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Un'isola di arte, artigianato, musica e feste: la nuova vita della via San Michele a Catania

A pochi passi dalla dalla via Etnea c'è una piccola stradina che fa parlare di se: piena di cittadini nei weekend è un nuovo pezzetto del centro storico e turistico della città

Dario La Mendola
Curatore e critico
  • 25 maggio 2018

A pochi passi dalla dalla via Etnea, da un paio di anni, una piccola stradina sta facendo parlare di sé riempiendosi di cittadini durante il weekend e di fatto allargando il circuito turistico del centro storico di Catania.

Mostre, festival, performance, café-concerto, reading di poesia e tanti altri eventi, in meno di duecento metri, per adesso semplicemente delimitati da una transenna.

L'idea è di un gruppo di cittadini e professionisti della città dell'elefante, i quali, in questa stradina parallela al celebre salotto della città, hanno deciso di investire e riportare all'originaria dignità il quartiere, che negli anni passati, paradossalmente, era stato eclissato dal flusso pedonale.

Per capire come tutto è nato, e quali saranno le nuove iniziative, ne parliamo con Magda Masano, presidente dell'associazione "San Michele Art Power" e titolare della bottega "Folk and friends concept store".

«Tutto nasce con una visione avuta da una residente, proprietaria di un bed and breakfast: Anna Faro - spiega Magda Masano - È stata lei a immaginare, qualche anno fa, il nuovo volto di via San Michele. Il suo sogno ha trovato, in breve tempo, il consenso delle botteghe che insistono sulla via, le quali hanno abbracciato con grande entusiasmo il progetto».

Poi tutto è confluito, alla fine dell'estate del 2013, nel comitato spontaneo di Centro Contemporaneo, formato da residenti, operatori culturali, artigiani e artisti.

A dare vita alla nuova via San Michele alcune idee: la spinta concreta del Comitato è sempre stata la stessa, quella di rigenerare il quartiere collettivamente a partire dalla condivisione dei singoli saperi.

«In questo modo, mettendo a disposizione le proprie conoscenze - racconta - ci siamo arricchiti l'un l'altro, scambiandoci opinioni o semplicemente apprendendo le competenze del nostro vicino. Inoltre, con questo metodo, siamo riusciti a organizzare degli eventi che hanno riscontrato un grande successo».

Anche se il più grande successo, in realtà, è stato portare la gente in strada. Perché non c'è nulla di più bello che vivere a piedi la città, tra le viuzze del centro storico, non necessariamente intorno ai grandi brand dei centri commerciali o per le strade mainstream, ma all'interno dei luoghi più caratteristici.

E non solo. L'appropriazione degli spazi pubblici è divenuta funzionale con l'installazione di piccoli interventi di arredamento urbano, tanto semplici quanto importanti: come la sistemazione di bellissime fioriere e di panchine mobili. Ciò è stato un piccolo atto di bellezza, che ha reso grande la via.

Nasce quindi l'associazione "San Michele Art Power", costituita lo scorso anno a dicembre. «Lo abbiamo fatto sia per avere un'identità in grado di dialogare burocraticamente con le istituzioni, sia per ricavare da essi la loro collaborazione, come la chiusura straordinaria della strada dal venerdì alla domenica (dalle 18 alle 2), il patrocinio delle iniziative, l'adesione agli eventi e altro.

L'obiettivo sarebbe anche quello di pedonalizzare un'area più vasta del centro storico di Catania. «Appena metti una transenna, istantaneamente tutti scendono per strada. L'assenza delle auto cambia l'atmosfera. Queste piccole migliorie rendono la via molto appetibile».

«A nostro modo di vedere, la pedonalizzazione dovrebbe estendersi perennemente anche ad altri luoghi - commenta la presidente - Oltre la nostra via San Michele, dunque, anche via Paternò, via Montesano, via Carcaci, via Coppola e piazza Manganelli, tutte facilmente raggiungibili dalla stazione metro di Stesicoro».

I primi a dare avvio al cambiamento sono stati i ragazzi di tante botteghe della via: dal food all'artigianato passando per l'arte contemporanea ai vinili.

Tra loro "La Cucina dei Colori", autori di una gastronomia ricercata, biologica e di qualità - continua - poi "Viù Arti Visive" di Salvatore Zerbo e Paola Morelli, lo studio fotografico di Valerio D'Urso "Spot 22", la galleria "KoArt" di Aurelia Nicolosi e Antonio Fallica, la "Galleria Arionte Arte Contemporanea" di Daniela Arionte, le ragazze di "Tabarè", Giulia Pappalardo, UAU, Gaetano Gulisano con il negozio di vinili "Cari&Rari", Massimo Villardita del Wine Bar Ratzmataz, l'atelier Antonio Recca, marito della sopracitata Anna Faro, anche lui grande promotore del progetto e infine proprio Magda con "Folk and friends concept store".

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