A Palermo "appare" la Rosalìa: un nuovo murale illumina un quartiere della città
L'artista non ha soltanto dedicato il suo ultimo album alla Sicilia, ma nel capoluogo c'è un murale che la raffigura solenne e in preghiera: vi sveliamo dove
Il murale della Rosalìa a Palermo
Dalla macchina o camminando per strada quasi non ci crederesti, ma basta guardarla un attimo per riconoscerla. È tutto vero: la Rosalìa non ha soltanto dedicato il suo ultimo album alla Sicilia, ma a Palermo c'è un murale che la raffigura solenne e in preghiera.
Il punto non è scelto a caso: il Villaggio Santa Rosalia accoglie quest'opera d'arte realizzata da Igor Scalisi Palminteri, che col suo tratto inconfondibile ha dato luce a un quartiere e ha rafforzato ancora di più il legame che l'artista ha con la nostra Isola.
Quella "Lux" (titolo dell'album) l'artista l'ha irradiata lanciando dei singoli in cui ha omaggiato la Santuzza. Nell'edizione fisica compare "Focu 'ranni", brano cantato in siciliano che significa "grande fuoco". Un'espressione, come già vi avevamo raccontato, che qui si usa quando qualcosa sorprende in un modo travolgente. Nel linguaggio di Rosalìa è altro: un fuoco che pesa, che soffoca e da cui si prova a uscire per ritrovare libertà.
«Lei (la Rosalìa, ndr) non sa di questa dedica. Ho fatto un giro in città e avevo già in mente di dipingere un'altra Rosalia. Ho scelto proprio il Villaggio perché è il quartiere dedicato alla Santuzza - racconta a Balarm l'artista Igor Scalisi Palminteri mentre sta ancora lavorando sull'opera di street art -. Lo sto ancora realizzando e il punto in cui si trova per me è centrale. Il murale è davanti a un prato incolto e abbandonato che sarebbe già oggetto di attenzione del Palermo Calcio per realizzare strutture sportive.
Questo è un tratto in stato di degrado che insieme al Palermo Calcio vorremmo riqualificare. È un posto bellissimo, non mi ero mai addentrato qui. Il Villaggio Santa Rosalia non è pensato male, ma purtroppo vissuto e curato male, ma con la mia arte mi piace entrare dove le istituzioni sono lontane o arrivano tardi».
La Rosalìa viene raffigurata come se fosse in supplica e proteggesse un quartiere, ma non è un caso: «La scelta dell'immagine è legata all'espressione, è in preghiera - continua l'artista -. Il suo ultimo album è molto mistico, c'è un brano dedicato anche a San Francesco e a Santa Chiara. La Rosalìa indaga il rapporto con l'assoluto con la musica.
Per questo l'ho scelta e poi è evidente l'assonanza con Santa Rosalia, dietro il dipinto c'è Monte Pellegrino. La scelta del vestito è determinante. Il suo famoso scatto fa parte di un concept che lei ha portato avanti durante la promozione dell'album. È come se lei in un certo senso "sciogliesse" i nodi del quartiere Santa Rosalia purtroppo trascurato. E non è giusto: qui vivono persone meravigliose che meritano di essere viste».
Quella di Rosalìa è una svolta stilistica che ci inorgoglisce: quasi come se la sua musa fosse stata proprio l'Isola, con i nostri modi di dire e la nostra storia, con la nostra devozione e preghiera. Non sorprende, allora, che nel suo ultimo lavoro la spiritualità occupi un posto centrale.
Del resto, è una delle artiste più influenti degli ultimi anni, capace di ritagliarsi uno spazio tutto suo e di portare la musica catalana e il folklore spagnolo al centro del pop internazionale. Tra le collaborazioni che l’hanno vista protagonista ci sono alcuni dei nomi più grandi della scena globale: The Weeknd, Bad Bunny, Billie Eilish, Arca, Ozuna, Pharrell Williams, Travis Scott.
Un mix che incrocia la tradizione folkloristica della Spagna con il pop internazionale: non può che esserci un rimando, in particolar modo per i palermitani, al nome stesso di Rosalía e alla Santuzza. Quel che è certo è che Rosalía non ha mai nascosto la sua fede, e proprio nel suo ultimo album, LUX, uscito il 7 novembre, la spiritualità è uno dei temi principali.
Il murale di Igor Scalisi Palminteri è molto più di un semplice omaggio a una star internazionale. È un ponte tra Palermo e Rosalía, tra la Santuzza e l'artista catalana, tra un quartiere che chiede attenzione e una figura che nel suo ultimo album ha fatto della spiritualità e della ricerca interiore il proprio linguaggio.
