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A suggellare la caduta di stile politica ci pensa l'arte: ecco "Stronzo" di Pellegrino

L’insulto di Micciché a Salvini ha riempito le pagine di cronaca e l'artista Domenico Pellegrino ne fa una grande installazione: led, pannelli in legno e pittura a olio

Sofia Li Pira
Contemporary Art Lover
  • 27 agosto 2018

"Stronzo", installazione di Domenico Pellegrino (2018)

"Volgare epiteto ingiurioso, la cui connotazione offensiva si è andata via via riducendo con il tempo, fino a significare, genericamente persona inetta e incapace, o che comunque si comporta in modo criticabile".

Così recita il dizionario della Treccani alla voce "stronzo".

L’insulto ha riempito le pagine delle cronache delle ultime ore, lanciato tramite un post su facebook da Gianfranco Miccichè a Matteo Salvini, poi ritrattato e ridimensionato, tra il plauso degli anti-salviniani e il disappunto di Silvio Berlusconi che ha redarguito il Presidente dell’Ars per la "caduta di stile".

L’effetto dell’invettiva è stato comunque dirompente e ha destato l’attenzione anche del mondo dell’arte.

Domenico Pellegrino, artista palermitano noto per le sue luminarie uniche e la personale ricerca artistica legata alla Sicilia e alle sue tradizioni popolari, poche ore dopo ha pubblicato sui suoi profili social l’ultima sua istallazione: sette pannelli in legno, dipinti a olio e illuminati da luci led che compongono il fatidico insulto. Uno "stronzo d’artista".

Inevitabile l’immediato collegamento all’episodio politico, sul quale Pellegrino risponde: «ho voluto prendere in prestito il commento di Miccichè su Salvini perché è stato diretto - spiega - e per scuotere le menti assopite bisogna essere incisivi, forti e diretti».

Quello che ancora non sappiamo è invece dove verrà collocata l’opera di grandi dimensioni, che al momento si trova nello studio dell’artista.

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