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Una "comunità" che rinasce grazie (alle mani) delle donne: a Carini il Natale si fa all'uncinetto

Alto cinque metri, quest'albero ha un significato davvero speciale. Dietro alla sua realizzazione c'è la voglia di condividere e creare insieme qualcosa per il bene comune

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 19 dicembre 2021

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Carini è il quarto centro più popolato della città metropolitana di Palermo e il ventiquattresimo della Sicilia, si estende per circa 76,50 km², dista dal capoluogo circa 26 km e conta 39mila abitanti. Negli anni i rapporti tra gli abitanti si sono sempre più sfilacciati e con la pandemia la comunità ha subito l'ultimo colpo di grazia, non ci sono punti di ritrovo significativi a parte la chiesa e la piazza che non sono frequentati da tutti. A farne le spese sono i rapporti umani tra compaesani.

Un particolare che non è sfuggito a chi ha un occhio attento sul ciò che accade in Comune e specie dopo la pandemia ha voluto lanciare una sfida a tante donne di Carini e che in meno di un mese e mezzo hanno realizzato un albero di Natale all'uncinetto ognuna facendo a mano una (o più) mattonelle da cucire successivamente tutte insieme.

Serafina Lo Piccolo è una consigliera comunale di Carini che da tempo si interrogava su come costruire una vera comunità in paese o quantomeno far avvicinare le persone, e quale modo migliore per tessere trame di relazioni se non attraverso un uncinetto e un filo di lana per il periodo di Natale?



«L'idea era quella di unire quante più persone possibili nella realizzazione di quest'albero, - racconta la consigliera - purtroppo a carini non c'è una grande partecipazione e così l'idea per festeggiare al meglio questo Natale è stata quella di unire Carini e i suoi abitanti attraverso il filo dell'amore. All'inizio ci avevano detto che non ci saremmo mai riuscite perché ci voleva più tempo, dicevano almeno sei mesi e invece, grazie al contributo delle donne di Carini che hanno partecipato, circa cinquanta, in un mese e mezzo abbiamo realizzato un albero di cinque metri di altezza per due di diametro».

Tante delle donne coinvolte non avevano mai cucito, è stata una sfida nella sfida, e alla fine ci sono riuscite. «Tra loro anche persone anziane che non toccavano uncinetto da anni e hanno accettato con gioia, - continua Fina Lo Piccolo - donne giovani che non avevano mai cucito. Alla fine lavorando giorno e notte ci siamo riuscite, al punto che ancora adesso arrivano mattonelle di lana, perché pensavamo non bastassero e invece ce ne sono avanzate tante e così adesso stiamo vestendo gli alberi della piazza».

L'unica indicazione sulla realizzazione delle mattonelle di lana era la grandezza e il bordo che doveva essere rosso, così le donne si sono sbizzarrite a creare tantissime mattonelle colorate e il risultato è davvero corale e comunitario.

«Per questo venerdì 17 dicembre, - aggiunge Serafina Lo Piccolo - abbiamo organizzato al Castello una grande festa con tutte le donne che hanno contribuito alla realizzazione dell'albero di piazza Duomo, per farle conoscere e per condividere le varie esperienze».

«È stato emozionante contribuire nel nostro piccolo, - dice Mara Amato, una delle donne di Carini che ha contribuito col proprio lavoro nella realizzazione dell'albero di Natale - con piccoli tasselli, a una iniziativa per la nostra comunità che ci ha permesso di ritrovarci come persone per un obiettivo condiviso. Speriamo che questo filo rosso che ci ha unito resti saldo anche per future iniziative del nostro paese».

E se è vero che ogni Natale non sappiamo mai se arriverà ciò che desideriamo, ma sapere che lo stiamo aspettando ci tiene in vita, questo piccolo passo verso la costruzione di una comunità ci sembra il modo migliore per sperare e augurare Buon Natale a Carini e a tutti quanti.
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