsch (foto Marcello Mussolin)

Arrivato dalla Mittleuropa negli ultimi anni Novanta, Uwe Jaentsch, è noto per aver fatto delle piazze della Vucciria lo spazio fisico per la propria comunicazione, regalando un nuovo volto a quei luoghi, trasformando letteralmente i suoi ruderi e dando luce e anima a quelle spoglie dimenticate.

La sua istallazione "Uwe Ti Ama" con la celebre croce realizzata nel 2007 sulla facciata del palazzo Mazzarino è diventata un vero e proprio brand della Vucciria che da allora iniziò ad attrarre artisti, registi e fotografi italiani e stranieri, turisti ma anche gli stessi cittadini palermitani per lungo tempo lontani da piazza Garraffello.

Ciò che è accaduto in seguito è cronaca, con il programma ambizioso ma ormai concreto di una quindicina di cittadini palermitani che hanno investito nell’acquisto dei palazzi della piazza: Palazzo Rammacca, Palazzo Sperlinga e Palazzo Mazzarino.

Qui incontrai Uwe due anni fa per visitare la "Stanza di Compensazione" allestita nella sua casa-studio: pochi metri quadri che racchiudevano l’essenza del lavoro e della storia dell’artista.

Sul soffitto l’affresco delle delicate "rose di Uwe" che nel 1999 furono il primo intervento realizzato in piazza Garraffello; sulle pareti le "Icone di Palermo", ventisei ritratti degli ultimi commercianti dell’antico mercato; e poi c’erano le donne della Vucciria in “Apocaliptic Rider” una tavola di smalto su legno rappresentante uno scenario apocalittico inquietante, realistico e visionario al tempo stesso sullo sfondo dei Quattro Canti di Palermo.

La stanza di Compensazione così come l’ho conosciuta, oggi non esiste più, trasformata attraverso un lavoro lungo i 144 giorni di “occupazione abusiva” dell’appartamento dove ha vissuto per oltre quindici anni insieme alla compagna Lanza di Scalea, e oramai passato a nuovi proprietari.

A Palazzo Mazzarino rimane l’ultima opera pubblica intitolata La bellezza di fregare: istallazione realizzata il 24 aprile 2018, e legata all’opera “Uwe Ti ama” sulla facciata del palazzo: le due poltrone dove sedevano Uwe e Costanza sotto il soffitto dipinto di nero che ha coperto le rose della Stanza di Compensazione, e un vecchio casco per capelli.

Un’opera realizzata a Palermo e per Palermo, come tutte le altre dell’artista e che Uwe si augura sopravviva alla ristrutturazione, restando aperta e visitabile.

«Regalo quest’ultima mia opera a Palermo - spiega Uwe - ma se verrà distrutta, allora in quel caso chiederò il pagamento della multa. Se la stanza di compensazione diventerà l’ennesimo bed and breakfast sotto la scritta Uwe ti ama, allora non ci sto».

A tutela dell’opera, stimata per un valore di centomila euro, due legali esperti in diritto d’autore Valerio D’Antoni e Fabio Macaluso.

Una difesa che non è soltanto la tutela di sè stesso e della propria opera, ma che mira puntare i riflettori sull’importanza dell’arte pubblica in una città come Palermo dove sarà sicuramente necessario pianificare un piano di interventi per integrare il nuovo progetto di riqualificazione nel tessuto urbano dello storico quartiere popolare.

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