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Si dice che le sue acque siano curative: la "Fonte Sacra" nella Valle del Belice in Sicilia

Un racconto tra mito e realtà, iniziato nelle epoche antiche quando due giovani - Cinzio e Corinzia, pastori del luogo, erano soliti bagnarsi presso le acque del posto

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 16 luglio 2023

Le Terme "Acqua Pia"

Si narra di un’antica leggenda nella Valle del Belice, precisamente nelle zone di Montevago. Qui sorge un complesso termale (Terme Acqua Pia) tra mito e realtà.

Un racconto iniziato nelle epoche antiche quando due giovani - Cinzio e Corinzia - pastori del luogo - erano abituali bagnarsi presso le acque del posto. Indossavano delle vesti bianche da cerimonia e, discendendo il dolce pendio cosparso di ginestre selvatiche, si dirigevano verso la fonte depurativa.

L’acqua era limpida, un principio di benessere eterno - una promessa di continuità che abbinava le caratteristiche essenziali in un ambiente fecondo.

Ogni sera, una volta concluso il rituale in onore di Venere, i ragazzi ritornavano nella grotta in attesa di un segnale.

Dopo aver celebrato l'ennesimo rito, la dea della bellezza e fecondità donò ai due pastorelli l’immortalità: Cinzio fu trasformato in un fauno e Corinzia in una ninfa.

Da quel momento la sorgente termale prese il nome di Fonte Sacra e, grazie al potere curativo delle acque, echeggia ancora oggi nell’ambiente un forte senso di spiritualità. Quest’ultima fu avvertita anche dai Romani, popolo che visse per molti anni nelle suddette zone.
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Lo stabilimento termale (circa 100 Mq) si trova immerso in un parco tra rocce calcaree (365 metri di altezza) e un paesaggio, quello belicino, che raccoglie le acque zampillanti verso un’unica vasca. Il primo centro cittadino dista circa 7 km ed è quello di Montevago.

L’intera area si trova all’interno di ampie distese di uliveti e vigneti che rappresentano la vera economia dell’entroterra occidentale. Nel 1933 venne realizzato un piccolo complesso termale grazie al Dott. Giuffrida. Lo stesso iniziò a sperimentare, studiare e approfondire le caratteristiche qualitative delle acque come cura (non solo palliativa).

Nel 1973 la moglie Antonietta avviò le pratiche per ampliare l’impianto. Si giunse quindi al 1976 quando, la struttura, venne ingrandita con tecniche moderne per accogliere una massa superiore rispetto al passato. Nacque un piccolo villaggio con caratteristiche ricettive, ricreative e destinato a cambiare la sua posizione originale.

Attualmente sono offerti diversi servizi a partire da un centro benessere, vari pacchetti, area camper, ristorazione e Day Spa. Per quanto riguarda il primo punto (benessere), il centro ha potenziato il numero di figure professionali presenti.

Vengono sfruttate le acque che, dagli esperti, rientrano in un composto chimico di tipo solfato - calciche - magnesiache per il trattamento speciale dei disturbi dell’apparato respiratorio e locomotore.

Le temperature si mantengono alte grazie alla profondità della falda acquifera in stretta correlazione con la conformazione geologica del territorio.

Difatti, il sottosuolo custodisce dei giacimenti solfiferi con continue esalazioni di anidride solforosa nella sorgente. E’ presente anche un mulino a vento.

Perchè si trova ubicato all’interno del parco?

Sembra raccontare un episodio di vita sociale e infatti, detta il passaggio storico da azienda agricola a centro termale. Inizialmente era stato installato un piccolo mulino ad acqua per sollevare la stessa irrigando i campi.

Un lavoro incompleto (sollevamento che non superava i 5 metri) che cambiò i piani organizzativi e fu progettato un mulino a vento di maggiore consistenza. La capacità di sollevamento superava i 20 metri depositando le acque in apposite vasche di raccolta. A sua volta venivano sfruttate per irrigare i campi agricoli tramite "canalette".

All’epoca rappresentava un manufatto di avanguardia tecnologica prodotto in Toscana. Le terme racchiudono angoli paradisiaci tra relax, libertà e ricerca di un posticino lontano da occhi indiscreti.

Improvvisamente, senza preavviso, alle spalle della sorgente e dopo un breve percorso si raggiunge l’antica vasca delle donne e la grotta. Era un luogo dedicato alle donne che permetteva di sfruttare uno spazio magico.

Un altro pezzo di storia che merita di essere vissuto senza ripensamenti.
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