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L'ipocrisia insopportabile della Palermo bene che condanna solo bambini e artisti

Piazza Garraffello diventerà un’area residenziale, con una palestra e immagino una Spa: i ragazzini che fecero il bagno nella fontana finiranno presto o tardi allontanati

Giovanni Callea
Esperto di marketing territoriale e sviluppo culturale
  • 31 agosto 2018

Ballare su una fontana del Cinquecento: l’ipocrisia insopportabile della Palermo bene che condanna solo bambini ed artisti (se non sai di che parliamo, leggi qui e guarda il video).

Piazza Garraffello presto diventerà un’area residenziale, con una palestra ed immagino un centro benessere.

I ragazzini che lo scorso anno fecero il bagno nella vasca, un atto che tanti benpensanti infastidì, finiranno presto o tardi allontanati dal quartiere in cui sono nati per lasciare posto a qualche famiglia "bene", che prima di allora non avrà mai messo piede alla Vucciria.

Uwe, l’artista che per venti anni ha acceso i fanali sul degrado, (ecco dove raccontiamo in breve la sua storia) ma anche sulla bellezza del posto, è stato mandato via a calci nel sedere.

Il fatto che sia stato fatto nell’anno di Manifesta: la biennale di arte contemporanea d’importazione che viene in città, fa i suoi bisogni e va via, senza neanche provare a dialogare con chi ha operato ed opera nella città, è solo la misura di quanto ostentato sia il disprezzo per Palermo da parte di chi la amministra.

D’altro canto, e per me è un vanto, a nessun artista mio concittadino sarebbe venuto in mente di proiettare un video di un cinese che copula con una felce.

Ed Uwe, con il suo italiano talvolta surreale, meriterebbe la cittadinanza onoraria se ancora non fosse cittadino, ed una strada dedicata.

Ma abbiamo preferito a lui le foto patinate del principe di Monaco e ben ci sta. Un principe che tornerà a Palermo tra venti anni forse, è il cittadino perfetto per una città che non c’è.

Il degrado culturale è un progetto politico. Si costruisce, non cade dal cielo. Esattamente come la povertà economica.

Uwe per denunciare quel degrado fece un gesto forte. Scrisse "Si Vende" sulla fontana. Lo ricorderete. Quel gesto accese l’indignazione generale. Questo è avvenuto proprio perché era una denuncia non sfregio.

Scrisse sulla fontana dopo averla ripulita da graffiti storici, e dopo averla curata per anni, e lo fece con una vernice speciale che lui stesso ripulì, quando dopo le foto di rito e le riprese televisive il vicesindaco di allora lasciò la pulitura a personale inadeguato che stava facendo solo danno.

Eppure Uwe è stato denunciato e subirà un processo. Del quale è orgoglioso. Il suo solo scopo era denunciare il degrado culturale. L’assenza di decoro che lui percepiva nel trascurare una fontana di cinquecento anni parte della storia più bella della nostra città.

Gli artisti guardano oltre, ed immagino già sapesse che sarebbe finita a balletti notturni e lancio di bottiglie di birra, già la fontana e ne porta ancora segni indelebili è stata oggetto anche di questo.

Uwe è stato mandato via dalla Vucciria. Presto residenze per benestanti e benpensanti prenderanno possesso di quello che è stato il cuore della città e che dovrà diventare un dormitorio elegante.

Quando avrebbe dovuto essere riqualificato il mercato, che è un brand internazionale. Abbiamo venduto un patrimonio inestimabile, un brand di fama mondiale, per farne un paio di appartamenti di lusso. Mi viene da pensare ben ci sta.

Di ieri un balletto sulla fontana nel corso delle riprese di un film. Il balletto purtroppo non è la malattia, e non vorrei neanche che la povera ballerina pensasse di essere particolarmente responsabile di qualcosa. Quel balletto è solo il sintomo del disamore per la città e della nostra assenza di decoro.

A me che non sono per la conservazione e l’intoccabilità dà un po’ l’idea di deridere una donna dopo averla violentata.

E rispetto a noi spettatori, quel balletto mi ricorda drammaticamente l’orchestra che suona sul Titanic che affonda. E noi in pista da ballo a volteggiare nell’ultimo valzer.

Se posso dare un consiglio di marketing, userei l’immagine di questo balletto come segnale del nuovo corso della Vucciria, e probabilmente della nuova Palermo.

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