È una "preghiera" dipinta che ci invita a guardare con occhi nuovi un luogo spesso dimenticato e a riconoscerne la bellezza.
Il punto non è scelto a caso: il Villaggio Santa Rosalia accoglie quest'opera d'arte realizzata da Igor Scalisi Palminteri, che col suo tratto inconfondibile ha dato luce a un quartiere e ha rafforzato ancora di più il legame che l'artista ha con la nostra Isola.
Quella "Lux" (titolo dell'album) l'artista l'ha irradiata lanciando dei singoli in cui ha omaggiato la Santuzza. Nell'edizione fisica compare "Focu 'ranni", brano cantato in siciliano che significa "grande fuoco". Un'espressione, come già vi avevamo raccontato, che qui si usa quando qualcosa sorprende in un modo travolgente. Nel linguaggio di Rosalìa è altro: un fuoco che pesa, che soffoca e da cui si prova a uscire per ritrovare libertà.
«Lei (la Rosalìa, ndr) non sa di questa dedica. Ho fatto un giro in città e avevo già in mente di dipingere un'altra Rosalia. Ho scelto proprio il Villaggio perché è il quartiere dedicato alla Santuzza - racconta a Balarm l'artista Igor Scalisi Palminteri mentre sta ancora lavorando sull'opera di street art -. Lo sto ancora realizzando e il punto in cui si trova per me è centrale. Il murale è davanti a un prato incolto e abbandonato che sarebbe già oggetto di attenzione del Palermo Calcio per realizzare strutture sportive.
Questo è un tratto in stato di degrado che insieme al Palermo Calcio vorremmo riqualificare. È un posto bellissimo, non mi ero mai addentrato qui. Il Villaggio Santa Rosalia non è pensato male, ma purtroppo vissuto e curato male, ma con la mia arte mi piace entrare dove le istituzioni sono lontane o arrivano tardi».
La Rosalìa viene raffigurata come se fosse in supplica e proteggesse un quartiere, ma non è un caso: «La scelta dell'immagine è legata all'espressione, è in preghiera - continua l'artista -. Il suo ultimo album è molto mistico, c'è un brano dedicato anche a San Francesco e a Santa Chiara. La Rosalìa indaga il rapporto con l'assoluto con la musica.
Per questo l'ho scelta e poi è evidente l'assonanza con Santa Rosalia, dietro il dipinto c'è Monte Pellegrino. La scelta del vestito è determinante. Il suo famoso scatto fa parte di un concept che lei ha portato avanti durante la promozione dell'album. È come se lei in un certo senso "sciogliesse" i nodi del quartiere Santa Rosalia purtroppo trascurato. E non è giusto: qui vivono persone meravigliose che meritano di essere viste».
Quella di Rosalìa è una svolta stilistica che ci inorgoglisce: quasi come se la sua musa fosse stata proprio l'Isola, con i nostri modi di dire e la nostra storia, con la nostra devozione e preghiera. Non sorprende, allora, che nel suo ultimo lavoro la spiritualità occupi un posto centrale.
Del resto, è una delle artiste più influenti degli ultimi anni, capace di ritagliarsi uno spazio tutto suo e di portare la musica catalana e il folklore spagnolo al centro del pop internazionale. Tra le collaborazioni che l’hanno vista protagonista ci sono alcuni dei nomi più grandi della scena globale: The Weeknd, Bad Bunny, Billie Eilish, Arca, Ozuna, Pharrell Williams, Travis Scott.
Un mix che incrocia la tradizione folkloristica della Spagna con il pop internazionale: non può che esserci un rimando, in particolar modo per i palermitani, al nome stesso di Rosalía e alla Santuzza. Quel che è certo è che Rosalía non ha mai nascosto la sua fede, e proprio nel suo ultimo album, LUX, uscito il 7 novembre, la spiritualità è uno dei temi principali.
Il murale di Igor Scalisi Palminteri è molto più di un semplice omaggio a una star internazionale. È un ponte tra Palermo e Rosalía, tra la Santuzza e l'artista catalana, tra un quartiere che chiede attenzione e una figura che nel suo ultimo album ha fatto della spiritualità e della ricerca interiore il proprio linguaggio.
È una "preghiera" dipinta che ci invita a guardare con occhi nuovi un luogo spesso dimenticato e a riconoscerne la bellezza.
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