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"Belluscone", tra neomelodici e mafia: il film di Maresco

Franco Maresco si avventura nelle riprese di una realtà scomoda, che intreccia il filo del neomelodico alla storia di Silvio Berlusconi: è "Belluscone - Una storia siciliana"

  • 9 settembre 2014

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C'era una volta un politico, c'era una volta l'Italia popolare. C'erano una volta e ci sono ancora, uniti da un filo indissolubile di individualità, speranze e sconfitte.
"Belluscone - Una storia siciliana" è l'ultimo film del regista Franco Maresco. Un film che voleva raccontare il rapporto esclusivo che lega e ha legato Silvio Berlusconi alla Sicilia, e che procedendo, invece, diventa una vera e propria cronaca del degrado e della disfatta nazionale.

La nascita di "Belluscone" è stata un susseguirsi di stop and go, di denunce e problemi economici che lo hanno reso incompleto, lasciando Franco Maresco insoddisfatto. Nonostante questo, il film ha riscosso a al Festival di Venezia un grande successo, vincendo il Premio Speciale della Giuria.

La storia/inchiesta, che segue le disavventure dell'organizzatore di feste di piazza Ciccio Mira, berlusconiano doc che rimpiange dolorosamente la mafia che "funzionava", e dei suoi cavalli di battaglia, i cantanti Erik e Vittorio Ricciardi, assume toni grotteschi quando i tre hanno la brillante idea di esibirsi con il pezzo "Vorrei conoscere Berlusconi".

Tra interviste e riprese inverosimili, tra documenti ed esibizioni, il film segue una rapida discesa negli intrallazzi mafiosi collegati a Silvio Berlusconi, senza chiarire: solo mostrando quanto c'è da vedere, e quanto nel profondo dei vicoli dei quartieri più problematici di Palermo gli idoli della gente, i cantanti neomelodici, possano influenzare le scelte di massa.

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