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Studia all'estero ma poi torna in Sicilia: la ballerina che ora porta la danza nelle scuole

Rosa Maria, trapanese, ha studiato danza all'estero e poi ha deciso di portare in Sicilia il metodo di "danza alla portata di tutti" appreso in giro per l'Europa

  • 12 giugno 2023

Rosa Maria Catania

Ballare sulle note de "Lo schiaccianoci" o volteggiare con la "Carmen". Quante volte è stato detto: "Volevo fare la ballerina o il ballerino?".

Il sogno di tanti bimbi e tante bimbe che, tuttavia, a volte, non viene realizzato per ragioni di tempo o di impossibilità a raggiungere le scuole di danza.

Ma, se Maometto non va alla montagna, ecco che è la montagna ad andare da Maometto.

E accade a Palermo, dove un’insegnante di danza ha deciso di applicare, in Sicilia, il metodo appreso in giro per l’Europa con "la danza a portata di tutti". È la storia di tanti giovani che scelgono di studiare all’estero e di portare, nell’Isola, il know how appreso.

Ecco, allora, che, proprio a scuola, nascono degli spazi ad hoc dove potere studiare la danza.

«Il mio sogno è sempre stato quello di portare il ballo nelle scuole e sono riuscita a farlo anche al Convitto Nazionale di Palermo "Giovanni Falcone" – racconta l’insegnante di danza, Rosa Maria Catania -. Sono di Partanna, nel Trapanese, e vedevo i miei genitori fare dei sacrifici per accompagnarmi a lezione.
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In questi tempi, poi, è ancora più complesso: è vero che ci sono tante palestre, ma molti genitori lavorano e non possono accompagnare i bambini».

Allora, mi sono detta: «Perché non portare la danza nelle scuole? È più pratico e veloce”. Così, andiamo incontro e aiutiamo tutti coloro che vogliono realizzare questo sogno, ma, spesso, non possono farlo per ragioni di tempo».

Il metodo di Rosa Maria Catania ha avuto successo: c’è chi, tra i suoi allievi, ha vinto borse di studio alla Scala o chi è, addirittura, volato a Cannes.

Ma cos’ha di così speciale l’arte della danza? Coniuga mente e corpo, migliora la postura, aiuta a controllare le proprie emozioni, divertendosi e imparando. È stato, infatti, accolto, con entusiasmo, da genitori e allievi.

«La danza - prosegue l’insegnante - è una preparazione che nasce dalla volontà di dar modo, all’interno dell’istituto, ai bambini di intraprendere in modo serio il percorso della danza classica.

Lo studio di questo metodo offre, infatti, agli allievi la possibilità di migliorare la propria postura, di sviluppare una maggiore capacità di coordinazione del movimento, ma anche di ascoltare e di esprimere la musica attraverso il linguaggio del corpo. La magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, possiamo far accadere qualsiasi cosa».

Adesso, i piccoli alunni sono pronti a mostrare quanto appreso nel corso dello spettacolo "Le porte della magia", andato in scena il 7 giugno al Convitto Falcone.

«Ho scelto questo nome – spiega Rosa Maria Catania - perché ho immaginato un teatro spento, morto. E i bimbi lo scoprono e lo risvegliano grazie all’immaginazione. Alla fine, sarà proprio il teatro a ringraziare i bimbi per averlo riportato in vita. Il messaggio è che, se qualcuno tiene a qualcosa, ha la forza di realizzarlo».

Dopo una carriera all’estero, Rosa Maria ha deciso di tornare a Palermo per portare il "metodo europeo" appreso.

Un’iniziativa sposata, pienamente, dal rettore dell’istituto, Cettina Giannino.

«La danza, in particolare, è una delle discipline più utili e complete per la formazione dei bambini, perché al movimento associa il linguaggio artistico e il contatto con le proprie emozioni – spiega la dirigente -. Il bambino impara ad avere fiducia in se stesso e negli altri, a gestire l’ansia tanto quanto l’aggressività e l’esuberanza. La danza favorisce la crescita neuronale e attiva connessioni del cervello utili anche in altri contesti.

La maestra di danza del Convitto, Rosa Maria Catania fortemente voluta dai genitori degli alunni, ha saputo coniugare bene l'imparare ad ascoltare, a stare con gli altri, a provare soddisfazione per gli sforzi compiuti, e autodisciplinarsi per il raggiungimento di un obiettivo».
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