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Tra maioliche e stucchi un tesoro nascosto: l'oratorio del '600 che Palermo non conosce

L'oratorio "dei Pescatori" è piuttosto piccolo e per tale ragione si resta meravigliati dal doppio accesso, ma soprattutto dalle splendide e ricchissime decorazioni in stucco

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 22 marzo 2019

Il pavimento settecentesco dell'oratorio dei Pescatori alla Gancia (Palermo)

La chiesa della Gancia (Santa Maria degli Angeli) ed il suo convento hanno una storia lunga e complessa.

Oggi però mi preme attirare la vostra attenzione su un gioiello barocco presente in questo sito, ma poco conosciuto perché solitamente chiuso. Si tratta dell'oratorio dei Terziari Francescani, altresì denominato "dei pescatori".

L'attribuzione di questo titolo si deve probabilmente all'esistenza al suo interno di un affresco che rappresenta San Pietro durante la pesca miracolosa trattata nel Vangelo di Giovanni. Oppure ai pescatori che usarono l'oratorio successivamente ai Terziari francescani.

Ma a me piace pensare che questo titolo sia rivolto al quartiere della Kalsa in cui ricade l'oratorio, tipicamente abitato da pescatori.

Fu realizzato nel 1615 e vi si accede dal cortile che conduce all’Archivio di Stato della Gancia. Anche questo oratorio era rivolto alla devozione di Santa Maria degli Angeli, come dimostra il bellissimo affresco sul suo soffitto, attribuito a Vincenzo Bongiovanni, che rappresenta la Madonna mentre affida la Porziuncola a San Francesco.

L'oratorio, destinato alla Congregazione terziaria facente parte della grande famiglia francescana, faceva parte del loro refettorio.

Nel 1895 fu espropriato, quando i Terziari si erano già dislocati in una cappella della Gancia che avevano adibito ad oratorio. È piuttosto piccolo e per tale ragione si resta meravigliati dal doppio accesso, ma soprattutto dalle splendide e ricchissime decorazioni in stucco.

Queste raffigurano i soggetti più disparati, magistralmente accostati o intrecciati l'un l'altro: umani, marini, angelici o di frutti vari e si pensa che siano opera di Vincenzo Messina oppure di Giacomo e Giuseppe Serpotta. Incastonati fra gli stucchi dei dipinti della vita di San Pietro, come quello accennato sopra, e di San Francesco.

Una parte del meraviglioso ed originale pavimento settecentesco in maiolica si può ancora ammirare al centro della sala.

L'unica pecca che si può attribuire a questo splendido oratorio è la scarsa fruibilità verso gli utenti.

Un tale gioiello che riempie gli occhi e l'anima di ciascun visitatore andrebbe reso disponibile ai visitatori con frequenza maggiore e (perché no?) magari anche cadenzata.

Attualmente è aperto soltanto in occasione del festival "Le vie dei Tesori".

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