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Il "Rispetto di una puttana": prepotenza e pregiudizi a Palermo diventano spettacolo

Da Jean-Paul Sartre al palco del Montevergini: la pièce è un viaggio gratuito sulle corde della migrazione, della solidarietà e del coraggio diretto verso una Compagnia stabile

Balarm
La redazione
  • 24 luglio 2017

Una scena dello spettacolo (foto Nayeli Salas)

Uno spettacolo, mercoledì 26 e in replica venerdì 28 luglio, che ha come nodo narrativo razzismo, prepotenza e pregiudizi: "Il rispetto di una puttana" è l'opera di Giuseppe Provinzano ideato dall’associazione Babel Crew nell’ambito del Progetto Amunì - MigrArti 2017.

Il regista si è ispirato all’opera di Jean-Paul Sartre "La Putain respectueuse" e a interpretare, sul palcoscenico, questo dramma da leggere sui toni della solidarietà sono dieci giovani tra cui alcuni attori professionisti e non, tra cui alcuni migranti.

Infatti "Il rispetto di una puttana" è anche un primo passo verso la costituzione di una "Compagnia dei Migranti", che Giuseppe Provinzano vorrebbe far nascere a Palermo.

Gli interpreti sono Marta Bevilacqua, Meniar Bouatia, Molka Bouatia, Bandiougou Diawara, Rossella Guarneri, Fabio Irrera, Yousif Latif Jaralla, Hajar Lahmam, Bright Onyeuse e Andrea Sapienza.28
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Povenienti dal Mali, dalla Nigeria, dal Marocco, dalla Tunisia, dall’Iraq e dall’Italia, gli artisti sul palco fanno da corolla ai due protagonisti, Lisa e Doudou: individui dalle culture e frutto di Paesi diversi che sono costretti a confrontarsi e a condividere un’esperienza drammatica.

Sarà questa esperienza a portali a interrogarsi sulle dinamiche del potere, basate su stereotipi e perversi meccanismi di controllo. Lisa, che assiste per caso all’omicidio di un giovane, subisce pressioni e minacce affinché la sua testimonianza favorisca questa o quella fazione. Ma le sue parole potrebbero condizionare le sorti dello stesso Doudou.

«"La Putain respectueuse" – spiega Giuseppe Provinzano – è un testo del 1947, scritto da Sartre dopo il suo soggiorno forzato negli Stati Uniti durante l’occupazione nazista della Francia».

«Tuttavia trovo che sia di un’impressionante attualità e potrebbe essere stato scritto facendo riferimento a Trump, a Le Pen, a Salvini - continua - I protagonisti sono due outsider, a loro modo migranti, un uomo e una donna provenienti da classi sociali differenti ma entrambi vittime dei medesimi pregiudizi, che ancora oggi distinguono la gente in base al colore della pelle, all’etnia, alla professione e al censo».

Un fatto di cronaca mette i due l’uno contro l’altra, o meglio, li pone talmente vicini da poter essere una la salvezza dell'altro o la causa delle sue disgrazie.

Siamo tutti migranti. Da questa considerazione, legata alle esperienze personali un gruppo di ragazzi provenienti da tutto il mondo, nasce a Palermo il progetto “Amunì”, espressione siciliana che esorta ad andare, a muoversi.

Lo spettacolo è stato realizzato in tutti i suoi aspetti, artistici e organizzativi dai giovani che hanno partecipato ai laboratori del Progetto Amunì, sotto la guida di tutor professionisti.

Le scene sono invece ideate dall'artista Domenico Pellegrino e realizzate dagli allievi Abualkahir Ali Musa, Karola Cobenas, Elisa Cricchio, Francesco Gennaro, Francesca Pagliaro, Athnasuos Shafik Gad Abdalla, Giovanni Tuzzolino.

Le marionette sono di Dino Costa, le musiche di Roberto Cammarata e il laboratorio multidisciplinare è stato condotto da Simona Argentieri e dallo stesso Giuseppe Provinzano.

Al progetto partecipano, a vario titolo, diverse realtà palermitane impegnate nel mondo del volontariato, come Moltivolti, il Centro Astalli, Cooperazione Senza Frontiere, Per esempio, nell’associazionismo giovanile, come The Factory e Palermo Youth Center, e il Teatro Biondo di Palermo.

L'ingresso allo spettacolo è gratuito previa prenotazione chiamando al numero 388.4865074 o inviando una mail all’indirizzo amuni.babelcrew@gmail.com.
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