Sos carta d'identità, pure il ministero "va in tilt": uffici fermi a Palermo, che succede
Non bastavano le file e le attese infinite: per un guasto al collegamento telematico del ministero, il sistema è bloccato e non è possibile rilasciare i documenti
Gente in fila per il rilascio della carta d'identità elettronica (foto Balarm)
A Palermo, nel momento peggiore possibile, si inceppa anche il rilascio delle carte d’identità elettroniche. Non bastavano le file, gli appuntamenti difficili da trovare, le attese accumulate negli ultimi mesi e la corsa contro il tempo per sostituire le vecchie carte cartacee prima della scadenza del 3 agosto 2026.
Da lunedì, negli uffici comunali, si è aggiunto un nuovo problema: l’interruzione del collegamento telematico con la piattaforma del Ministero dell’Interno, indispensabile per completare la procedura di emissione della Cie.
Il risultato, per i cittadini, è molto concreto: chi aveva finalmente ottenuto un appuntamento si è presentato agli sportelli ed è stato rimandato a casa. Nessuna carta, nessuna certezza sui tempi, solo l’invito ad attendere il ripristino del servizio.
«Non c’è linea ministeriale in tutta Palermo da lunedì», dice Marcello Longo, presidente dell’Ottava Circoscrizione, che da mesi segue da vicino la situazione degli uffici anagrafici e delle delegazioni comunali. Per Longo si tratta di «un problema gravissimo» e di «un’emergenza nell’emergenza», perché arriva proprio mentre la città sta cercando di smaltire una mole enorme di documenti da rinnovare.
La questione, infatti, non riguarda soltanto chi deve cambiare la carta per tempo. Per molte persone il documento scaduto o in scadenza è una necessità immediata: può significare un viaggio che salta, una visita medica da rinviare, un concorso pubblico a cui non si riesce a partecipare, una pratica amministrativa che resta bloccata.
Dal Comune, però, confermano che la criticità non riguarda l’organizzazione interna degli sportelli, ma il collegamento telematico con il sistema ministeriale. Lo stesso avviso pubblicato sul sito istituzionale parla di un «disservizio tecnico che impedisce la regolare emissione della Cie» e spiega che i gruppi tecnici sono al lavoro per ripristinare le funzionalità del servizio. Resta però un’incognita decisiva: al momento non si conoscono i tempi di ripristino.
«Abbiamo provato a contattare il Ministero, ma senza ricevere riscontro», spiega l’assessore all’Anagrafe Dario Falzone. «Non è una questione che il Comune gestisce direttamente e anche altri comuni stanno riscontrando la stessa difficoltà. Stiamo verificando la situazione e attendiamo che il servizio venga ripristinato».
Il punto, adesso, è capire quanto durerà l’interruzione e soprattutto come saranno recuperati gli appuntamenti saltati. Perché ogni giornata di blocco produce nuovi cittadini da ricollocare in un calendario già appesantito dalle richieste. «Prima di stabilire le modalità di recupero - aggiunge Falzone - dobbiamo conoscere l’ampiezza del problema. Bisogna capire di quanti giorni si tratta. Anche tre giorni, in una fase come questa, sono certamente molti da recuperare. L’auspicio è che la situazione possa risolversi il prima possibile».
Intanto resta il disagio di chi si è presentato negli uffici comunali senza poter concludere la pratica: persone che magari avevano atteso settimane per ottenere una prenotazione, preso un permesso dal lavoro, accompagnato un familiare anziano o provato a sistemare in extremis una situazione già urgente.
E quando il servizio ripartirà, non basterà riaprire gli sportelli: bisognerà recuperare gli appuntamenti saltati, dare risposte a chi è stato rimandato a casa e impedire che un’interruzione tecnica diventi l’ennesimo rallentamento in una corsa già partita in salita.
Da lunedì, negli uffici comunali, si è aggiunto un nuovo problema: l’interruzione del collegamento telematico con la piattaforma del Ministero dell’Interno, indispensabile per completare la procedura di emissione della Cie.
Il risultato, per i cittadini, è molto concreto: chi aveva finalmente ottenuto un appuntamento si è presentato agli sportelli ed è stato rimandato a casa. Nessuna carta, nessuna certezza sui tempi, solo l’invito ad attendere il ripristino del servizio.
«Non c’è linea ministeriale in tutta Palermo da lunedì», dice Marcello Longo, presidente dell’Ottava Circoscrizione, che da mesi segue da vicino la situazione degli uffici anagrafici e delle delegazioni comunali. Per Longo si tratta di «un problema gravissimo» e di «un’emergenza nell’emergenza», perché arriva proprio mentre la città sta cercando di smaltire una mole enorme di documenti da rinnovare.
La questione, infatti, non riguarda soltanto chi deve cambiare la carta per tempo. Per molte persone il documento scaduto o in scadenza è una necessità immediata: può significare un viaggio che salta, una visita medica da rinviare, un concorso pubblico a cui non si riesce a partecipare, una pratica amministrativa che resta bloccata.
Dal Comune, però, confermano che la criticità non riguarda l’organizzazione interna degli sportelli, ma il collegamento telematico con il sistema ministeriale. Lo stesso avviso pubblicato sul sito istituzionale parla di un «disservizio tecnico che impedisce la regolare emissione della Cie» e spiega che i gruppi tecnici sono al lavoro per ripristinare le funzionalità del servizio. Resta però un’incognita decisiva: al momento non si conoscono i tempi di ripristino.
«Abbiamo provato a contattare il Ministero, ma senza ricevere riscontro», spiega l’assessore all’Anagrafe Dario Falzone. «Non è una questione che il Comune gestisce direttamente e anche altri comuni stanno riscontrando la stessa difficoltà. Stiamo verificando la situazione e attendiamo che il servizio venga ripristinato».
Il punto, adesso, è capire quanto durerà l’interruzione e soprattutto come saranno recuperati gli appuntamenti saltati. Perché ogni giornata di blocco produce nuovi cittadini da ricollocare in un calendario già appesantito dalle richieste. «Prima di stabilire le modalità di recupero - aggiunge Falzone - dobbiamo conoscere l’ampiezza del problema. Bisogna capire di quanti giorni si tratta. Anche tre giorni, in una fase come questa, sono certamente molti da recuperare. L’auspicio è che la situazione possa risolversi il prima possibile».
Intanto resta il disagio di chi si è presentato negli uffici comunali senza poter concludere la pratica: persone che magari avevano atteso settimane per ottenere una prenotazione, preso un permesso dal lavoro, accompagnato un familiare anziano o provato a sistemare in extremis una situazione già urgente.
E quando il servizio ripartirà, non basterà riaprire gli sportelli: bisognerà recuperare gli appuntamenti saltati, dare risposte a chi è stato rimandato a casa e impedire che un’interruzione tecnica diventi l’ennesimo rallentamento in una corsa già partita in salita.
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