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Si chiama "Bolognese" ma le le sue origini sono siciliane: uno dei "pezzi" più amati di Catania

È sufficiente dare una sbirciata ai vari bar della città e rendersi conto coi propri occhi di come la gente del posto si fiondi lì dentro per degustare gli irresistibili “pezzi” dello street food locale

Livio Grasso
Archeologo
  • 25 maggio 2022

La Bolognese di Catania

Inutile dire che la tavola calda è una componente tipica e caratteristica della tradizione culinaria catanese. Chi vive a Catania, infatti, è ben consapevole di quanto appena premesso. Per capire di cosa stiamo parlando, sarebbe più che sufficiente dare una sbirciata ai vari bar della città e rendersi conto coi propri occhi di come la gente del posto si fiondi lì dentro per degustare gli irresistibili “pezzi” dello street food locale.

Le specialità che vengono quotidianamente propinate, oltre ad essere parecchio invitanti, sono davvero numerose. Basti pensare, tanto per fare un rapido esempio, ad arancini, pizzette, bombe fritte, le tanto amate cipolline, le diavole, le bolognesi e altro ancora. Fatta questa breve panoramica, estraiamo dal vasto repertorio delle leccornie appena riportate proprio la “Bolognese”. Sicuramente, un catanese doc l’avrà assaporata almeno una volta nella vita. In molti credono sia una prelibatezza di tutt’altra località, ma, che ci crediate o meno, le sue origini sono puramente siciliane.
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Alcuni, però, potrebbero chiedersi il perché del soprannome “Bolognese”, che a tutto farebbe pensare fuorché a un appellativo appartenente alla nostra cultura. In effetti, il nomignolo che le è stato attribuito parrebbe una nota fuori posto; ciononostante, stando a quanto viene detto in giro, la denominazione alluderebbe al fatto che solitamente viene condita col ragù.

Adesso, passando ad altro argomento, focalizziamoci sullo strato esterno di questa gustosissima “bontà”: composto da una pizzetta come base, la parte superiore è ricoperta di pasta sfoglia. Inoltre, esistono varianti che in sostituzione del classico ragù lo condiscono con prosciutto, formaggio e uovo sodo. Detto ciò, soffermiamoci direttamente su una delle varie modalità di preparazione. Ovviamente, per prima cosa, bisogna occuparsi dell’impasto: una volta lievitato lo si divide in pezzi di circa 80/120 grammi l’uno, lavorandolo fino a conferirgli una forma sferica.

A questo punto, protetti da un canovaccio, occorre lasciar riposare i panetti per una decina di minuti. Nel frattempo, ci si occupa di far cuocere il pomodoro al fine di renderlo più denso; importante è anche insaporirlo con una discreta quantità di sale, olio, origano e zucchero. In via successiva, si procede affettando le uova sode e tagliando a pezzi sia il formaggio che il prosciutto. Altrettanto fondamentale, è lasciare la sfoglia fuori dal frigo per qualche minuto affinché possa essere srotolata con più facilità. In appresso, si prosegue lavorando il tuorlo d’uovo con il latte all’interno di una ciotolina.

Subito dopo, si stendono i panetti creando delle pizzette rotonde di quasi quindici centimetri di diametro con un cornicione molto pronunciato in grado di contenere tutto il ripieno. A seguire, si dispongono le pizzette in teglie foderate di carta da forno per poi farcirle con gli ingredienti precedentemente preparati; a compimento di quest’altro passaggio, si spennellano i bordi delle pizzette con il tuorlo e il latte.

A questo punto non resta altro che ritagliare dalla pasta sfoglia un cerchio di uguali dimensioni, più o meno quindici centimetri, e adagiarlo sulle pizzette. Eseguita pure quest’altra operazione, si realizza un piccolo foro al centro e si spennella con tuorlo e latte. Il procedimento si conclude attraverso la cottura in forno preriscaldato a 180°/220° per circa quindici minuti. Trascorso il tempo necessario, si noterà un colore dorato in superficie; quello sarà il momento giusto per tirarle fuori. Ed ecco che, finalmente, se ne potrà apprezzare il divin sapore.
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