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Un primo piatto coi fiocchi (e tutto siciliano): chi conosce la "pasta ca nnocca"

In origine era servito come primo piatto da trattoria, non preso in considerazione nei ristoranti più rinomati o chic forse perché era una pietanza senza grandi pretese

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 27 febbraio 2026

Pasta ca nocca

Facciamo un viaggio che dalla curiosità di una parola del dialetto "catanese" incastonata nella varietà della linguistica siciliana, ci porta in un posto dove tutto si consuma nel vero senso della parola: quindi a tavola!

Da noi "stare a tavola" significa storie che raccolgono cultura e saperi, connubio e contrasto che danno vita a un ricettario tra i più vari e prelibati del bacino del Mediterraneo, che spesso trova nella semplicità degli ingredienti delle vere e proprie icone gastronomiche.

Parliamo di una di queste appunto: un primo nel quale si mescolano la ruralità contadina e la tradizione della pesca, le due facce dell'isola tra mare e territorio, un piatto perfettamente riuscito nell'unire questi due aspetti e a conquistare il palato pure di chi siciliano non è.

La pasta Ca' nnocca! Celebrazione del contrasto e dei contrari tipici della nostra cultura, conosciuta anche nella variante di pasta ‘a piscatura, che già ci darebbe un indizio su uno dei possibili ingredienti essenziali caratteristici della ricetta, che si basa sull'utilizzo di una varietà dei pesci più presenti nella nostra tradizione, ovvero le alici (in catanese mascolini) e in mancanza, delle sarde.

Potrebbe avere una origine conventuale - come scrive Angelo Benivegna - della categoria penitenziale per l'assenza di carne, burro, latte, uova o formaggio, ingredienti grassi. Torniamo un attimo indietro da dove siamo partiti: ma "ca nnocca"perché?

Una delle tante versioni di uno stesso vocabolo, perché quello che da altre parti in Sicilia di chiama "a scocca" in catanese si chiama proprio nnocca, ovvero il fiocco. Si proprio quello che si annoda per bellezza o comunque per confezionare qualcosa, quindi una pasta talmente buona da essere con i fiocchi!

Una tradizione dal dialetto allo slang italiano per definire qualcosa di straordinario. Un connubio che vede messi nella stessa ricetta i piselli come protagonisti di un quadro gastronomico a cui si uniscono altri ingredienti di un blend - tanto per utilizzare un gergo da cantina - nel quale spiccano cipolla, ovviamente sale, pepe e olio, una spolverata di prezzemolo.

Un piatto apparentemente semplice da preparare ma che deve corrisponde a un certo equilibrio tra gli elementi per essere anche fedele alla storica ricetta oltre che buono da gustare. In origine era servito come primo piatto da trattoria, non preso in considerazione nei ristoranti più rinomati o chic, forse perché era un piatto nato casalingo e senza grandi pretese, tranne quella di mettere insieme ingredienti poco costosi per nutrire la pancia più che il fine palato.

Una curiosità ulteriore sull'origine del termine, così almeno troviamo nella nostra ricerca, che derivi da knohha, che in passato significava giuntura, in italiano nocca ovvero l'articolazione delle dita, ma anche come snodatuta tra due parti meccaniche. Insomma per farla breve è qualcosa che unisce cose diverse ma che riescono a stare perfettamente insieme, quindi la pasta cca nocca, di conseguenza, è da intendersi come una ricetta ottima per chi ama contrasti corposi!

La versione originale è rigorosamente senza pomodoro nel connubio piselli/mascolini, la dolcezza dei piselli si sposa con il sapore intenso e marino delle alici, realizzando una preparazione corposa e gustosa.

Per replicarla e assaporare la ricetta, un idea per le occasioni speciali, ecco come farla.

Ingredienti
Pasta corta 350 grammi di rigatoni o maccheroni pasta secca (se non avete i maccarruna di casa che ogni ricetta prevede come da regola)
piselli freschi sgusciati 250 grammi circa
mascolini (o sarde) 300 grammi circa (netto)
un ciuffo di prezzemolo
una cipolla meglio se cipollina fresca
sale e pepe
olio extravergine d’oliva.

Procedimento
Pulire il pesce eliminando la testa, la coda e la spina centrale. Sciacquarlo bene sotto l’acqua corrente e lasciarlo sgocciolare. In un tegame far rosolare con un paio di cucchiai d’olio, la cipollina affettata sottilmente, poi aggiungere i piselli sgusciati, il prezzemolo tritato, un paio di mestolini d’acqua e far cuocere a fiamma bassa.

Quando i piselli saranno quasi cotti, aggiungere le alici, il sale e il pepe, mescolare e portare a cottura: il risultato deve essere una salsa morbida.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla al dente e versarla nel tegame con piselli e alici, mescolare e fare cuocere per amalgamare per un minuto al massimo.

In qualche variante alla ricetta originaria del piatto c'è l’uso del pomodoro e la pasta corta sostituita dagli spaghetti o dalle linguine, o del finocchietto nella versione senza pomodoro.
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