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Aprite i porti: a Palermo la società civile al porto in sostegno della nave Aquarius

Palermo apre il suo porto all’accoglienza: un presidio all'ingresso del porto della città per manifestare il dissenso per le dichiarazioni del ministro dell'interno Salvini

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 11 giugno 2018

Il salvataggio di un bimbo migrante

Un presidio al porto di Palermo per aprire i porti ai migranti, organizzato per le 21 di lunedì 11 giugno: lo organizza il Forum Antirazzista in risposta alla decisione presa dal nuovo ministro dell'Interno Matteo Salvini, quella di chiudere i porti italiani alla nave Aquarius.

A bordo della nave ci sono 629 persone tra donne, uomini e bambini: i palermitani si sono organizzati per rispondere con una manifestazione di dissenso.

«Un criminale razzista». Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha commentato aspramente la dichiarazione del ministro.

«Siamo tutti contro i razzisti - commenta il sindaco - ma io rivendico il diritto di Palermo ad essere una città razzista. Perché esiste una sola razza, la razza umana. Chi non capisce questo è un criminale razzista».

Il neo Ministro dell’interno Matteo Salvini non ha autorizzato l’ingresso in nessun porto italiano della nave Aquarius lanciando l'hashtag #chiudiamoiporti, la nave dopo aver sostato a largo delle coste siciliane con 629 migranti a bordo è stata accolta dalla città spagnola Valencia.

Palermo però non ci sta: in primis la forte presa di posizione del sindaco Orlando al Mediterraneo Antirazzista che ha dichiarato che il porto di Palermo è pronto ad accogliere l'Aquarius poi anche il coinvolgimento delle associazioni.

Associazioni che da sempre si occupano si salvaguardare i diritti di tutti hanno deciso di farsi sentire e così hanno organizzato un presidio simbolico al Porto di Palermo dandosi appuntamento alle 21.

«Deve essere chiaro a tutti che la miserabile strategia di Salvini non aumenta la forza contrattuale dell'Italia in Europa - spiega Fausto Melluso, uno degli organizzatori del presidio - allearsi coi paesi dell'est, come l'Ungheria, che criminalizzano la condizione di Migrante, esclude ogni possibile riforma di Dublino che vada nell'interesse dell'Italia e delle persone che arrivano in Europa».

«L'Aquarius ora andrà in Spagna, e la prossima? - continua - Qualcuno crede davvero che usare la sofferenza di persone in mezzo al mare per prendere qualche voto in più porti a qualche miglioramento? Se qualcuno lo pensa siamo qua a dire che noi non ci stiamo».

La manifestazione è organizzata da: Forum Antirazzista Palermo, ADIF Associazione Diritti e frontiere, Missionari Comboniani Palermo, ARCI Porco Rosso, Potere al Pololo, Sinistra Italiana, Sinistra Comune, Emmaus Palermo, Rete Numeri Pari Palermo, Laici Missionari Comboniani, Comitato Antirazzista COBAS, Associazione Handala, Clinica Legale per i Diritti Umani (CLEDU) e Rifondazione Comunista.

«Questa sera ci riuniamo simbolicamente al Porto di Palermo, per presidiarlo e testimoniare la nostra vicinanza alle 629 persone che si trovano da giorni in mezzo al mare - conlcude - sulla nave Aquarius a poche ore di navigazione dalle nostre coste».

«Stessa sorte tocca alla nave SeaWatch. Chiediamo che possano attraccare al più presto, senza alcuna condizione e in estrema urgenza, per salvaguardare la sicurezza dell'equipaggio e dei passeggeri. Crediamo che alimentare false notizie, inventarsi e vendere soluzioni impraticabili, sia pericoloso e inumano. I trattati vanno rivisti ma non sulla pelle dei rifugiati ed è impensabile che Malta, un'isola più piccola del Comune di Enna, possa farsi carico dei flussi nel Mediterraneo».

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