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Bagnasco, La Lumia e gli altri: le "celebrità" della storia tra le strade di Palermo

Passeggiare per le vie del centro di Palermo é un piacere per gli occhi e per la mente: ogni giorno pronunciamo questi nomi ed è tempo di scoprire a chi appartenevano

Giuliana Imburgia
Giurista e fashion addicted
  • 6 settembre 2019

Piazzetta Bagnasco a Palermo

Passeggiare per le vie del centro di Palermo é un piacere per gli occhi e per la mente: via Isidoro La Lumia, via Ruggiero Settimo, che incrocia poi la via Rosolino Pilo. Poi un giro veloce su via Mariano Stabile e per finire un aperitivo in piazzetta Bagnasco.

Ma, per quanto battute siano queste vie della città, non tutti conoscono l’importanza storica dei personaggi nella cui memoria é stata intitolata una strada o una piazza.

Cominciamo il tour toponomastico da via Isidoro La Lumia. La Lumia nasce a Palermo il primo novembre del 1823 e studiò nel collegio Calasanzio di Palermo, dove venne definito da un suo maestro come "sommo tra gli ingegni siciliani del suo tempo".

Storico e politico impegnato, durante gli anni della rivoluzione indipendentista siciliana ricoprí la carica di segretario del comitato generale per le Informazioni presieduto da Ruggiero Settimo, altro personaggio caro alla città di Palermo.

Ruggiero Settimo (Palermo 1778 - Malta 1863) infatti, oltre ad essere anch’egli un patriota e uomo politico di rilievo, fu un ufficiale della marina borbonica, ricoprì posizioni di comando nella flotta di Ferdinando IV di Borbone.

Riprese l'attività politica nel 1848, quando, scoppiata la rivoluzione di Palermo, divenne capo del governo provvisorio che dichiarò decaduto Ferdinando IV e offrì la corona alla casa Savoia e per essere infine dichiarato esule a Malta.

Proseguendo si incrocia poi la via intitolata a Rosolino Pilo (Palermo 1820 - San Martino delle Scale 1860). "Precursore nobilissimo di libertà, morto combattendo per la patria addì 21 maggio 1860". Così é ricordato Pilo in una epigrafe di Mario Rapisardi, noto poeta catanese.

Di famiglia nobile, Pilo divenne uno dei più devoti discepoli di Mazzini e fu il promotore, insieme con Giuseppe La Masa, della rivolta palermitana che provocò la rivoluzione indipendentista siciliana del 1848 contro il regime borbonico. Fece parte del governo provvisorio con l'incarico della direzione dell'artiglieria e delle batterie palermitane sino al momento in cui la città fu costretta a capitolare.

Altro nome particolarmente caro alla città di Palermo é quello di Mariano Stabile, che ricoprí la carica di sindaco di Palermo per un anno, dal 1862 alla morte nel luglio del 1863.

In sua memoria, oltre ad essersi aggiudicato la targa di una delle strade più centrali, la città di Palermo ha eretto in suo nome ben tre busti, uno nel Palazzo di Città, uno al Giardino Inglese e il terzo nel Museo del Risorgimento. Il suo mausoleo invece, disegnato da Giuseppe Damiani Almeyda, si trova nel cimitero di Santa Maria di Gesù.

Infine, piazzetta Francesco Bagnasco, rinomato avvocato legale e principe del foro palermitano, nato a Palermo nel 1790 ma morto a Messina nel 1850, ricordato anche come politico e patriota, insieme al fratello Rosario, scultore siciliano.

All’appello delle celebrità stradali non può mancare Pasquale Calvi, nato a Messina nel 1794 è spirato a Castellammare del Golfo nel 1867. Calvi, politico e magistrato italiano, è stato uno dei protagonisti della rivoluzione siciliana del 1848. Tornato nel giugno 1860 in Sicilia dopo lo sbarco dei Mille, Giuseppe Garibaldi lo nominò presidente della corte suprema di giustizia del governo dittatoriale e fu lui il 4 novembre a proclamare i risultati del plebiscito per l'annessione della Sicilia al Regno d'Italia.

Altra illustre personalità é Simone Cuccia, alla cui memoria è stata intestata la strada che congiunge la Villa sperlinga con la via Libertà.

Siracusano di nascita da una famiglia di origine albanese, Cuccia si laureò in giurisprudenza col massimo dei voti e, subito dopo, ottenne la cattedra di Scienze giuridiche e di Storia del diritto all’Università di Palermo. Cuccia è considerato uno dei creatori della sociologia criminale: si è occupato della catalogazione delle varie forme di delinquenza e in particolare di quella femminile e dei vari tipi di malattie mentali dei soggetti coinvolti, tanto che il suo nome è legato al progetto per la stesura del nuovo Codice penale italiano.

Non possono mancare poi i ritratti di Simone Corleo, che dal 1883 al 1885 è stato Rettore della Università di Palermo, e di Giulio Benso Sammartino duca della Verdura che durante la dittatura di Garibaldi fu l'ultimo pretore urbano della città di Palermo (dal 27 maggio 1860 all'11 luglio 1861), prima che il ruolo fosse sostituito da quello di sindaco.

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