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Tutta la Sicilia innamorata dei suoi gioielli: i luoghi più visitati con "Le Vie dei Tesori"

Numeri inaspettati per l'edizione 15 del Festival, viste le misure di sicurezza sanitaria che non hanno fermato i visitatori e la loro voglia di immergersi nell'arte e nella storia

Balarm
La redazione
  • 22 novembre 2021

Una sala di Palazzo Costantino a Palermo

Oltre 195 mila visitatori in Sicilia per la 15esima edizione de Le Vie dei Tesori, con Palermo che sfiora le 130 mila presenze e Catania, funestata dal maltempo, che conferma i suoi 13 mila visitatori.

Numeri inaspettati viste le misure di sicurezza sanitaria che, però, non hanno fermato i visitatori e la loro voglia di immergersi nell'arte e nella storia.

I LUOGHI PIÙ VISITATI

Cominciamo da Palermo dove il grande vincitore di quest’anno è di sicuro Palazzo Costantino: affacciato sul teatro del Sole, diruto e dimenticato, si riveste di un fascino particolare appena si scopre l'affresco superstite del Velasco.

A seguire, la chiesa di santa Caterina con i suoi marmi mischi e le leggende legate alle monache e palazzo Oneto di Sperlinga, al centro di un puntiglioso quanto sontuoso restauro.

Anche Catania si è scoperta innamorata dei suoi palazzi, a partire dalla dimora Scuderi Libertini, l’unico a rimandare al Rinascimento fiorentino.



I visitatori premiano come ogni anno la chiesa di San Nicolò L’Arena con i suoi lontani camminamenti e Palazzo degli Elefanti, l’elegante sede del Municipio colma di affreschi, stucchi e arredi d’epoca.

Cefalù ha dovuto fare i conti con la trasformazione in set del centro storico, ma i visitatori hanno lo stesso raggiunto il parco archeologico della Rocca, visitato il Museo Mandralisca con il Ritratto di Ignoto e raggiunto il Parco delle Madonie per scoprire Serra Guarneri.

A Monreale la vista mozzafiato da palazzo Cutò ha vinto sulla centenaria biblioteca Ludovico II De Torres, ma anche sulla bellissima chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti.

Termini Imerese, anch’essa al debutto, ha raggiunto l'apice dei visitatori per le due cappelle affrescate dell’ex Collegio dei Gesuiti.

Nel Trapanese, i numeri sono sempre alti: a Trapani quest’anno i gruppi scultorei della Settimana Santa, custoditi nella chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, hanno vinto sulle visite al Castello della Colombaia, grande must di ogni edizione, e sul bellissimo Palazzo Montalto, un trionfo liberty noto soltanto a pochi.

A Marsala gli scavi della Casa Romana, appena scoperti, hanno attirato la gran parte dei visitatori, che hanno anche salito la scala a chiocciola del campanile del Carmine; e scoperto i dolci segreti delle Cantine Pellegrino dove è conservato l’archivio commerciale ottocentesco degli Ingham-Whitaker.

Infine Mazara del Vallo dove hanno ricevuto grande attenzione gli archi murati e la cripta di San Francesco; il Collegio dei Gesuiti con le opere grafiche di Pietro Consagra, e il piccolo, popolare Teatro Garibaldi, vero gioiello voluto dalla città ottocentesca e costruito con il legno delle barche.

Sopra Trapani, a ottobre ha partecipato per la prima volta anche Erice che ha condotto i visitatori alla scoperta di Torretta Pepoli arrampicata sulla rocca e del piccolo oratorio di Casa Santa di Sales ma anche dentro il centro Alberto Gabriele dove si studiano i terremoti.

Per Sciacca, invece, ha vinto la chiesa dello Spasimo, ancora visitabile fino al 9 gennaio.

Nel cuore dell’isola, Enna ha guidato i suoi visitatori in giro per le torri, a partire dalla chiesa e dalla torre campanaria di San Marco Le Vergini, da dove si scopre l’intero convento, per poi arrivare a palazzo Chiaramonte dove la visita comprendeva la chiesa e la torre campanaria di San Francesco d’Assisi e la biblioteca comunale.

A Caltanissetta i visitatori non hanno perso l’occasione per entrare allo stabilimento Averna per passeggiare tra le enormi botti centenarie.

Per quanto riguarda Messina, i luoghi più visitati restano sempre Forte San Salvatore con la stele della Madonnina e la vista sullo Stretto, il Sacrario di Cristo Re con la torre merlata dell’antico castello di Roccaguelfonia dove venne imprigionato Carlo II d’Angiò; e Castel Gonzaga con la "gogna" dove venivano rinchiusi i condannati.

Anche Noto, per questa occasione, ha aperto luoghi bellissimi, come la basilica tardo barocca del Santissimo Salvatore e il museo dei tesori del Seminario vescovile, palazzo Landolina Sant’Alfano che ospitò Ferdinando II di Borbone;ì e la cattedrale, vero simbolo della città con la sua scenografica scalinata.

Si aggiunge alla lista anche Ragusa con palazzo Arezzo di Trifiletti e i suoi arredi d’epoca, il Circolo di conversazione dei nobili signori e Cava Gonfalone, con la sua rete di cunicoli sotto la città.

Anche Scicli poggia ormai su delle certezze, come le cave di Chiafura, vero museo di storia popolare scavato nella roccia, o l’antica farmacia Cartia dove ci si muove tra vasi e barattoli con medicamenti, ampolle e albarelli.
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