Via ai saldi anche a Palermo: dai cambi ai prezzi, tutte le regole che devi sapere
Sabato 3 gennaio inizia la stagione degli sconti invernali anche nel capoluogo siciliano. La spesa media a famiglia è di circa 250 euro. Ecco il vademecum per acquisti sicuri
Saldi
Domani, sabato 3 gennaio, anche a Palermo partono i saldi invernali. «Una piccola boccata d’ossigeno per l’economia locale, ma non sono previste impennate nei consumi. La situazione resta gravissima». È il quadro che fa la Confcommercio Palermo, che parla di "timidi segnali di fiducia", in un contesto locale in cui le imprese fanno fatica ad andare avanti.
«Occorrono interventi urgenti da parte della politica per salvare il commercio di prossimità - dice Patrizia Di Dio, presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Confcommercio e Federmoda, alla vigilia dell’avvio dei saldi -. Gli imprenditori del territorio devono misurarsi con una drastica riduzione dei fatturati, a fronte di consumi che faticano a tornare ai livelli pre-Covid. E sono chiamati a fare i conti con marginalità sempre più ridotte, aumento del costo del personale, bollette elevate, pressione fiscale, commercio online e concorrenza sleale».
In Sicilia, secondo le stime di Confcommercio, per i saldi è prevista una spesa complessiva di circa 400 milioni di euro, con una media pro capite di 100 euro e una spesa media a famiglia compresa tra 250 e 270 euro (interessate circa un milione e mezzo di famiglie).
Il consuntivo del mese di dicembre ha registrato un andamento ancora molto debole dei consumi nel commercio, nonostante l’aumento della disponibilità in busta paga dei lavoratori dipendenti grazie ai rinnovi contrattuali e nonostante il miglioramento dell’indice di fiducia dei consumatori rilevato dall’Istat.
Per i saldi, il negozio sotto casa batte l’online: fiducia e qualità premiano il commercio fisico. «C’è anche un segnale positivo: quasi il 90% di chi è interessato ai saldi acquisterà nei negozi fisici, che si confermano il canale più apprezzato durante il periodo dei saldi. Aumenta il valore percepito dell’acquisto sotto casa, sinonimo di fiducia, trasparenza, garanzia, qualità e sostenibilità».
Vademecum dei saldi
Di seguito il vademecum con le regole di base per "Saldi chiari e sicuri", curate da Federazione Moda Italia-Confcommercio e Confcommercio Imprese per l'Italia.
Cambi
La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
Prova dei capi
Non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante;
Pagamenti
Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
Prodotti in vendita
I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
Indicazione del prezzo
Obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto che, in base al D.lgs 26/2023, va indicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.
In particolare, si evidenzia che nelle regioni in cui è possibile effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria) o fino a 15 giorni prima della data inizio saldi (Calabria , Puglia e Valle d'Aosta) il prezzo da considerare e su cui applicare lo sconto durante i saldi deve essere quello relativo all'eventuale campagna promozionale effettuata prima dei saldi.
«Occorrono interventi urgenti da parte della politica per salvare il commercio di prossimità - dice Patrizia Di Dio, presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Confcommercio e Federmoda, alla vigilia dell’avvio dei saldi -. Gli imprenditori del territorio devono misurarsi con una drastica riduzione dei fatturati, a fronte di consumi che faticano a tornare ai livelli pre-Covid. E sono chiamati a fare i conti con marginalità sempre più ridotte, aumento del costo del personale, bollette elevate, pressione fiscale, commercio online e concorrenza sleale».
In Sicilia, secondo le stime di Confcommercio, per i saldi è prevista una spesa complessiva di circa 400 milioni di euro, con una media pro capite di 100 euro e una spesa media a famiglia compresa tra 250 e 270 euro (interessate circa un milione e mezzo di famiglie).
Il consuntivo del mese di dicembre ha registrato un andamento ancora molto debole dei consumi nel commercio, nonostante l’aumento della disponibilità in busta paga dei lavoratori dipendenti grazie ai rinnovi contrattuali e nonostante il miglioramento dell’indice di fiducia dei consumatori rilevato dall’Istat.
Per i saldi, il negozio sotto casa batte l’online: fiducia e qualità premiano il commercio fisico. «C’è anche un segnale positivo: quasi il 90% di chi è interessato ai saldi acquisterà nei negozi fisici, che si confermano il canale più apprezzato durante il periodo dei saldi. Aumenta il valore percepito dell’acquisto sotto casa, sinonimo di fiducia, trasparenza, garanzia, qualità e sostenibilità».
Vademecum dei saldi
Di seguito il vademecum con le regole di base per "Saldi chiari e sicuri", curate da Federazione Moda Italia-Confcommercio e Confcommercio Imprese per l'Italia.
Cambi
La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
Prova dei capi
Non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante;
Pagamenti
Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
Prodotti in vendita
I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
Indicazione del prezzo
Obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto che, in base al D.lgs 26/2023, va indicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.
In particolare, si evidenzia che nelle regioni in cui è possibile effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria) o fino a 15 giorni prima della data inizio saldi (Calabria , Puglia e Valle d'Aosta) il prezzo da considerare e su cui applicare lo sconto durante i saldi deve essere quello relativo all'eventuale campagna promozionale effettuata prima dei saldi.
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